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La coppia USD/JPY giù alla fine della sessione U.S.A.

Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 110,51, giù di 0,36% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,12, il piú basso di lunedì, e resistenza a 111,44, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,54% per toccare 1,1439 e la coppia GBP/USD che sale di 0,28% per toccare 1,2751.
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La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1439, su di 0,54% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1299, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 1,1445, la piú alta di oggi.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,27% per toccare 0,8971 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,19% per toccare 126,40.
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I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Europea

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Settembre sono scambiati a 65,98 dollari americani per barile, valore che sale di 0,79% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 64,43 dollari e la resistenza a 68,37 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,15% per essere scambiato a 96,34 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Ottobre, é salito di 1,36% per essere scambiato a 72,40 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,42 dollari per barile.
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I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Europea

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.183,30 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,06% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.167,10 dollari e la resistenza a 1.207,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,08% per essere scambiato a 96,40 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,56% per essere scambiato a 14,630 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é salito di 0,21% per essere scambiato a 2,611 dollari per libbra.
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I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione Europea

I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Settembre sono scambiati a 2,921 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 0,45% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,891 dollari e la resistenza a 2,974 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,13% per essere scambiato a 96,35 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Settembre, é salito di 0,32% per essere scambiato a 65,67 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Settembre, é salito di 0,51% per essere scambiato a 2,1070 dollari per gallone.
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La coppia AUD/USD su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Australiano é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

La coppia AUD/USD é scambiata a 0,7270, su di 0,14% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7202, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 0,7300, la piú alta di lunedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Australiano é stato su rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/AUD che perde 0,11% per toccare 1,5654 e la coppia AUD/JPY che sale di 0,10% per toccare 80,61.
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La coppia NZD/USD giù durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia NZD/USD é scambiata a 0,6586, giù di 0,06% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,6544, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 0,6611, la piú alta di martedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato giù rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che guadagna 0,06% per toccare 1,1025 e la coppia EUR/NZD che sale di 0,04% per toccare 1,7272.
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La coppia EUR/USD su verso la fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1374, su di 0,24% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1299, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 1,1537, la piú alta di venerdì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,09% per toccare 0,8946 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,40% per toccare 126,17.
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I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Settembre sono scambiati a 2,909 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 1,05% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,891 dollari e la resistenza a 2,974 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,06% per essere scambiato a 96,53 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Settembre, é salito di 0,66% per essere scambiato a 65,44 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Settembre, é salito di 0,24% per essere scambiato a 2,0955 dollari per gallone.
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“Tempesta perfetta” in arrivo a causa della guerra tra Cina e Turchia

Investing.com - Le tempeste di una crisi monetaria sempre più profonda in Turchia, combinata con la tensione commerciale in corso tra la Cina e gli Stati Uniti, hanno fatto navigare in acque poco sicure i mercati finanziari mondiali nel corso di questa settimana.

La lira turca è scesa al minimo storico di 7.1289 durante lo scorso lunedi, tra una maggiore preoccupazione per una crescente frattura diplomatica con gli Stati Uniti sulla detenzione di Ankara di un pastore americano, accusato dalle autorità turche di sostenere un tentativo di colpo di stato fallito nel 2016.

Mentre da allora la lira si è ritirata dai livelli record - trovando sostegno a seguito dei report diffusi mercoledì secondo i quali il Qatar avrebbe investito 15 miliardi dollari in Turchia - la paura di una crisi reale è tutt'altro che finita, tra le preoccupazioni per la crescente influenza del presidente Tayyip Erdogan sull'economia e la sua riluttanza ad alzare i tassi di interesse nonostante l'aumento dell'inflazione.

La lira è scesa di quasi il 18% dall'inizio di agosto, mentre nel corso di tutto il 2018 ha perso circa il 50%.

Nel frattempo, l'attenzione del mercato è rimasta col fiato sospeso a causa degli sviluppi che hanno circondato la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

Il Ministero del Commercio cinese ha dichiarato di aver ricevuto un invito da parte degli Stati Uniti per alcuni colloqui con il Segretario di Stato per gli Affari Internazionali degli Usa, David Malpass, per fine agosto.

L'annuncio arriva dopo una pausa nei colloqui tra le due parti con l'ultimo round ufficiale risalente all'inizio di giugno, quando il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, aveva incontrato il vice premier cinese Liu He a Pechino.

Nonostante gli sviluppi positivi di giovedì, gli analisti rimangono cauti riguardo alle prospettive dei mercati finanziari globali, in particolare quelli al di fuori degli Stati Uniti, apparsi vulnerabili ogni volta che si avvicinava una tempesta finanziaria.

Per vedere le altre vignette settimanali di Investing.com, visita la pagina: https://it.investing.com/analysis/comics

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Atlantia, il disastro si estende anche alla spagnola ACS

Investing.com - Il disastro del ponte autostradale sta facendo crollare Atlantia (MI:ATL) di quasi il 20% ma gli effetti si stanno diffondendo anche in Spagna, dove ACS (MC:ACS), gruppo che si occupa di costruzioni e sviluppo delle infrastrutture sia civili che industriali, perde intorno al 3% e resta la peggiore dell’Ibex 35. Entrambe le società, infatti, si erano unite per lanciare un’OPA per il controllo di Abertis, esclusa dalla Borsa lo scorso 6 agosto.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha annunciato il ritiro della concessione ad Autostrade (partecipata all'88% da Atlantia), che l'ha mantenuta fino al 2038. Atlantia è la prima concessionaria in Italia con il 50% del suo network (attraverso 6 concessioni) oltre ad operare su 2 scali nazionali. Nelle concessioni autostradali internazionali, ne ha 4 in Brasile, 6 in Cile e 1 in Polonia. In Spagna ha recentemente acquisito il 50% più 1 azione di Abertis (in un'offerta in contanti, attraverso un veicolo in cui il resto è stato acquisito da ACS/Hochtief).

Secondo gli analisti di Bankinter (MC:BKT), "tutte le autostrade italiane hanno rappresentato il 67% dell'EBITDA di Atlantia nel 2017. In questo scenario, oltre al ritiro della concessione, l'incertezza sui costi e/o su eventuali penali aggiuntive e sull'evoluzione del rating continuerà a penalizzarne il valore.

I danni collaterali ad ACS hanno reso il gruppo presieduto dal presidente del Real Madrid, Florentino Pérez, il più penalizzato, "dopo che l'opinione pubblica italiana ha accusato Altantia. Le azioni sono rimaste al di sotto del livello di supporto S3 di 34,02 euro", avverte Sergio Avila, analista di IG.

Atlantia non ha esitato a reagire. In una dichiarazione rilasciata oggi dalla società, Atlantia ha attaccato il governo italiano affermando che "occorre tener presente che tale annuncio è stato fatto in assenza di qualsiasi indagine sulle reali cause dell'incidente" e ha criticato "le ripercussioni che tale annuncio potrebbe avere sugli azionisti della società e sugli obbligazionisti".

E mentre continua il fuoco incrociato di attacchi tra l'azienda e il governo italiano, il mercato ha già reagito verso il basso con Atlantia. Gli analisti di Bank of America (NYSE:BAC) hanno ridotto la loro raccomandazione su Atlantia a neutrale, mentre Keplero ha tagliato il prezzo obiettivo del gruppo a 22 euro da 28 euro.

Quanto dura l'effetto contagio? Ismael de la Cruz, analista di Investing.com, spiega che "ACS deve resistere alla tempesta, poiché i tagli arriveranno a breve termine, ma i loro fondamentali non cambieranno, rimangono solidi, cosicché a medio termine l'impresa spagnola di costruzioni non dovrebbe porre un problema eccessivo. Lo stesso consenso di mercato riflette questo fatto, con una valutazione di acquisto del 75% e una valutazione di detenzione dei titoli del 15%. Il prezzo obiettivo che il mercato gli dà è di 42 euro".

Secondo questo esperto, "questo è un caso abbastanza comune, una società che ha buone ragioni per essere al rialzo, che stava facendo molto bene e un particolare pezzo di notizie significa un forte calo, ma un pezzo di notizie che non cambia i suoi fondamentali. Tecnicamente parlando, il primo livello di forte sostegno è a 26,30 euro.

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Atlantia ancora a picco: -25%. Governo minaccia revoca concessione

Investing.com - Continua il tracollo di Atlantia (MI:ATL) a Piazza Affari, dopo che in apertura non era riuscita ad aprire a causa delle troppe vendite. Il titolo cede il 23% dopo che in pre-apertura cedeva il 50% dopo la chiusura a -5,39% della seduta pre-ferragostiana.

Proprio nel corso della chiusura della borsa italiana per il 15 di agosto, il governo era intervenuto annunciando “l’avvio della procedura per la revoca della concessione a società Autostrade” anche se a seguito del consiglio dei ministri straordinario convocato dopo il crollo del ponte Morandi di Genova, non sono state trovate indicazioni nel comunicato ufficiale. Atlantia, infatti, detiene il 100% di Autostrade per l'Italia.

La procedura dovrebbe essere avviata “al di là delle verifiche penali di quello che farà la magistratura con la sua inchiesta”, ha dichiarato il premier Giuseppe Conte, “noi non possiamo aspettare i tempi della giustizia”.

Atlantia ha risposto alla minaccia del governo con un comunicato in cui si specifica che l’annuncio della revoca è arrivato senza una contestazione specifica e pertanto invocherà il pagamento da parte dello Stato del valore residuo della concessione che potrebbe valere miliardi di euro.

Anche Autostrade per l’Italia aveva rilasciato una nota di risposta “in relazione all’annuncio della procedura di revoca della concessione”, definendosi “fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi”.

Tale fiducia, continua il comunicato, “si fonda sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali”. Peraltro, “non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo”.

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I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Settembre sono scambiati a 64,94 dollari americani per barile, valore che sale di 0,11% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 64,45 dollari e la resistenza a 68,37 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,12% per essere scambiato a 96,47 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Ottobre, é salito di 0,25% per essere scambiato a 70,94 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,00 dollari per barile.
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La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano mercoledì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1346, su di 0,01% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1302, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1620, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,21% per toccare 0,8936 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,35% per toccare 125,66.
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I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.195,10 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,47% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.191,60 dollari e la resistenza a 1.216,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,18% per essere scambiato a 96,72 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,72% per essere scambiato a 14,945 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 1,23% per essere scambiato a 2,651 dollari per libbra.
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I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.201,30 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,20% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.191,60 dollari e la resistenza a 1.216,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,45% per essere scambiato a 96,59 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 0,52% per essere scambiato a 15,060 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 1,65% per essere scambiato a 2,686 dollari per libbra.
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La lira turca rimbalza dell’8%, torna la propensione al rischio

Investing.com - La lira turca schizza questo martedì, la moneta ha ripreso stabilità dopo due giorni di forti vendite sulla scia della promessa da parte della banca centrale del paese di fornire liquidità in risposta alla crisi che ha sconvolto i mercati globali.

La lira segna un’impennata dell’8% a 6,4172 contro il dollaro, prima di attestarsi a 6,4250, con un rimbalzo del 6,7% sulla giornata (USD/TRY).

La moneta è crollata al minimo storico di 7,1289 ieri, nei crescenti timori per il peggioramento dell’attrito diplomatico con gli Stati Uniti.

I timori per l’aumento dell’influenza del Presidente Tayyip Erdogan sull’economia e la sua riluttanza ad alzare i tassi di interesse malgrado l’aumento dell’inflazione hanno pesato sulla lira quest’anno.

Anche le valute di altri mercati emergenti hanno visto una ripresa, con il rand sudafricano e il rublo russo in salita.

L’euro sale dello 0,1% contro il dollaro a 1,1420, dopo essere sceso al minimo di 13 mesi di 1,1365 ieri.

Il calo dell’euro si registra tra i timori che i problemi economici turchi possano pesare sulle banche europee.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,1% a 96,06, dopo essere salito al massimo di 13 mesi di 96,39 ieri.

Lo yen scende contro il dollaro, con la coppia USD/JPY su dello 0,4% a 111,10, staccandosi dal minimo di un mese e mezzo di 110,10 di ieri.

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L’indice sul sentimento economico tedesco ZEW migliora ad agosto

Investing.com - Il sentimento degli investitori tedeschi è migliorato ad agosto, secondo i dati di questo martedì.

L’Istituto di ricerca economica ZEW con sede a Mannheim ha reso noto che l’indice sul sentimento economico mensile è sceso a -13,7 ad agosto da -24,7 di luglio. Ci si aspettava una lettura pari a -20,1.

L’indice che misura la valutazione delle attuali condizioni economiche da parte degli investitori è salito a 72,6 da 72,4 del mese scorso. Era stato previsto un calo a 72,3.

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Il PIL del secondo trimestre della zona euro sale dello 0,4%, più del previsto

Investing.com - Il prodotto interno lordo (PIL) della zona euro ha registrato una crescita migliore del previsto nel secondo trimestre, secondo i dati ufficiali preliminari di questo martedì.

Nel report dell’Eurostat si legge che il PIL è salito al tasso destagionalizzato dello 0,4% nel periodo che va da aprile a giugno.

Gli economisti si aspettavano una crescita in linea con la lettura dello 0,3% del primo trimestre dell’anno.

Su base annua, il PIL del blocco della moneta unica ha visto un aumento del 2,2% nel secondo trimestre.

La lettura ha superato le previsioni di una conferma della crescita del 2,1% del trimestre precedente.

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Inatteso calo del tasso di disoccupazione in G.B. al 4,0%, rallentano i compensi

Investing.com - Il numero degli occupati nel Regno Unito è salito di 42.000 unità nel trimestre terminato a giugno, rispetto alle 93.000 previste.

Il numero delle richieste di sussidio, ossia della variazione nel numero delle persone che chiedono un sussidio di disoccupazione, è salito di 6.200 unità a luglio dalle 9.000 del trimestre conclusosi a giugno.

Il dato di giugno è stato rivisto da una lettura iniziale di 7.800 unità.

Gli economisti si aspettavano un calo di 3.800 unità a giugno.

Il tasso di disoccupazione è inaspettatamente sceso al 4,0% a giugno. Si tratta del minimo dal 1975.

Gli economisti si aspettavano una lettura invariata rispetto al dato di maggio del 4,2%.

Esclusi i bonus, la media dei compensi ha visto un aumento annuo del 2,7% nel trimestre terminato a giugno, come previsto.

Il dato di maggio è stato rivisto al rialzo al 2,8% dalla lettura iniziale del 2,7%.

Compresi i bonus, i compensi sono aumentati al tasso annuo del 2,4%.

Gli analisti avevano previsto una lettura invariata in linea con il dato di maggio del 2,5%.

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Greggio su, l’Arabia Saudita taglia la produzione per evitare un eccesso di scorte

Investing.com - Il prezzo del greggio sale questo martedì sulla scia delle notizie secondo cui l’Arabia Saudita, il principale esportatore, ha tagliato la produzione un mese dopo essersi impegnato con l’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC) per un aumento della produzione. Intanto, l’OPEC rimane ottimista sulla domanda generale.

I future del greggio Brent con consegna ad ottobre salgono dello 0,30% a 72,83 dollari al barile alle 1:00 ET (05:00 GMT), mentre i future del greggio WTI con consegna a settembre sono in salita dello 0,45% a 67,50 dollari al barile.

Nell’ultimo report dell’OPEC si legge che il gruppo ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita della domanda di greggio per il prossimo anno ed ha confermato che l’Arabia Saudita ha tagliato la produzione il mese scorso.

Nel report, l’OPEC prevede che la crescita della domanda di greggio globale per il 2019 sia pari a 1,4 milioni di barili al giorno, dato rivisto al ribasso di 20.000 barili al giorno. Le scorte non-OPEC per il 2019, invece, sono state riviste al rialzo di 30.000 barili al giorno a 2,13 milioni di barili al giorno.

La produzione OPEC a luglio è salita di 41.000 barili al giorno a 32,32 milioni di barili al giorno, grazie agli incrementi in Nigeria, Kuwait, Iraq ed EAU. Arabia Saudita, Iran e Libia hanno ridotto la produzione. Il report mensile dell’OPEC pubblicato ieri ha confermato il taglio della produzione saudita ed ha contribuito all’aumento del prezzo del greggio stamane.

A giugno, l’Arabia Saudita ha concordato insieme ad altri membri dell’OPEC di alzare la produzione dopo l’eliminazione del tetto alla produzione fissato nel novembre 2016 per ridurre le scorte in eccesso.

Tuttavia, il principale esportatore ha riferito al gruppo di aver ridimensionato la produzione di 200.000 barili al giorno a 10,288 milioni di barili al giorno.

In seguito al vertice di giugno a Vienna, l’OPEC ha deciso di alzare la produzione orientativamente di un milione di barili al giorno, per stabilizzare i prezzi del greggio e ridurre la minaccia di un deficit delle scorte globali, tra le aspettative di un calo delle esportazioni iraniane.

Il Presidente USA Donald Trump è intenzionato a portare a zero le esportazioni petrolifere iraniane entro novembre, una politica che minaccia di causare una carenza di greggio mondiale e spingere il prezzo del greggio se OPEC e Russia non dovessero riuscire a compensare l’ammanco.

Lo scontro commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina, uno dei principali consumatori dell’oro nero, potrebbe inoltre pesare sulla crescita economica e rallentare la domanda.

L’OPEC è ottimista sulla domanda generale. Secondo il report, la domanda di greggio mondiale dovrebbe crescere di 1,43 milioni di barili al giorno nel 2019, in calo dagli 1,64 milioni del 2018.

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I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Martedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.202,20 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,28% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.198,70 dollari e la resistenza a 1.221,40 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,01% per essere scambiato a 96,17 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Settembre, é salito di 0,35% per essere scambiato a 15,035 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,26% per essere scambiato a 2,728 dollari per libbra.
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I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Settembre sono scambiati a 2,928 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,54% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,884 dollari e la resistenza a 2,959 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,04% per essere scambiato a 96,23 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Settembre, é sceso di 1,58% per essere scambiato a 66,56 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Settembre, é sceso di 0,74% per essere scambiato a 2,1238 dollari per gallone.
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Il Bitcoin tenta di riprendersi dal tonfo; giù le altre cripto

Investing.com - Le criptovalute sono miste questo lunedì, con il Bitcoin che tenta una ripresa dal crollo della scorsa settimana e le altre monete che sono in discesa.

Il Bitcoin schizza dell’1,34% a 6.450,40 dollari sul Bitfinex, alle 8:46 ET (12:46 GMT), ma resta vicino al minimo di tre settimane e mezzo.

Il prezzo delle monete digitali è sceso la scorsa settimana quando la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) ha rinviato la decisione su un ETF di criptovalute. La SEC deciderà entro fine settembre se VanEck Associates e Solid Partners potranno lanciare il loro ETF Bitcoin, secondo quanto reso noto dall’agenzia. La SEC ha già respinto una proposta di ETF simile a luglio e sta esaminando altre nove proposte.

In generale le criptovalute sono al ribasso. La capitalizzazione totale di mercato è pari a 217 miliardi di dollari al momento della scrittura, rispetto ai 232 miliardi di venerdì.

L’Ethereum, la seconda principale valuta alternativa per capitalizzazione di mercato, crolla dell’1,05% a 319,12 dollari sul Bitfinex. Il Ripple, la terza principale valuta virtuale, scende dello 0,38% a 0,30393 dollari, mentre il Litecoin si attesta a 60,132 dollari, giù dello 0,32%.

Tra le altre notizie, l’Agenzia per i Servizi Finanziari nipponica (FSA) ha annunciato che sarà più severa nell’accettare nuove piazze, in seguito ai risultati sulle indagini in loco effettuate su 23 piazze di criptovalute locali.

Di conseguenza, le nuove piazze dovranno consentire delle visite in loco da parte di ispettori governativi, ha reso noto l’agenzia.

“Arricchiremo il documento e dimostreremo la conferma circa la situazione del business plan delle compagnie, l’effettivo sistema di controllo interno e la situazione di un sistema di gestione che dà priorità alla protezione degli utenti, effettuando verifiche in loco e tramite udienze”, si legge nel report della FSA.

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Harley Davidson giù nei pre-market; su Tesla, impennata di Nielsen

Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo venerdì:

Harley-Davidson (NYSE:HOG) scende dello 0,58% alle 8:05 ET (12:05 GMT) dopo che il Presidente USA Donald Trump ha appoggiato un eventuale boicottaggio della compagnia se questa decidesse di spostare la produzione all’estero.

Nielsen Holdings (NYSE:NLSN) schizza alle stelle con +10,37%: il Wall Street Journal ha riportato che Elliott Management possiede una partecipazione superiore all’8% nella compagnia e intende insistere per una vendita.

Il titolo di Tesla (NASDAQ:TSLA) sale dello 0,28% sulla scia delle notizie che continuano a circolare sui commenti della scorsa settimana dell’Amministratore Delegato Elon Musk, che avrebbe i fondi per privatizzare la compagnia. Secondo Bloomberg il fondo sovrano saudita starebbe cercando di entrare a far parte di qualsiasi gruppo coinvolto nella mossa, mentre almeno due investitori avrebbero fatto causa alla compagnia per il tweet di Musk per manipolazione del mercato. Il direttivo di Tesla si incontrerà questa settimana, mentre gli analisti di New Street Research sono arrivati alla conclusione che “difficilmente diventerà privata”.

JinkoSolar (NYSE:JKS) crolla del 3,60% per via degli utili per azione del secondo trimestre che hanno deluso le aspettative.

First Data Corp (NYSE:FDC) segna un tonfo del 3,36%: la compagnia ha annunciato che New Omaha Holdings intende mettere in vendita 64 milioni delle sue azioni in un’offerta secondaria.

Il titolo di VF Corp (NYSE:VFC) potrebbe vedere dei movimenti dopo aver annunciato l’intenzione di suddividere l’attività in due compagnie indipendenti quotate in borsa, con lo spin off delle divisioni jeans e outlet in una nuova azienda.

Bayer (DE:BAYGN) cola a picco con -12,47%: una giuria in California ha ordinato alla società controllata dalla compagnia tedesca Monsanto di pagare 289 milioni di dollari di danni la scorsa settimana.

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Valute dei mercati emergenti colpite dal crollo della lira turca

Investing.com - Le valute dei mercati emergenti questo lunedì sono state colpite dal trambusto sui mercati finanziari per via della crisi monetaria turca, che ha spinto gli investitori verso le valute rifugio, comprese dollaro, yen e franco svizzero.

La lira è crollata al minimo storico contro il dollaro nella notte, con il cambio USD/TRY a 7,0303, prima di attestarsi a 6,8434, con un rimbalzo del 6,87% sulla giornata.

La lira ha ridotto le perdite quando la banca centrale turca ha promesso di fornire liquidità ed ha tagliato le riserve di lira e di moneta estere per le banche turche.

Il peggioramento dello scontro commerciale con gli Stati Uniti ha fatto crollare la lira di oltre il 40% quest’anno, perdendo un quinto del suo valore contro il dollaro solo nella scorsa settimana.

Sulla moneta pesano anche i timori per il crescente controllo operato dal Presidente Tayyip Erdogan sulla politica monetaria e sull’economia.

Il selloff ha scatenato la paura degli investitori per l’esposizione delle compagnie alla moneta ed all’economia turca. La Banca Centrale Europea venerdì ha avvertito che numerose banche della zona euro potrebbero essere esposte al brusco crollo della lira turca.

L’allontanamento dagli asset più rischiosi ha incoraggiato l’aumento del biglietto verde come valuta rifugio, pesando sulle monete dei mercati emergenti.

Il rand sudafricano scende al minimo di due anni contro il dollaro, con la coppia USD/ZAR a 15,4645 negli scambi della notte, prima di attestarsi a 14,4929.

Il rublo russo tocca il minimo da metà aprile 2016 contro il dollaro, per via del calo del prezzo del greggio e della paura per l’impatto di una nuova serie di sanzioni statunitensi.

La rupia indiana segna un minimo storico contro il biglietto verde, con il cambio USD/INR a 69,79.

Reuters ha riportato che la Reserve Bank of India è intervenuta per ridurre la volatilità nella notte.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta vicino al massimo di 14 mesi a 96,30, dopo l’impennata dell’1,33% della scorsa settimana.

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Prezzo dell’oro al minimo di 17 mesi, vicino ai 1.200 dollari

Investing.com - Il prezzo dell’oro è in calo, con il prezzo spot al minimo di 17 mesi; i timori per la crisi in Turchia spingono gli investitori verso il dollaro, pesando sulla domanda del metallo prezioso.

Alle 4:19 ET (8:19 GMT), l’oro spot scende di 6,60 dollari, o dello 0,54%, a 1.204,81 dollari, poco più del minimo intraday 1.203,83 dollari, il minimo dal marzo 2017.

I future dell’oro con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono di 7,00 dollari, o dello 0,57%, a 1.212,00 dollari l’oncia troy.

I mercati seguono da vicino la situazione mentre aumentano le tensioni tra USA e Turchia.

Dopo che il Presidente USA Donald Trump ha raddoppiato i dazi su acciaio e alluminio turchi venerdì, portandoli rispettivamente al 50% e al 20%, la banca centrale turca ha risposto con ulteriore liquidità nel tentativo di frenare l’indebolimento della sua valuta che ha segnato il minimo storico contro il dollaro.

“A partire da lunedì, i nostri istituti adotteranno le misure necessarie e condivideranno gli annunci con i mercati”, ha affermato ieri il Ministro per le Finanze Berat Albayrak.

La banca centrale ha reso noto di aver tagliato il tasso di riserva obbligatorio, una riserva di liquidità delle banche, di 250 punti base su tutti i tipi di depositi e di 400 sulle passività non-core in valuta sulle scadenze oltre i tre anni.

La situazione in Turchia tiene i mercati sulle spine, in particolare l’Europa, dove gli investitori sono preoccupati per l’esposizione che le banche della regione hanno verso Ankara, e i trader hanno optato per la sicurezza del dollaro come valuta rifugio.

Un dollaro più forte di solito rende il metallo prezioso, valutato in dollari, più costoso per i titolari di altre valute.

A limitare le perdite dell’oro, la notizia di questa mattina secondo cui la domanda cinese del metallo prezioso starebbe aumentando. David Harquail, presidente del World Gold Council (WGC), stima che il consumo di oro continuerà a crescere in Cina e che il paese acquisterà circa il 30% dell’oro venduto a livello globale, sotto forma di gioielli.

Il WGC ha affermato inoltre che nel secondo trimestre la domanda di oro è scesa del 4% su base annua a livello globale e che gli acquisti a scopo di investimento sono diminuiti del 9%, mentre il consumo di oro da parte della Cina è schizzato del 7% su base annua.

Intanto, i future dell’argento scendono dello 0,46% a 15,225 dollari l’oncia troy alle 4:21 ET (8:21 GMT).

I future del palladio crollano dell’1,22% a 890,10 dollari l’oncia, mentre il platino registra un tonfo dell’1,39% a 818,10 dollari.

Tra le materie prime, i future del rame sono in calo dello 0,71% a 2,723 dollari la libbra.

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Unicredit, non si ferma il calo. Pesa il rischio su partecipata turca

Investing.com - La settimana di Ferragosto si apre con il forte calo a Piazza Affari del Ftse Mib che cede lo 0,88% dopo nemmeno un’ora dall’apertura di seduta, sulla scia delle borse europee che continuano a soffrire per la situazione in Turchia.

Ancora debole il settore bancario con il FTSE Italia All Share Banks che perde l’1,47%, in compagnia dell’indice europeo dei finanziari, lo STOXX Banks EUR Price, in calo dell’1,37%.

Tra i peggiori a Milano troviamo Unicredit (MI:CRDI) con un -2,32%, che si aggiunge al -6% totale delle precedenti tre sedute. Ancora peggio Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che crolla del 4,15%, seguita da Mediobanca (MI:MDBI) (-2,13%), Banco Bpm (MI:BAMI) (-1,75%), Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI) (-1,73%), Ubi Banca (MI:UBI) (-1,55%). Male anche le altre banche europee coinvolte negli affari in Turchia, con BBVA (MC:BBVA) in flessione del 2,37%, Bnp Paribas (PA:BNPP) a -1,12% e Deutsche Bank (DE:DBKGn) a -1,81%.

Proseguono, dunque, i problemi in Turchia, con la Lira che cede il 7% sia verso l’euro che verso il dollaro, dopo essere risalita dall’ennesimo minimo storico della scorsa notta quando era arrivata a cedere anche il 18%. Il leggero recupero è stato ottenuto grazie alle scelte della banca centrale turca che ha messo a disposizione nuova liquidità, riducendo le riserve monetarie di 250 punti base in valuta locale e estera richiesta agli istituti di credito.

Tale scelta, però, non sta aiutando gli istituti di credito quotati in borsa, in particolare quelli che hanno partecipazioni in Turchia, come Unicredit.

L’istituto italiano partecipa al 50% di Koç Finansal Hizmetler A.S. (KFH), principale azionista di Yapi Kredi, quarta banca privata in Turchia.

Secondo Credit Suisse, la partecipazione sarebbe da liquidare a causa della situazione economica turca e della negatività per 2,6 miliardi della riserva valutaria doi Unicredit. Secondo gli analisti svizzeri, però, l’istituto italiano sembrerebbe non voler lasciare la partecipazione nell’asset turco.

Secondo il cfo di Unicredit, Mirko Bianchi, Yapi rappresenterebbe “una banca molto buona e l’investimento in Turchia a lungo termine”, ha spiegato nel corso di una call con gli analisti.

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La coppia USD/JPY giù durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese lunedì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 110,20, giù di 0,55% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,13, il piú basso di oggi, e resistenza a 111,44, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,33% per toccare 1,1373 e la coppia GBP/USD che scende di 0,13% per toccare 1,2755.
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La coppia NZD/USD su durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano lunedì.

La coppia NZD/USD é scambiata a 0,6584, su di 0,12% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,6564, il piú basso di Lunedì, e resistenza a 0,6763, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato su rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che perde 0,23% per toccare 1,1069 e la coppia EUR/NZD che scende di 0,27% per toccare 1,7306.
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