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Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 26 aprile:

1. Riflettori sugli utili di Amazon, Microsoft e Intel

I risultati di Amazon (NASDAQ:AMZN) sono attesi dopo la chiusura dei mercati oggi, mentre la settimana ricca dal punto di vista dei report sugli utili si avvia alla conclusione.

Gli investitori aspettano aggiornamenti circa gli accordi presi da Amazon con il Servizio Postale degli Stati Uniti, dopo che il Presidente Donald Trump nelle ultime settimane ha preso di mira la compagnia, affermando che gli accordi tra l’azienda e il servizio postale “non sono su un piano di parità”.

Gli analisti probabilmente chiederanno anche dell’integrazione di Whole Foods da parte della compagnia, che la ha acquisita nell’estate del 2017 per 14 miliardi di dollari, l’acquisizione più grossa nella storia di Amazon.

Oltre ad Amazon, altri 40 componenti dell’indice S&P 500 pubblicheranno i risultati quest’oggi.

Prima dell’apertura dei mercati, i riflettori saranno puntati su General Motors (NYSE:GM), UPS, Raytheon, PepsiCo (NASDAQ:PEP), Time Warner, American Airlines e Dominos Pizza.

Dopo la chiusura, insieme ad Amazon ci saranno i report di colossi del tech come Microsoft (NASDAQ:MSFT), Intel (NASDAQ:INTC), Expedia (NASDAQ:EXPE), Western Digital (NASDAQ:WDC), nonché Starbucks (NASDAQ:SBUX) e Baidu.

Gli utili di Facebook (NASDAQ:FB) saranno seguiti con attenzione, dopo che il titolo è schizzato di circa il 6% negli scambi after-hour sulla scia del suo report.

Il colosso dei social ha riportato un sorprendente rimbalzo del 63% degli utili ed un aumento degli utenti, senza mostrare segni di essere stato colpito dallo scandalo sull’uso improprio dei dati personali.

2. I future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura incoraggiante

I future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura incoraggiante, mentre gli investitori attendono l’ultima raffica di report sugli utili delle compagnie.

I future Dow blue-chip salgono di 35 punti, o dello 0,1%, i future S&P 500 sono in salita di 4 punti, o dello 0,15%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech vanno su di 34punti, o dello 0,5%.

L’indice Dow ha chiuso in salita per la prima volta in sei sedute ieri, in ripresa dai crolli segnati ad inizio giornata, con Boeing (NYSE:BA) che ha visto un’impennata sulla scia degli ottimi risultati.

Intanto, in Europa, le borse sono miste: gli utili deludenti pesano fortemente su alcuni titoli come quello della tedesca Deutsche Bank (DE:DBKGn).

In Asia, i mercati hanno chiuso al rialzo, con i titoli tech spinti dalla notizia di utili trimestrali da record di Samsung Electronics (KS:005930).

3. Dollaro e rendimento dei Buoni del Tesoro supportati in vista dei dati

Il dollaro si attesta vicino al massimo di tre mesi e mezzo contro il paniere delle valute mentre il rendimento dei Buoni del Tesoro USA resta alto vicino ai recenti massimi, con gli investitori in attesa di una nuova raffica di dati economici USA.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende a 90,95, dopo aver toccato il massimo di 91,11 nella notte, il massimo dal 12 gennaio.

Il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni si attesta al 3,005%, restando al di sopra della soglia del 3%, ma staccandosi dal massimo di quattro anni del 3,035% raggiunto ieri.

Per quanto riguarda i dati USA, gli investitori seguiranno alcuni report economici, come i dati settimanali sulle richieste di sussidio di disoccupazione, i dati commerciali di marzo nonché quelli sugli ordinativi di beni durevoli, tutti attesi alle 8:30 ET (12:30 GMT).

La recente impennata del dollaro e del rendimento si è registrata grazie alle prospettive di un rafforzamento dell’inflazione che alimentano le aspettative di un approccio più interventista da parte della Federal Reserve quest’anno.

4. Vertice di politica monetaria della Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea dovrebbe lasciare invariata la politica monetaria a conclusione del vertice odierno, aprendo alla possibilità di una chiusura del programma di stimolo da 2,5 mila miliardi di euro entro fine anno.

Il Presidente Mario Draghi terrà una seguitissima conferenza stampa dopo l’annuncio dei tassi e dovrebbe commentare l’attuale situazione economica della zona euro.

Altri argomenti di cui potrebbe discutere Draghi comprendono i recenti dati economici deboli della zona euro, l’indebolimento dell’inflazione generale, la recente volatilità del mercato dei bond e i timori di una escalation degli attriti commerciali globali.

La decisione sui tassi della banca centrale è attesa alle 11:45 GMT (7:45 ET), seguita dalla conferenza stampa che avrà inizio alle 12:30 GMT (8:30 ET).

L’euro sale dello 0,2% contro il dollaro a 1,2185, staccandosi dal minimo di due mesi di 1,2157 segnato prima.

5. Greggio ancora su, stallo tra Trump e Iran al centro della scena

Il prezzo del greggio continua a salire, restando vicino al massimo di oltre tre anni, spinto dalle aspettative che gli Stati Uniti possano riapplicare le sanzioni contro l’Iran, un importante produttore petrolifero.

Il Presidente francese Emmanuel Macron ieri ha dichiarato che prevede che il Presidente USA Donald Trump si tiri indietro dall’accordo con l’Iran raggiunto nel 2015, in base al quale il paese ha sospeso il programma nucleare in base all’annullamento da parte delle potenze occidentali delle pesanti sanzioni applicate.

Il governo Trump ha tempo fino al 12 maggio per decidere se riapplicare le sanzioni su Tehran, il che potrebbe comportare una riduzione delle esportazioni.

I future del greggio West Texas Intermediate salgono di 39 centesimi, o dello 0,6%, a 68,44 dollari al barile, mentre i future del Brent vanno su di 55 centesimi, o dello 0,7%, a 74,55 dollari al barile.

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Facebook, utili alle stelle e titolo vola nell’After Hours

Investing.com - C’era molta attesa su Facebook per i dati sugli utili del primo trimestre, comunicati ieri dopo la chiusura di Wall Street.

I ricavi hanno battuto le attese con una crescita del 49%, arrivando così a 11,97 miliardi rispetto agli 11,41 attesi.

Nonostante lo scandalo sull’uso dei dati, cresce il numero degli utenti con un incremento del 13%.

Ieri gli operatori si erano mostrati molto prudenti nell’attesa di conoscere i dati e il titolo aveva terminato la seduta in parità.

Dopo la diffusione dei dati, il titolo Facebook (NASDAQ:FB) aveva chiuso a +7,33% nell’After Hours.

Ora si attende l’uteriore reazione del mercato quando alle 14 aprirà li pre-market e alle 15.30 suonerà la campanella di Wall Street.

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I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Giugno sono scambiati a 68,42 dollari americani per barile, valore che sale di 0,54% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 67,11 dollari e la resistenza a 69,38 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,08% per essere scambiato a 90,96 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Giugno, é salito di 0,57% per essere scambiato a 74,42 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,00 dollari per barile.
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La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano mercoledì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2161, giù di 0,59% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2168, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2354, la piú alta di venerdì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,24% per toccare 0,8730 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,03% per toccare 133,08.
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Greggio in calo dopo i dati sulle scorte USA in salita a sorpresa

Investing.com - Il prezzo del greggio è in calo nella mattinata statunitense di questo mercoledì, dopo i dati settimanali sulle scorte che hanno mostrato un aumento inatteso.


I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York scendono di 37 centesimi, a 67,33 dollari al barile alle 10:32AM ET (14:32GMT), contro i 67,81 precedenti al report.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 20 aprile oggi alle 10:30 ET (14:30 GMT), nelle previsioni di un crollo delle scorte di circa 2 milioni di barili.

Negli USA, il report settimanale ufficiale sulle scorte dell’Energy Information Administration ieri ha mostrato che le scorte di greggio sono aumentate di 2,170 milioni di barili nella settimana terminata il 20 aprile, rispetto al previsto calo di 1,600 milioni di barili, mentre ieri l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di 1,099 milioni di barili la scorsa settimana.

Il report ha mostrato un aumento inatteso delle
scorte di benzina pari a 0,840 milioni, contro le aspettative di un calo di 0,625 milioni di barili, mentre per le scorte degli altri prodotti raffinati è stato registrato un calo di 2,611 milioni di barili, contro il previsto calo di 0,861 milioni di barili.

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, scendono dello 0,5% a 73,51 dollari al barile, alle 10:38AM ET (14:38GMT), dalla lettura precedente ai dati di 73,77 dollari.

I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente ieri, dopo che il Presidente statunitense Donald Trump ed il Presidente francese Emmanuel Macron si sono impegnati a risolvere le differenze sull’Iran, facendo scendere i timori che gli Stati Uniti possano reintrodurre le sanzioni contro Tehran.

Questo ha portato alcuni investitori ad abbandonare le loro convinzioni di nuove sanzioni statunitensi contro l’Iran, atte a limitare la produzione di petrolio del paese.

Trump tempo fino al 12 maggio per decidere se estendere o meno il ritiro delle sanzioni legate all’accordo sul nucleare dell’Iran.

Tuttavia, il sentimento nel mercato del petrolio resta positivo, nelle aspettative che i tagli alla produzione OPEC possono continuare a ridurre l’eccesso di scorte.

Le tensioni geopolitiche del Medioriente e i timori legati all’interruzione delle forniture da parte di produttori chiave hanno contribuito ad alimentare questo sentimento rialzista.

Intanto, i future della benzina sono in calodi 2,0 centesimi a 2,0735 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento è in calo di 0,5 centesimi a 2,1224 dollari al gallone.

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Oro ancora in calo, dollaro sempre più forte

Investing.com - Il prezzo dell’oro continua a scendere questo mercoledì, pesa un dollaro in salita e l’aumento del rendimento dei titoli del Tesoro USA.

I future dell’oro con consegna a giugno sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono dello 0,84%, a 1.321,60 dollari l’oncia troy alle 10:26 AM ET (14:26 GMT).

Sul prezzo ha pesato l’impennata del dollaro.
L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,43% a 90,95.

Un dollaro più forte di solito rende il metallo prezioso, valutato in dollari, più costoso per i titolari di altre valute.

Intanto continua l’impennata del rendimento dei bond USA e le prospettive di aumenti dei tassi più veloci da parte della Fed.

Il redimento dei bond del Tesoro USA a 10 anni ha superato il 3% per la prima volta dal 2014 ieri, indicando una certa fiducia per il futuro dell’economia statunitense.

Le aspettative di tassi più elevati supportano il dollaro rendendo gli investimenti in dollari più appetibili per gli investitori.

Il metallo prezioso è viene spesso scelto nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori.

Sempre sul Comex, i future dell’argento scendono dell’1,07% a 16,525 dollari l’oncia troy, mentre i future del platino vanno giù dell’1,96% a 916,70 dollari e i future del palladio scendono dello 0,98% a 962,10

Infine, i future del rame scendono dello 0,13% a 3,138 dollari la libbra.

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Saipem, il calvario continua anche in borsa: -4% dopo gli utili

Investing.com - Prosegue la seduta in negativo per Saipem (MI:SPMI) che a metà mattinata tocca un -4,07% con le azioni quotate a 3,13 euro. Il titolo torna così ai livelli dei primi di aprile dopo il timido recupero delle ultime settimane arrivato grazie anche alla crescita del prezzo del petrolio.

L’azienda ha comunicato i dati sui risultati del primo trimestre 2018, caratterizzato da un calo dei ricavi e della redditività, mentre l’indebitamento netto risulta in riduzione.

In particolare, i ricavi dei primi tre mesi di quest’anno sono stati 1,92 miliardi di euro, segnando così un calo del 15,4%, dovuto alla contrazione delle attività nei settori E&C Offshore e Onshore a cui si aggiunge quello del settore Drilling Off shore. Benché le previsioni degli analisti parlavano di un fatturato di oltre 1,98 miliardi, il managment ha affermato che la performance dell’azienda è risultata in linea con le attese.

Il trimestre si è chiuso con una perdita netta di 2 milioni di euro, mentre lo stesso periodo del 2017 aveva visto un utile di 47 milioni. Il calo è stato attribuito all’aumento del tax rate e a oneri da riorganizzazione per 13 milioni di euro.

Nonostante il risultato negativo, l’amministratore delegato di Saipem, Stefano Cao, ha affermato che ci sono “segnali di recupero che si devono concretizzare”, dopo “tre anni difficili” definiti “un calvario” e che “il gruppo prosegue il processo di efficientamento e di preparazione per l’avvio di un nuovo ciclo”.

Il managment Saipem ha poi confermato le indicazioni diffuse a marzo, con una previsione di circa 8 miliardi di ricavi per la chiusura del 2018 e di una marginalità superiore al 10%.

Buone notizie per Saipem potrebbero arrivare dalla Russia dove sono in corso le trattative che coinvolgono Gazprom, relativamente alla commessa assegnata e poi cancellata per la costruzione del South Stream, gasdotto sotto il Mar Nero che ha l’obiettivo di portare il gas naturale in Europa senza dover passare per l’Ucraina.

“Con Gazprom serve trovare una soluzione equa per entrambi e faremo il possibile per rendere praticabile questa eventualità”, ha spiegato Cao che ha poi aggiunto che “Saipem non basa il suo futuro sulla negoziazione di arbitrati ma sull’esecuzione dei progetti”.

Gazprom, infatti, avrebbe cambiato progetto e si starebbe rivolgendo alla Turchia dove conta di realizzare il Turkish Stream, un gasdotto con approdo proprio nella penisola turca, con il coinvolgimento di Saipem.

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AS Roma, titolo a picco dopo la sconfitta di Champions League

Investing.com - Inizio di seduta in crollo per le azioni della Roma, nel giorno successivo al match di Champions League di ieri.

Il titolo AS Roma (MI:ASR) apre la seduta toccando un -10%, cedendo così tutti i guadagni del pre-gara.

Fatale anche in borsa, dunque, la sconfitta di ieri per 5 a 2 contro il Liverpool.

Gli operatori sembrano, pertanto, non credere ad un’altra “remontada” da parte dei giallorossi nel ritorno che si terrà il 2 maggio.

Il titolo resta, però, sopra il livello precedente al turno dei quarti, grazie anche all’incasso di 81 milioni di euro.

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Dollaro al massimo di 7 settimane, in salita rendimento bond USA

Investing.com - Il dollaro sale contro il paniere delle altre sei principali valute questo mercoledì, sostenuto dall’impennata del rendimento dei bond USA a 10 anni, al massimo dall’inizio del 2014.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,31% a 90,84 alle 03:56 AM ET (07:56 AM GMT), il massimo dal primo marzo.

Il dollaro è stato sostenuto dall’impennata del rendimento dei bond USA e dalle prospettive di aumenti dei tassi più veloci da parte della Fed.

Le aspettative di tassi più elevati supportano il dollaro rendendo gli investimenti in dollari più appetibili per gli investitori.

Il redimento sui bond del Tesoro USA a 10 anni ha superato il 3% per la prima volta dal 2014 ieri, indicando una certa fiducia per il futuro dell’economia statunitense.

I dati di ieri hanno mostrato letture positive sulle vendite di case nuove e sulla fiducia dei consumatori, fornendo ulteriori indicazioni di crescita nei prossimi mesi.

Il dollaro è al massimo di due mesi e mezzo contro lo yen, con il cambio USD/JPY in salita dello 0,38% a 109,23.

Ieri l’andamento della coppia ha subito l’influenza di Wall Street, in quanto i titoli USA in calo hanno sostenuto la richiesta della valuta nipponica.

L’euro scende contro il dollaro, con il cambio EUR/USD giù dello 0,29% a 1,2197, vicino al minimo di due mesi di 1,2181.

Gli investitori attendono il vertice di politica monetaria della BCE che si terrà domani, alla ricerca di indicazioni sulle previsioni di inflazione.

La sterlina scende e si riavvicina al minimo di 5 settimane, con la coppia GBP/USD in salita dello 0,21% a 1,3948.

Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in calo al minimo di quattro mesi, con la coppia AUD/USD giù dello 0,41% a 0,7572 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,56% a 0,7079.

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I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Giugno sono scambiati a 67,69 dollari americani per barile, valore che scende di 0,01% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 67,14 dollari e la resistenza a 69,36 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,06% per essere scambiato a 90,61 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Giugno, é salito di 0,04% per essere scambiato a 73,89 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,20 dollari per barile.
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La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano martedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2233, su di 0,20% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2182, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2402, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,09% per toccare 0,8751 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,30% per toccare 133,12.
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I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Giugno sono scambiati a 1.334,00 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,76% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.323,80 dollari e la resistenza a 1.357,70 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,18% per essere scambiato a 90,53 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Maggio, é salito di 0,68% per essere scambiato a 16,700 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Maggio, é salito di 0,69% per essere scambiato a 3,132 dollari per libbra.
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I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Giugno sono scambiati a 2,808 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 1,19% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,658 dollari e la resistenza a 2,813 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,18% per essere scambiato a 90,53 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Giugno, é sceso di 1,37% per essere scambiato a 67,70 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Maggio, é sceso di 0,69% per essere scambiato a 2,1262 dollari per gallone.
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Il dollaro riprende fiato, rallenta la spinta del rendimento dei Buoni del Tesoro

Investing.com - Il dollaro riprende fiato questo martedì dopo essersi avvicinato al massimo di sette settimane contro il paniere delle altre principali valute, mentre rallenta l’aumento del rendimento dei Buoni del Tesoro.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende a 90,62 alle 08:13 ET (12:13 GMT), restando vicino al massimo di 90,84 della notte, il massimo dal 1° marzo.

Il dollaro si è rafforzato ieri quando il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA ha segnato il massimo di oltre quattro anni toccando il 2,998%.

Il rendimento è salito tra le prospettive di un rafforzamento dell’inflazione che hanno alimentato le aspettative di un inasprimento monetario più veloce da parte della Federal Reserve.

Il rendimento è poi sceso questo martedì attestandosi al 2,971%.

Il dollaro resta vicino al massimo di dieci settimane contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, con la coppia USD/JPY a 108,81, dopo essere salita dello 0,83% ieri.

La valuta nipponica, che viene spesso scelta nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori, si è indebolita nelle ultime sedute in quanto si sono ridotti i timori per i rischi geopolitici e per le tensioni commerciali.

L’euro è pressoché invariato, con il cambio EUR/USD a 1,2214 dopo essersi staccato dal minimo di sette settimane di 1,2185 della notte.

La sterlina si allontana dal minimo di cinque settimane, con la coppia GBP/USD su dello 0,14% a 1,3961, ma i guadagni restano limitati dai dubbi circa la possibilità che la Banca d’Inghilterra alzi i tassi il mese prossimo.

Il dollaro si indebolisce contro il cugino canadese, con la coppia USD/CAD giù dello 0,16% a 1,2829, staccandosi dal massimo di due settimane di 1,2861.

Il dollaro australiano schizza al massimo giornaliero, con il cambio AUD/USD a 0,7621, mentre il dollaro neozelandese scende, con la coppia NZD/USD giù dello 0,35% a 0,7126.

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Le cinque cose da seguire sui mercati questo martedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo martedì 24 aprile:

1. I future USA puntano ad una ripresa

I future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura al rialzo, con l’indice Dow che dovrebbe interrompere i quattro giorni di discesa mentre gli investitori attendono l’ultima raffica di utili delle compagnie.

I future Dow blue-chip salgono di 100 punti, o dello 0,4%, i future S&P 500 sono in salita di 12 punti, o dello 0,5%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech vanno su di 36 punti, o dello 0,6%.

Le borse statunitensi sono scese ieri, sulla scia del calo dei titoli tech, con gli investitori preoccupati per l’aumento dei tassi di interesse.

Intanto, in Europa, le borse sono positive: l’aumento del prezzo del greggio ha spinto i titoli del settore energetico.

In Asia, i mercati hanno chiuso perlopiù al rialzo dopo due giorni consecutivi in discesa.

2. Utili blue-chip sotto i riflettori

La settimana ricca di report sugli utili entra nel vivo quest’oggi, con una serie di report delle compagnie blue-chip in programma nella mattinata, come Coca-Cola, Caterpillar (NYSE:CAT), 3M, Travelers, United Technologies e Verizon.

Attesi anche i risultati di Biogen (NASDAQ:BIIB), Eli Lilly, Lockheed Martin (NYSE:LMT), Corning, Freeport-McMoran, PulteGroup (NYSE:PHM), Sherwin-Williams e JetBlue.

Dopo la campanella di chiusura pubblicheranno gli utili Wynn Resorts, Amgen (NASDAQ:AMGN), Chubb (NYSE:CB), Texas Instruments (NASDAQ:TXN), Cree, Carlisle Cos ed Hawaiian Holdings.

Al centro della scena il report di Alphabet (NASDAQ:GOOGL), dopo che il titolo è lievemente sceso nei volatili scambi afterhour sulla scia della pubblicazione dei risultati: la compagnia ha infatti riportato un’impennata del 73% degli utili del primo trimestre.

3. Dollaro invariato vicino al massimo di un mese e mezzo

Il dollaro sale ad un nuovo massimo di un mese e mezzo contro il paniere delle principali valute nei primi scambi, supportato dalle aspettative che la Federal Reserve alzi i tassi di interesse altre tre volte nel 2018.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 90,70 dopo aver toccato il massimo di 90,85 nella notte, il massimo dal 1° marzo.

Il dollaro segna il massimo di dieci settimane contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, con la coppia USD/JPY in salita a 108,91.

L’euro si avvicina al minimo di sette settimane, con la coppia EUR/USD a 1,2204 dopo essere crollata al minimo della notte di 1,2185.

Giù anche la sterlina, con il cambio GBP/USD al minimo di un mese di 1,3930.

Per quanto riguarda i dati, gli investitori seguiranno una serie di report economici, compresi quelli sui prezzi delle case S&P/Case-Shiller e sui prezzi delle case FHFA, entrambi attesi alle 9:00 ET (13:00 GMT). Sono previsti anche i dati sulle vendite di case nuove e sulla fiducia dei consumatori alle 10 ET (14:00 GMT).

4. Il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA si allontana dal livello del 3%

Il rendimento dei Buoni del Tesoro USA rallenta la sua recente impennata, con quello dei buoni di riferimento a 10 anni che si allontana dalla soglia psicologicamente importante del 3%.

Si è attestato al 2,964%, giù di 0,9 punti base, o dello 0,3% dopo aver raggiunto il massimo intraday del 2,998% ieri, un livello che non si registrava dal gennaio 2014.

Il rendimento dei buoni a 10 anni non supera il 3% - livello che strategisti e gestori di fondi ritengono peserà fortemente sui titoli azionari - dall’inizio del 2014.

Intanto, scende anche il rendimento dei buoni a 2 anni e a 5 anni, che risentono della Fed, dopo aver segnato i massimi in circa 10 anni ieri.

La recente impennata del rendimento si è registrata grazie alle prospettive di un rafforzamento dell’inflazione che alimentano le aspettative di un approccio più interventista da parte della Federal Reserve quest’anno.

5. Il greggio resta vicino ai recenti massimi in attesa dei dati sulle scorte API

Il prezzo del greggio resta vicino al massimo di tre anni, gli investitori attendono i nuovi dati settimanali sulle scorte di greggio statunitensi per valutare la forza della domanda del principale consumatore mondiale di oro nero e quanto velocemente i livelli di produzione continueranno ad aumentare.

L’American Petroleum Institute, un gruppo del settore, rilascerà il report settimanale alle 16:30 ET (20:30 GMT).

I future del greggio West Texas Intermediate salgono di 30 centesimi, o dello 0,5%, a 68,95 dollari al barile, mentre i future del Brent vanno su di 20 centesimi, o dello 0,3%, a 74,92 dollari al barile.

Il riferimento globale è schizzato al massimo di 75,27 dollari all’inizio della seduta, un livello che non si registrava dal 27 novembre 2014, spinto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dai timori per un’interruzione delle forniture da parte di importanti produttori.

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Prezzo del greggio ancora in salita, riflettori sui dati sulle scorte USA

Investing.com - Il prezzo del greggio continua a salire questo martedì, gli investitori attendono i nuovi dati settimanali sulle scorte di greggio statunitensi per valutare la forza della domanda del principale consumatore mondiale di oro nero e quanto velocemente i livelli di produzione continueranno ad aumentare.

L’American Petroleum Institute, un gruppo del settore, rilascerà il report settimanale alle 16:30 ET (20:30 GMT). I dati ufficiali della Energy Information Administration saranno rilasciati domani e si prevede un calo di 2,6 milioni di barili.

I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York salgono di 53 centesimi, o dello 0,8%, a 69,17 dollari al barile alle 4:05 ET (08:05 GMT), non lontano dal massimo di giovedì scorso di 69,56 dollari, il massimo dal 28 novembre 2014.

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono in salita di 39 centesimi, o dello 0,5%, a 75,11 dollari al barile. Il riferimento globale è schizzato precedentemente al massimo di 75,27 dollari, un livello che non si registrava dal 27 novembre 2014.

Il prezzo del greggio si è attestato in salita negli scambi volatili di ieri, lasciandosi alle spalle le perdite precedenti, con le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e i timori per eventuali interruzioni delle forniture da parte di importanti produttori a supportare il mercato.

Gli sforzi che vengono compiuti dai principali produttori petroliferi globali per ridurre le scorte in eccesso contribuiscono al sentimento positivo.

L’OPEC e 10 produttori al di fuori del cartello, compresa la Russia, stanno limitando la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno dall’inizio dello scorso anno, per portare le scorte globali alla media quinquennale. L’accordo dovrebbe scadere alla fine del 2018.

Il cartello si incontrerà a giugno per decidere se l’accordo sui tagli alla produzione debba essere modificato in base alle condizioni del mercato.

Tuttavia, l’aumento dell’attività di trivellazione USA rappresenta uno dei pochi fattori a trattenere il prezzo del greggio in un ambiente altrimenti rialzista.

Le compagnie USA hanno aggiunto cinque impianti nella settimana terminata il 20 aprile, portando il totale a 820, secondo quanto ha affermato l’azienda di servizi energetici di General Electric (NYSE:GE) Baker Hughes nel suo seguitissimo report di venerdì.

Si tratta del massimo dal marzo 2015 e contribuisce ad alimentare i timori per l’aumento della produzione USA.

Effettivamente, la produzione statunitense - spinta dall’estrazione di scisto - è schizzata al massimo storico di 10,54 milioni di barili al giorno la scorsa settimana, secondo la Energy Information Administration (EIA). Solo la Russia produce di più, con quasi 11 milioni di barili al giorno.

Intanto, i future della benzina salgono dello 0,1% a 2,133 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento va su dello 0,3% a 2,147 dollari al gallone.

I future del gas naturale scendono dello 0,3% a 2,768 dollari per milione di BTU.

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La fiducia delle imprese tedesche peggiora ad aprile: indice Ifo

Investing.com - La fiducia delle imprese tedesche è peggiorata ad aprile, secondo i dati di questo martedì.

L’istituto economico Ifo con sede a Monaco ha reso noto che il suo indice sulla fiducia delle imprese, basato su un’indagine mensile, è sceso a 102,1 da 103,03 di marzo.

Gli economisti si aspettavano una lettura superiore, pari a 102,08.

Le imprese hanno valutato peggio le situazioni attuali, con il relativo indice in calo a 105,7 rispetto a 106,6 del mese prima. Le loro aspettative sono scese a 98,7 da 100,0 di marzo.

L’Istituto Ifo ha cambiato il modo in cui calcola il suo indicatore sul clima di fiducia delle imprese ad aprile, per ricalibrarlo ed includere le risposte dal settore dei servizi.

I servizi rappresentano circa il 60% dell’economia tedesca. L’indice era precedentemente basato sul settore manifatturiero, edilizio, delle vendite all’ingrosso e della vendita.

Il cambiamento implica che la lettura di marzo è stata aggiornata rispetto alla lettura precedente di 114,7 a 103,3, in base al nuovo metodo.

La base annua è passata dal 2005 al 2015.

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Dollaro vicino al massimo di 7 settimane spinto dal rendimento dei bond

Investing.com - Il dollaro rimane stabile vicino al massimo di sette settimane contro il paniere delle altre principali valute questo martedì, incoraggiato dall’aumento del rendimento dei Buoni del Tesoro.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 90,70 alle 03:18 ET (07:18 GMT) dopo aver toccato il massimo di 90,84 nella notte, il massimo dal 1° marzo.

Il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA ha raggiunto il massimo di oltre quattro anni del 2,998% ieri, nella prospettiva di un rafforzamento dell’inflazione che alimenta che aspettative di un inasprimento monetario più veloce da parte della Federal Reserve.

Il rendimento è poi sceso attestandosi al 2,960%.

Il dollaro ha toccato il massimo di dieci settimane contro lo yen, tradizionale valuta rifugio, con la coppia USD/JPY in salita dello 0,15% a 108,87, dopo essere salita dello 0,83% ieri.

La valuta nipponica, che viene spesso scelta nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori, si è indebolita nelle ultime sedute in quanto si sono ridotti i timori per i rischi geopolitici e per le tensioni commerciali.

L’euro si avvicina al minimo di sette settimane, con la coppia EUR/USD a 1,2204 dopo essere crollata al minimo della notte di 1,2185.

La sterlina si attesta al minimo di un mese, con il cambio GBP/USD a 1,3932, nei dubbi per la possibilità di un aumento dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra il mese prossimo.

La scorsa settimana, la sterlina è schizzata al massimo dal voto sulla Brexit del giugno 2016.

Sulla valuta britannica pesa anche l’incertezza per le trattative sulla Brexit in attesa del report sulla crescita del primo trimestre in programma questa settimana.

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I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Giugno sono scambiati a 68,94 dollari americani per barile, valore che scende di 0,44% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 67,14 dollari e la resistenza a 69,56 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,01% per essere scambiato a 90,70 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Giugno, é sceso di 0,31% per essere scambiato a 74,94 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,00 dollari per barile.
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I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Giugno sono scambiati a 1.326,40 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,89% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.323,80 dollari e la resistenza a 1.359,00 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,63% per essere scambiato a 90,65 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Maggio, é sceso di 3,11% per essere scambiato a 16,630 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Maggio, é sceso di 0,83% per essere scambiato a 3,109 dollari per libbra.
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I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Giugno sono scambiati a 2,776 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 0,33% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,658 dollari e la resistenza a 2,790 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,67% per essere scambiato a 90,68 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Giugno, é salito di 0,06% per essere scambiato a 68,44 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Maggio, é salito di 0,72% per essere scambiato a 2,1383 dollari per gallone.
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Il dollaro continua a salire e segna il massimo di un mese e mezzo

Investing.com - Il dollaro continua a salire contro il paniere delle valute questo lunedì, toccando il massimo di un mese e mezzo spinto dall’aumento del rendimento dei bond USA, mentre i dati misti sul settore privato nella zona euro non riescono a supportare l’euro.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,37% a 90,41 alle 05:20 ET (09:20 GMT), il massimo dal 1° marzo.

Il rendimento dei Buoni del Tesoro a 10 anni USA continua ad avvicinarsi al livello del 3% questa mattina, nella prospettiva di un rafforzamento dell’inflazione che alimenta che aspettative di un inasprimento monetario più veloce da parte della Federal Reserve.

Il dollaro sale al massimo di oltre due mesi contro lo yen, con la coppia USD/JPY in salita dello 0,35% a 108,04.

La valuta nipponica viene spesso scelta nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori.

Sabato, la Corea del Nord ha reso noto di voler sospendere i test nucleari e missilistici, smantellando il luogo dove si tenevano i test nucleari, in vista dei summit in programma con la Corea del Sud e gli Stati Uniti.

Oltre ai timori per i rischi geopolitici, anche le preoccupazioni per l’attrito commerciale tra Stati Uniti e Cina sembrano in diminuzione.

L’euro scende al minimo di due settimane, con la coppia EUR/USD giù dello 0,43% a 1,2234.

La moneta unica non ha trovato supporto nei dati da cui è emerso che, sebbene l’attività del settore dei servizi della zona euro abbia visto una ripresa ad aprile, la crescita del settore manifatturiero è rallentata al minimo di 14 mesi.

Il calo è stato dovuto, soprattutto, all’euro forte che ha pesato sulla crescita delle esportazioni.

Anche la sterlina scende, con il cambio GBP/USD giù dello 0,16% a 1,3979, dopo aver chiuso la settimana precedente con un tonfo dell’1,71%.

La scorsa settimana la valuta britannica si è indebolita quando il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha segnalato che la banca potrebbe non alzare i tassi di interesse a maggio, dopo i recenti dati più deboli del previsto sulla crescita dei compensi e sull’inflazione.

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Oro al minimo di 2 settimane, pesa il dollaro forte

Investing.com - Il prezzo dell’oro scende al minimo di due settimane questo lunedì, il dollaro forte e la ripresa della propensione al rischio pesano sulla domanda del metallo prezioso.

I future dell’oro con consegna a giugno sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono di 7,10 dollari, o dello 0,55%, a 1.331,20 dollari l’oncia troy alle 04:57 ET (08:57 GMT).

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,32% a 90,37. Un dollaro più forte rende le materie prime valutate in dollari, compreso il metallo prezioso, più costose per i titolari di altre valute.

La richiesta di dollaro continua ad essere incoraggiata dai recenti commenti dei funzionari della Federal Reserve, da cui è emerso che i tassi di interesse continueranno a salire nel 2018, in quanto l’economia resta su un sentiero stabile.

Le aspettative di tassi alti in genere spingono il dollaro aumentandone l’appeal per gli investitori alla ricerca di investimenti ad alto rendimento.

I tassi alti sono negativi per l’oro, dal momento che il metallo prezioso, che non paga interessi, fatica a competere con gli asset ad alto rendimento quando i tassi salgono.

Sabato, la Corea del Nord ha reso noto di voler sospendere i test nucleari e missilistici, smantellando il luogo dove si tenevano i test nucleari, in vista dei summit in programma con la Corea del Sud e gli Stati Uniti.

Oltre ai timori per i rischi geopolitici, anche le preoccupazioni per l’attrito commerciale tra Stati Uniti e Cina sembrano in diminuzione.

L’oro viene spesso scelto come riserva di valore nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori.

Tra gli altri metalli preziosi, i future dell’argento crollano dell’1,10% a 16,97 dollari l’oncia troy, mentre i future del platino vanno giù dello 0,62% a 926,00 dollari.

Tra le materie prime, i future del rame salgono dello 0,26% a 3,143 dollari la libbra.

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Il greggio inizia la settimana a rilento, riflettori su produzione USA e sull’OPEC

Investing.com - Il prezzo del greggio inizia la settimana in territorio negativo questo lunedì, gli operatori dei mercati continuano a valutare lo stabile aumento dei livelli di produzione USA rispetto agli sforzi compiuti dai principali produttori per ridurre l’eccesso delle scorte.

I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York scendono di 29 centesimi, o dello 0,4%, a 68,12 dollari al barile alle 4:10 ET (08:10 GMT).

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono in calo di 25 centesimi, o dello 0,3%, a 73,83 dollari al barile.

Entrambi i riferimenti hanno segnato il secondo aumento settimanale consecutivo, con il WTI che è rimbalzato di circa l’1,5% mentre il Brent è schizzato del 2%, tra le tensioni geopolitiche in Medio Oriente ed i timori per un’interruzione delle forniture da parte dei principali produttori a supportare il mercato.

Tuttavia, l’aumento dell’attività di trivellazione USA rappresenta uno dei pochi fattori a trattenere il prezzo del greggio in un ambiente altrimenti rialzista.

Le compagnie USA hanno aggiunto cinque impianti nella settimana terminata il 20 aprile, portando il totale a 820, secondo quanto ha affermato l’azienda di servizi energetici di General Electric (NYSE:GE) Baker Hughes nel suo seguitissimo report di venerdì.

Si tratta del massimo dal marzo 2015 e contribuisce ad alimentare i timori per l’aumento della produzione USA.

Effettivamente, la produzione statunitense - spinta dall’estrazione di scisto - è schizzata al massimo storico di 10,54 milioni di barili al giorno la scorsa settimana, secondo la Energy Information Administration (EIA). Solo la Russia produce di più, con quasi 11 milioni di barili al giorno.

Analisti e trader di recente hanno messo in guardia dall’impennata della produzione di scisto USA, che potrebbe vanificare gli sforzi dell’OPEC di mettere fine alle scorte in esubero.

L’OPEC e 10 produttori al di fuori del cartello, compresa la Russia, stanno limitando la produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno dall’inizio dello scorso anno, per portare le scorte globali alla media quinquennale. L’accordo dovrebbe scadere alla fine del 2018.

Il cartello si incontrerà a giugno per decidere se l’accordo sui tagli alla produzione debba essere modificato in base alle condizioni del mercato.

Questa settimana l’attenzione degli operatori sarà concentrata sui dati USA sulle scorte di greggio e prodotti raffinati, attesi domani e mercoledì, per valutare la forza della domanda da parte del principale consumatore mondiale e quanto velocemente continueranno ad aumentare i livelli di produzione.

Al centro della scena anche i commenti dei principali produttori globali, per capire se intendono prolungare l’attuale accordo sui tagli alla produzione fino al prossimo anno.

Intanto, i future della benzina salgono dello 0,2% a 2,089 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento segna un calo dello 0,3% a 2,117 dollari al gallone.

I future del gas naturale si attestano a 2,765 dollari per milione di BTU.

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Crescita del settore privato della zona euro in ripresa ad aprile

Investing.com - L’attività economica del settore privato della zona euro è accelerata ad aprile, secondo i dati pubblicati questo lunedì, allentando i timori per lo stato di salute dell’economia della regione.

Markit ha reso noto che l’Indice Flash sulla Produzione Composita della Zona Euro, che tiene conto della produzione combinata del settore manifatturiero e di quello dei servizi, è rimasto stabile a 55,2 ad aprile, rispetto alle previsioni di una lettura di 54,9.

L’indice flash dei direttori acquisti sul settore dei servizi ha visto un aumento a 55,0 questo mese da 54,9 di marzo, più del dato atteso di 54,8.

L’indice preliminare dei direttori acquisti per il settore manifatturiero della zona euro è sceso a 56,0 questo mese dalla lettura finale di 56,6 di marzo.

Gli analisti si aspettavano una lettura invariata a 56,6.

Una lettura superiore a 50,0 indica un’espansione del settore mentre una lettura inferiore a tale livello ne indica una contrazione.

Commentando il report, Chris Williamson, capo economista di Markit, ha affermato: “I dati di aprile corrispondono ad un livello coerente con una crescita del PIL della zona euro di circa lo 0,6% all’inizio del secondo trimestre”.

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La crescita del settore privato francese accelera ad aprile: indice PMI

Investing.com - L’attività del settore privato francese è accelerata ad aprile, secondo i dati pubblicati questo lunedì.

La lettura preliminare dell’indice dei direttori acquisti di Markit per il settore dei servizi è risultata pari a 57,4 questo mese da 56,9 di marzo.

Gli economisti si aspettavano una lettura pari a 56,6.

L’indice PMI per il settore manifatturiero è salito a 53,4, in linea con le previsioni e rispetto al dato di 53,7 del mese prima.

L’indice composito sulla produzione, che tiene conto della produzione combinata del settore manifatturiero e di quello dei servizi, è salito a 56,9 da 56,3, contro le previsioni di una lettura pari a 55,9.

Una lettura superiore a 50,0 indica un’espansione del settore mentre una lettura inferiore a tale livello ne indica una contrazione.

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Dollaro stabile vicino al massimo di 2 settimane

Investing.com - Il dollaro rimane stabile vicino al massimo di due settimane contro il paniere delle valute questo lunedì, supportato dalle aspettative di ulteriori aumenti dei tassi di interesse quest’anno, mentre la riduzione dei rischi geopolitici pesa sulla domanda dello yen come valuta rifugio.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 90,17 alle 02:46 ET (06:46 GMT), non lontano dal massimo di due settimane di 90,25 di venerdì.

La richiesta di dollaro continua ad essere incoraggiata dai recenti commenti dei funzionari della Federal Reserve, da cui è emerso che i tassi di interesse continueranno a salire nel 2018, in quanto l’economia resta su un sentiero stabile.

Le aspettative di tassi alti in genere spingono il dollaro aumentandone l’appeal per gli investitori alla ricerca di investimenti ad alto rendimento.

Il dollaro sale al massimo di due mesi contro lo yen, con la coppia USD/JPY in salita a 107,89.

La valuta nipponica viene spesso scelta nei periodi di turbolenza sui mercati e di tensioni politiche e tende a scendere quando invece riaffiora la fiducia degli investitori.

Sabato, la Corea del Nord ha reso noto di voler sospendere i test nucleari e missilistici, smantellando il luogo dove si tenevano i test nucleari, in vista dei summit in programma con la Corea del Sud e gli Stati Uniti.

Oltre ai timori per i rischi geopolitici, anche le preoccupazioni per l’attrito commerciale tra Stati Uniti e Cina sembrano in diminuzione.

L’euro scende contro il dollaro, con il cambio EUR/USD giù dello 0,13% a 1,2271.

L’euro è crollato al minimo di due settimane di 1,2249 contro il dollaro venerdì quando il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha ribadito che la banca sarà cauta nella rimozione dello stimolo monetario.

La sterlina sale, con il cambio GBP/USD su dello 0,14% a 1,4021, dopo aver chiuso la settimana precedente con un tonfo dell’1,71%.

La scorsa settimana la valuta britannica si è indebolita quando il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha segnalato che la banca potrebbe non alzare i tassi di interesse a maggio, dopo i recenti dati più deboli del previsto sulla crescita dei compensi e sull’inflazione.

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La coppia NZD/USD giù durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano lunedì.

La coppia NZD/USD é scambiata a 0,7203, giù di 0,04% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7200, il piú basso di venerdì, e resistenza a 0,7346, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato su rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che perde 0,11% per toccare 1,0634 e la coppia EUR/NZD che scende di 0,09% per toccare 1,7037.
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Le cinque cose da seguire sul calendario economico questa settimana

Investing.com - Questa settimana, la stagione degli utili del primo trimestre entrerà nel vivo, con i report dei principali nomi del settore tech come Facebook, Amazon e Google.

Gli investitori seguiranno con attenzione l’andamento dei tassi dei bond del Tesoro USA a 10 anni, per vedere se arriverà finalmente alla soglia del 3%. Se i tassi continueranno a salire, ci sarà una ripercussione anche sui titoli.

Attesa anche le decisioni di politica monetaria questa settimana, con i vertici della Banca Centrale Europea e della Banca del Giappone, sebbene non siano attese variazioni.

Sul fronte dei dati, si attendono le letture preliminari del PIL relativo al 1° trim sia negli USA che nel Regno Unito.

Si attendono infine gli sviluppi su tensioni geopolitiche e commerciali.

In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista dei cinque principali eventi che potrebbero influenzare i mercati.

1. Settimana intensa per il comparto tech statunitense

Quella alle porte sarà la settimana più intensa di questa stagione degli utili del primo trimestre, infatti, oltre un terzo dei titoli sull’indice S&P 500 rilasceranno i loro report.

C’è grande attesa per i titoli FAANG.

Dopo la campanella di lunedì, Google holding Alphabet (NASDAQ:GOOGL) dovrebbe mostrare un aumento degli utili del 22% a 30,3 miliardi di dollari, con un aumento degli utili netti del 21%, vale a dire 9,28 dollari per azione (non-GAAP), secondo Thomson Reuters.

Per Facebook (NASDAQ:FB) è prevista un’impennata del 42% negli utili trimestrali che saranno rilasciati mercoledì, a 11,4 miliardi di dollari. Il titolo è crollato del 10% dopo lo scandalo di Cambridge, che ha alimentato i timori degli investitori sulle ripercussioni economiche di un’eventuale normativa più severa in materia di privacy.

Giovedì sarà la volta di Amazon (NASDAQ:AMZN) per la quale si attende un balzo del 40% a 50 miliardi di dollari, grazie all’espansione del colosso nel cloud computing e nei negozi tradizionali. Al CEO Jeff Bezos probabilmente verrà chiesto come reagirà Amazon alle affermazioni di Trump circa l’utilizzo di vantaggi come il servizio di United States Postal Service.

Sempre questa settimana si attendono Twitter (NYSE:TWTR), Qualcomm (NASDAQ:QCOM), eBay (NASDAQ:EBAY) e PayPal (NASDAQ:PYPL) mercoledì, mentre Intel (NASDAQ:INTC), Microsoft (NASDAQ:MSFT) e Baidu (NASDAQ:BIDU) rilasceranno i report giovedì.

Fuori dal comparto tech, attesi tra gli altri: Boeing (NYSE:BA), Caterpillar (NYSE:CAT), 3M (NYSE:MMM), United Technologies (NYSE:UTX), Verizon (NYSE:VZ), AT&T (NYSE:T), Comcast (NASDAQ:CMCSA), Visa (NYSE:V), Ford (NYSE:F), General Motors (NYSE:GM), UPS (NYSE:UPS), Starbucks (NASDAQ:SBUX) ed ExxonMobil (NYSE:XOM) .

2. Vertice di politica della Banca Centrale Europea

La Banca Centrale Europea annuncerà la decisione sui tassi di interesse giovedì alle 11:45 GMT (7:45AM ET). Si prevede che la BCE deciderà di lasciare invariati i tassi di interesse.

La decisione sarà seguita 45 minuti dopo dalla conferenza stampa del Presidente Mario Draghi, che potrebbe fornire delle indicazioni sul futuro del massiccio programma di stimolo della BCE in corso nella zona euro, da 2,5 mila miliardi di euro.

I verbali dell’ultimo vertice della BCE hanno mostrato che i policymaker potrebbero rivedere la propria posizioni, alimentando le speculazioni su una possibile riduzione dell’imponente programma di stimolo monetario.

La BCE ha ridotto gli acquisti da 60 miliardi di euro a 30 miliardi di euro ad ottobre, ma ha esteso il programma fino a fine settembre 2018, a causa dell’inflazione sotto tono.

Oltre che sulla BCE, gli occhi saranno puntati sui dati PMI sui settori manifatturiero e terziario attesi per lunedì, oltre che sui dati dell’Istituto IFO fiducia delle imprese tedesche.

3. Annuncio di politica monetaria della BoJ

La Banca del Giappone annuncerà la decisione sulla politica monetaria nella mattinata asiatica di venerdì. Secondo le fonti, la banca centrale del Giappone manterrà i tassi a meno 0,1%.

La decisione sarà seguita dalla conferenza stampa Governatore della banca centrale nipponica Haruhiko Kuroda.

La banca centrale del Giappone rilascerà le previsioni trimestrali, che contengono le previsioni sull’economia e sull’inflazione.

L’economia nipponica, la terza economia mondiale, ha registrato una crescita dell’1,6% nell’ultimo trimestre, continuando la serie più lunga di incrementi dai 12 trimestri consecutivi registrati negli anni Ottanta.

4. PIL USA 1° TRIMESTRE - Dati preiliminari

Gli USA rilasceranno i dati preliminari sul PIL del primo trimestre questo venerdì alle 8:30AM ET (12:30GMT).

Si prevede una lettura di una crescita del 2,0%, nel trimestre gennaio marzo, rispetto al tasso annuo del 2,9%, visto il forte calo registrato nelle spese dei consumatori rispetto al trimestre precedente.

Nonostante l’inaspettato calo, i dati potrebbero non influenzare le previsioni della Fed, in quanto nei prossimi mesi è prevista la spinta frutto della riforma fiscale dell’amministrazione Trump.

Oltre ai dati sul PIL, questa settimana si attendono i dati su: vendite di case esistenti, fiducia dei consumatori e ordinativi di beni durevoli.

5. Regno Unito - Lettura preliminare del PIL 1° trimestre

L’Ufficio Nazionale di Statistica britannico rilascerà la lettura preliminare sul prodotto interno lordo del 4° trimestre giovedì alle 08:30GMT (4:30AM ET).

Si prevede un aumento dello 0.3% nel trimestre gennaio marzo, dopo la crescita dello 0,4% nel trimestre precedente.

Su base annua, l’economia britannica dovrebbe registrare una crescita dell’1,4%, invariata dal trimestre precedente.

La BoE ha lasciato invariati i tassi questo mese, ma due membri hanno votato a favore di un aumento, avvalorando l’ipotesi di un aumento dei tassi a maggio, per la seconda volta dopo la crisi del 2008.

Gli occhi restano puntati sulla politica, ora che i negoziati sulla Brexit stanno entrando nella fase chiave.

Sebbene la Gran Bretagna sia un po’ indietro rispetto alla ripresa globale, la situazione è migliore di quella prevista dopo il voto del 2016 con il quale il paese ha deciso di lasciare l’UE.

Resta aggiornato su tutti gli eventi economici di questa settimana consultando il sito:
http://it.investing.com/economic-calendar/

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La coppia GBP/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore della Sterlina Inglese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia GBP/USD é scambiata a 1,4002, giù di 0,60% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,4000, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,4378, la piú alta di martedì.

Nel frattempo il valore della Sterlina Inglese é stato giù rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,14% per toccare 0,8776 e la coppia GBP/JPY che scende di 0,33% per toccare 150,76.
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