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I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Febbraio sono scambiati a 63,02 dollari americani per barile, valore che scende di 1,45% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 62,84 dollari e la resistenza a 64,89 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,03% per essere scambiato a 90,28 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Marzo, é sceso di 1,21% per essere scambiato a 68,47 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,45 dollari per barile.
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La coppia USD/JPY giù durante la sessione Asiatica

Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

La coppia USD/JPY é scambiata a 110,87, giù di 0,21% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,19, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 111,48, la piú alta di giovedì.

Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,13% per toccare 1,2254 e la coppia GBP/USD che sale di 0,05% per toccare 1,3904.
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La coppia EUR/USD su verso la fine della sessione U.S.A.

Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2233, su di 0,39% al momento della scrittura.

La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2174, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2324, la piú alta di mercoledì.

Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,03% per toccare 0,8810 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,21% per toccare 135,90.
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I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Febbraio sono scambiati a 3,167 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 2,01% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,039 dollari e la resistenza a 3,288 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,30% per essere scambiato a 90,38 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Febbraio, é sceso di 0,02% per essere scambiato a 63,98 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Febbraio, é sceso di 0,50% per essere scambiato a 2,0587 dollari per gallone.
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Il dollaro resta debole, l’euro riprende lo slancio

Investing.com - Il dollaro resta in calo contro il paniere delle altre principali valute questo giovedì, con l’euro che guadagna terreno dopo essersi staccato dal massimo di tre anni nella seduta precedente.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,33% a 90,35 alle 08:55 ET (13:55 GMT), allontanandosi dal massimo della notte di 90,77.

L’euro sale di circa mezzo centesimo, con il cambio EUR/USD su dello 0,49% a 1,2246. La moneta unica si è staccato dal massimo di tre anni di 1,2323 ieri dopo i commenti dei funzionari della Banca Centrale Europea che hanno dato voce alle preoccupazioni circa il recente rafforzamento della valuta.

L’euro si è rafforzato sulla scia dei verbali della scorsa settimana del vertice di dicembre della BCE che hanno alimentato le aspettative che i policymaker si stiano preparando a chiudere il programma di acquisti di stimolo.

Il dollaro è andato sotto pressione tra i timori che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla BCE, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

Il biglietto verde scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY giù dello 0,11% a 111,17 dopo aver chiuso la seduta precedente con un aumento dello 0,81% quando si è staccata dal minimo di quattro mesi di 110,18.

Anche la sterlina sale contro il dollaro, con il cambio GBP/USD su dello 0,22% a 1,3860, restando al di sotto del massimo di 1,3941 di ieri, il massimo da quando il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea nel giugno 2016.

La valuta britannica si è indebolita con gli investitori che hanno bloccato i profitti in attesa di nuovi sviluppi sulla Brexit.

Il dollaro canadese scende contro il cugino statunitense, con il cambio USD/CAD in salita dello 0,18% a 1,2464; ieri, la Banca del Canada ha alzato i tassi di interesse ma ha avvertito che l’incertezza per l’Accordo nordamericano di libero commercio (NAFTA) pesa sulle prospettive economiche.

Il biglietto verde sembra non tenere conto dei dati che hanno mostrato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione statunitensi sono scese al minimo di 45 anni la scorsa settimana. Il Dipartimento per il Lavoro ha reso noto che i dati di molti stati sono una stima per via delle feste e del clima troppo freddo.

Allo stesso tempo, un secondo report ha rivelato che le nuove costruzioni USA sono nettamente diminuite a dicembre e che anche le concessioni edili sono scese.

Secondo un altro report, l’attivià manifatturiera nella regione di Philadelphia a gennaio è rallentata al minimo di cinque mesi.

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Bitcoin recupera dopo correzione scatenata da timori per il giro di vite

Investing.com - Il prezzo delle principali criptovalute è in forte ripresa, con il Bitcoin, l’Ethereum e il Ripple che schizzano dopo aver subito il peggiore selloff di due giorni in oltre un anno.

Il Bitcoin rimbalza del 17% a 11.628 dollari in seguito al crollo a due cifre di ieri che lo ha portato al minimo dalla fine di novembre di 9.231 dollari, scatenando le voci di una bolla in esplosione.

Tra le altre valute digitali, l’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, schizza del 23% a 1.051,30 dollari.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,5612 dollari, con un’impennata del 50% sulla giornata.

Il 2018 non è iniziato bene per le criptovalute e questa settimana è stata la terza consecutiva in calo. Il mercato delle valute virtuali è stato spaventato dai timori per l’aumento dei controlli normativi in Asia, in particolare in Corea del Sud e in Cina nonché in altri paesi.

Per vedere le altre vignette settimanali di Investing.com, visita la pagina: https://it.investing.com/analysis/comics

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Il prezzo dell’oro resta in calo dopo i dati USA misti

Investing.com - Il prezzo dell’oro resta al ribasso questo giovedì, in seguito ai dati statunitensi da cui è emerso un quadro misto della forza dell’economia, ma le perdite dovrebbero restare limitate con il sentimento sul biglietto verde in generale negativo.

Sul Comex, i future dell’oro scendono dello 0,80% a 1.328,40 dollari l’oncia troy alle 08:40 ET (12:40 GMT).

Il Dipartimento per il Lavoro USA ha dichiarato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 31.000 unità a 220.000 la scorsa settimana dalle 261.000 precedenti. Gli analisti avevano previsto un calo a 250.000 unità.

Da un secondo report è emerso che il numero delle nuove costruzioni negli Stati Uniti è diminuito più del previsto a dicembre, mentre le concessioni edili hanno superato le attese.

I dati hanno rivelato inoltre che l’attività manifatturiera nella regione di Philadelphia è peggiorata a gennaio toccando il minimo di cinque mesi.

Ultimamente, il dollaro è andato sotto pressione nei timori che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,30% a 90,38, staccandosi dal nuovo minimo di tre anni della seduta precedente di 89,97.

L’oro risente dell’andamento del dollaro. Un dollaro debole rende l’oro meno costoso per i titolari di altre valute.

Sempre sul Comex, i future dell’argento vanno giù dello 0,53% a 17,03 dollari l’oncia troy.

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Le richieste di disoccupazione USA scendono di 41.000 unità

Investing.com - Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana è sceso più del previsto, secondo i dati ufficiali di questo giovedì.

Secondo il Dipartimento per il Lavoro, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 13 gennaio è sceso di 41.000 unità ad un dato destagionalizzato di 220.000 unità dal totale della settimana precedente di 261.000 unità.

Gli analisti avevano previsto un calo a 250.000 unità per la scorsa settimana.

La media mobile su quattro settimane è scesa di 6.250 unità a 244.500 la scorsa settimana. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

Le richieste di disoccupazione continua, che misurano il numero di persone che ricevono sussidi dopo una settimana iniziale di aiuti, ammontano a 1,95 milioni.

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Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 18 gennaio:

1. Il Bitcoin torna sopra i 10.000 dollari dopo il selloff

Il prezzo delle principali criptovalute schizza, con il Bitcoin, l’Ethereum e il Ripple che segnano forti rimbalzo dopo aver subito il peggiore selloff di due giorni in oltre un anno.

Il Bitcoin segna un’impennata dell’11% a 11.155 dollari in seguito al crollo a due cifre di ieri che lo ha portato al minimo dalla fine di novembre di 9.231 dollari, scatenando le voci di una bolla in esplosione.

Tra le altre valute digitali, l’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, schizza del 12% a 991,90 dollari.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,4150 dollari, con un’impennata del 33% sulla giornata.

Il selloff di questa settimana è stato dovuto soprattutto ai timori per l’aumento dei controlli normativi in Corea del Sud ed altri paesi.

2. L’impennata delle borse globali non mostra segni di cedimento

L’impennata dei mercati azionari globali non sembra voler riprendere fiato, tra l’ottimismo per il persistere della forte crescita mondiale e il miglioramento degli utili delle compagnie che supportano la propensione al rischio.

La maggior parte degli indici in Asia ha chiuso al rialzo, grazie alla forza delle compagnie tech nella regione. In particolare, l’indice nipponico Nikkei ha toccato il massimo dalla fine del 1991 prima di chiudere in calo dello 0,5%.

In Europa, molte delle borse hanno aperto con il piede giusto, mentre gli investitori sono focalizzati sulla pubblicazione di altri report sugli utili.

A Wall Street, i future USA puntano ad un’apertura invariata, con l’attenzione dei trader rivolta alla pubblicazione degli utili di compagnie del calibro di Morgan Stanley (NYSE:MS), IBM (NYSE:IBM) e American Express (NYSE:AXP).

I titoli azionari statunitensi sono rimbalzati ieri e l’indice Dow ha chiuso sopra i 26.000 per la prima volta, grazie alle aspettative degli investitori di utili alti che hanno spinto i titoli.

3. Dollaro ancora sulla difensiva, bond a 10 anni al 2,6%

Il dollaro non riesce a staccarsi di molto dai recenti minimi, con gli investitori che tengono d’occhio i dati USA per valutare se la principale economia mondiale sia abbastanza forte da sopportare altri aumenti dei tassi nel 2018.

Il Dipartimento per il Commercio pubblicherà il report sulle concessioni edilizie e le nuove costruzioni relativo al mese di dicembre alle 8:30 ET (13:30 GMT).

Oltre ai dati sul settore immobiliare, per oggi sono previsti anche i dati sulle condizioni del settore manifatturiero nella regione di Philadelphia ed i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione.

L’indice del dollaro, che replica l’andamento della valuta statunitense contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,2% a 90,45, non lontano dal minimo di tre anni di martedì di 89,98.

Intanto, il rendimento dei Buoni del Tesoro USA a 10 anni supera il 2,6% per la prima volta da marzo, segnando il massimo della notte del 2,615%.

La maggior parte degli economisti ritiene che la Fed alzerà i tassi a marzo per poi intervenire nuovamente a giugno, mentre un terzo aumento è previsto per dicembre, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

4. Prezzo del greggio USA invariato in attesa del report EIA sulle scorte

Il prezzo del greggio resta invariato, mentre gli investitori attendono i dati settimanali sulle scorte statunitensi di greggio e prodotti raffinati.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte oggi alle 11:00 ET (16:00 GMT), e si prevede un calo di 3,5 milioni di barili.

Le scorte di benzina dovrebbero essere aumentate di 3,4 milioni di barili, mentre le scorte di prodotti raffinati che comprendono il combustibile da riscaldamento e il gasolio, dovrebbero essere salite di 8.600 barili.

Il report viene pubblicato con un giorno di ritardo per via della festa di Martin Luther King, celebrata lunedì negli Stati Uniti.

I future del greggio West Texas Intermediate si attestano a 63,98 dollari al barile, mentre i future del Brent sono scambiati a 69,36 dollari al barile.

5. Il PIL cinese supera le aspettative

I dati della principale economia asiatica incoraggiano la crescita globale dopo il report che ha mostrato che il PIL cinese è cresciuto più del previsto nel quarto trimestre, grazie alla ripresa del settore industriale, al mercato immobiliare resiliente e la forte crescita delle esportazioni.

Nel periodo che va da ottobre a dicembre, l’economia è salita del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese, una lettura invariata rispetto al terzo trimestre e al di sopra del 6,7% previsto dagli analisti. La crescita per l’intero 2017 è salita al 6,9% su base annua, il primo aumento annuo dell’economia dal 2010.

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Mps, non basta cessione dei 26 miliardi di NPL secondo Mediobanca

Investing.com - Prosegue negativa la sessione odierna per Banca Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che a metà mattinata cede l'1,26%, restando sotto i 4 euro per azione.

Ieri il presidente del Supervisory Board della Banca centrale europea, Danièle Nouy, aveva chiesto alle banche italiane il “massimo sforzo” in tema di crediti deteriorati, dopo che lo stesso istituto centrale aveva imposto la copertura integrale dei NPL entro due anni per i non garantiti e sette anni per i garantiti.

Tra gli istituti italiani che soffronto in misura maggiore il tema dei crediti deteriorati c’è Mps che ha iniziato un percorso per lo smaltimento delle sofferenze per un totale di 26 miliardi. Tale cessione appena conclusa, però, potrebbe non bastasere secondo Mediobanca (MI:MDBI) Securities, i cui analisti affermano che a Siena dovrebbero “mettere mano al portafoglio” per ulteriori 11 miliardi.

Secondo gli analisi di Mediobanca, Mps dovrebbe cedere 6 miliardi di Npl e cinque di “Unlikely to pay” per un totale corrispondente al 20% del loro valore con 65 punti di copertura aggiuntiva di Cet 1 ratio.

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Banche negative in attesa della relazione Bce sui crediti deteriorati

Investing.com - Inizio di seduta generalmente negativa per i titoli bancari mentre il Ftse Mib apre stabile.

Tra i peggiori del listino principale di Piazza Affari troviamo Banco Bpm (MI:BAMI) che cede oltre il 2%.

E’ in corso i processo di cessione della banca depositaria di Banco Bpm con Bnp Paribas e altri due gruppi in pole position.

Tra gli altri titoli, in difficoltà Bper Banca (MI:EMII), Ubi (MI:UBI), Mps (MI:BMPS) e Intesa Sanpaolo (MI:ISP) mentre viaggia stabile Unicredit (MI:CRDI).

Oggi la commissione europea diffonderà un documento sullo stato delle sofferenze delle banche della zona euro.

Per le italiane potrebbe essere indispensabile un ulteriore impegno a ridurre i NPL per arrivare ad un comune fondo di garanzia.

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Le borse europee aprono al rialzo sulla scia di Wall Street

Investing.com - Positivi i tabelloni dei titoli azionari europei questo giovedì, sulla scia di Wall Street e incoraggiati dai commenti del policymaker della Banca Centrale Europea Ewald Nowotny.

L’indice EURO STOXX 50 sale dello 0,09%, il francese CAC 40 è in salita dello 0,07% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,22% alle 03:45 ET (07:45 GMT).

In un’intervista ad un giornale italiano ieri, Nowotny ha affermato che non esclude che la politica monetaria possa continuare ad essere “molto accomodante per un lungo periodo di tempo”.

I titoli del settore finanziario sono al ribasso, con le francesi BNP Paribas (PA:BNPP) e Societe Generale (PA:SOGN) in calo dello 0,24% e dello 0,74%, mentre in Germania Deutsche Bank (DE:DBKGn) va giù dello 0,36%.

Tra le banche periferiche, in Italia Intesa Sanpaolo (MI:ISP) ed Unicredit (MI:CRDI) scendono rispettivamente dello 0,26% e dello 0,64%, mentre in Spagna Banco Santander (MC:SAN) e BBVA (MC:BBVA) vanno giù dello 0,05% e dello 0,20%.

Positiva Bayerische Motoren Werke AG (DE:BMWG), con +0,54%. All’inizio della settimana, la casa automobilistica tedesca ha annunciato l’intenzione di testare insieme a Mercedes i servizi di abbonamento ai veicoli negli Stati Uniti.

Positivo anche Carrefour (PA:CARR), con un balzo del 3,25% dopo che la catena di supermercati francese ieri ha abbassato le previsioni sugli utili per il 2017 per la seconda volta in sei mesi. La decisione giunge in vista dell’annuncio del piano sul turnaround previsto la prossima settimana.

A Londra, il FTSE 100 scende dello 0,17%, trascinato da Associated British Foods PLC (LON:ABF), che crolla del 2,31% dopo aver riportato vendite festive da record nella sua catena di abbigliamento low-cost Primark, avvertendo però che sugli utili derivanti dagli zuccheri peserà il calo dei prezzi.

I titoli finanziari sono misti, con Royal Bank of Scotland (LON:RBS) su dello 0,31% e Barclays (LON:BARC) in salita dello 0,41%, mentre Lloyds Banking (LON:LLOY) va giù dello 0,13% e HSBC Holdings (LON:HSBA) scende dello 0,31%.

Al rialzo i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime. BHP Billiton (LON:BLT) sale dello 0,07% ed Anglo American (LON:AAL) va su dello 0,34%, mentre Glencore (LON:GLEN) segna +0,54% e Rio Tinto (LON:RIO) è in salita dello 0,59%.

Tra le altre notizie, il Primo Ministro britannico Theresa May e il Presidente francese Emmanuel Macron si incontreranno nel corso della giornata per discutere delle misure anti-terrorismo e della cooperazione difensiva.

Negli Stati Uniti, i mercati azionari passano da stabili a negativi. I future Dow Jones Industrial Average scendono dello 0,06%, i future S&P 500 sono in calo dello 0,07%, mentre i future Nasdaq 100 segnano +0,19%.

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Prezzo del greggio USA in calo in attesa del report EIA sulle scorte

Investing.com - Il prezzo del greggio scende negli scambi di questo giovedì mattina, tra le speculazioni che i dati settimanali sulle scorte previsti nel corso della giornata mostrino un considerevole aumento delle scorte USA di benzina e carburante.

La U.S. Energy Information Administration rilascerà il report settimanale ufficiale sulle scorte relativo alla settimana terminata il 12 gennaio oggi alle 11:00 ET (16:00 GMT). Il report viene pubblicato con un giorno di ritardo per via della festa di Martin Luther King, celebrata lunedì negli Stati Uniti.

Alla chiusura dei mercati ieri, l’American Petroleum Institute ha dichiarato che le scorte di greggio statunitensi sono scese di quasi 5,1 milioni di barili la scorsa settimana. Gli analisti avevano previsto un calo di 3,6 milioni di barili.

Tuttavia, dal report API è emerso anche un aumento di 1,8 milioni di barili delle scorte di benzina, mentre le scorte di prodotti raffinati, che includono il gasolio per i motori e il combustibile da riscaldamento, sono aumentate di circa 609.000 barili.

Ci sono spesso grosse differenze tra le stime API ed i dati ufficiali dell’EIA.

I future del greggio West Texas Intermediate (WTI) scendono di 5 centesimi a 63,91 dollari al barile alle 3:30 ET (08:30 GMT). Lunedì il prezzo è salito al massimo dal dicembre 2014 di 64,89 dollari.

Intanto, i future del greggio Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, si attestano a 69,22 dollari al barile, giù di 16 centesimi rispetto all’ultima chiusura. Il contratto ha segnato 70,37 dollari lunedì, il massimo dal dicembre 2014.

I future del greggio hanno registrato lievi rialzi ieri, con il WTI che ha chiuso in salita dello 0,4% ed il Brent che è salito dello 0,3%.

Il prezzo è schizzato di quasi il 13% da inizio dicembre, grazie agli sforzi per tagliare la produzione organizzati dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio e dalla Russia. I produttori a dicembre hanno deciso di estendere i tagli alla produzione petrolifera fino alla fine del 2018.

L’accordo per tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è stato siglato lo scorso inverno dall’OPEC, dalla Russia e da altri nove produttori. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

Analisti e trader avvertono che la recente impennata potrebbe incoraggiare i produttori di petrolio da scisto USA ad aumentare la produzione nelle prossime settimane nel tentativo di trarre vantaggio dai prezzi più alti, vanificando gli sforzi dell’OPEC di ridurre le scorte in eccesso.

I trader del greggio attendono inoltre il report mensile dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio previsto nel corso della seduta per valutare le scorte e la domanda globali. Dai dati emergerà se il mercato del greggio si sta riequilibrando.

Intanto, i future della benzina scendono dello 0,2%, a 1,864 dollari al gallone, mentre il combustibile da riscaldamento è in calo dello 0,2% a 2,065 dollari al gallone.

I future del gas naturale vanno giù di 1,5 centesimi a 3,218 dollari per milione di BTU, con i trader in attesa dei dati settimanali sulle scorte previsti nel corso della giornata.

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Dollaro in calo, l’euro guadagna terreno

Investing.com - Il dollaro scende contro il paniere delle altre principali valute questo giovedì, con l’euro che guadagna terreno dopo essersi staccato dal massimo di tre anni della seduta precedente.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,15% a 90,51 alle 03:24 ET (08:24 GMT), allontanandosi dal massimo della notte di 90,77.

Il cambio EUR/USD sale dello 0,2% a 1,2209. L’euro si è staccato dal massimo di tre anni di 1,2323 ieri dopo i commenti dei funzionari della Banca Centrale Europea che hanno dato voce alle preoccupazioni circa il recente rafforzamento della valuta.

L’euro si era rafforzato sulla scia dei verbali della scorsa settimana del vertice di dicembre della BCE che hanno alimentato le aspettative che i policymaker si stiano preparando a ridimensionare il loro programma di acquisti di bond.

Il dollaro è andato sotto pressione nelle previsioni che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla BCE, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

Il dollaro scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY giù dello 0,12% a 111,18 dopo aver chiuso la seduta precedente con un aumento dello 0,81% quando si è staccata dal minimo di quattro mesi di 110,18.

La sterlina è pressoché invariata, con il cambio GBP/USD a 1,3838, dopo aver raggiunto il massimo di 1,3941 stanotte, il massimo da quando il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea nel giugno 2016.

La valuta britannica si è indebolita con gli investitori che hanno bloccato i profitti in attesa di nuovi sviluppi sulla Brexit.

Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in salita contro il cugino statunitense, con la coppia AUD/USD su dello 0,2% a 0,7983 ed il cambio NZD/USD che sale dello 0,43% a 0,7299.

L’aussie e il “kiwi”, legati alle materie prime, sono stati incoraggiati dai dati di questa notte secondo cui l’economia cinese è cresciuta più velocemente del previsto nel quarto trimestre rispetto all’anno scorso, grazie alla forte crescita delle esportazioni ed alla ripresa del settore industriale.

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Oro sotto pressione in attesa di una serie di dati USA

Investing.com - Il prezzo dell’oro scende per la prima volta in sei sedute negli scambi di questo giovedì mattina, staccandosi dal massimo di quattro mesi con gli investitori in attesa dei dati statunitensi per valutare se la principale economia mondiale sia abbastanza forte da sopportare vari aumenti dei tassi nel 2018.

Sul Comex, i future dell’oro si attestano a 1.328,80 dollari l’oncia troy alle 3:10 ET (08:10 GMT), in calo di 11,00 dollari, o dello 0,8%, rispetto alla chiusura di ieri. Lunedì il prezzo è schizzato al massimo dall’8 settembre di 1.345,00 dollari.

I future dell’oro ieri hanno visto un aumento per la quinta seduta consecutiva, incoraggiati dal dollaro che non è riuscito a staccarsi di molto dai recenti minimi.

Intanto, i future dell’argento scendono di 10,1 centesimi, o dello 0,6%, a 17,06 dollari l’oncia troy. Lunedì il prezzo ha segnato il massimo di tre mesi di 17,42 dollari.

I dati economici USA saranno sotto i riflettori questo giovedì, con i mercati che continuano a chiedersi quante volte la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse quest’anno.

Il Dipartimento per il Commercio pubblicherà il report sulle concessioni edilizie e le nuove costruzioni relativo al mese di dicembre alle 8:30 ET (13:30 GMT).

I dati dovrebbero mostrare che le concessioni sono scese dell’1,0% a 1,290 milioni di unità il mese scorso, mentre le nuove costruzioni dovrebbero segnare un calo dell’1,7% a 1,275 milioni di unità. Entrambi i dati hanno segnato i massimi di oltre un decennio a novembre.

Oltre ai dati sul settore immobiliare, per oggi sono previsti anche i dati sulle condizioni del settore manifatturiero nella regione di Philadelphia ed i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione.

L’indice del dollaro, che replica l’andamento della valuta statunitense contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 90,50, sopra il minimo di tre anni di martedì di 89,98.

La maggior parte degli economisti ritiene che la Fed alzerà i tassi a marzo per poi intervenire nuovamente a giugno, mentre un terzo aumento è previsto per dicembre, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

Il metallo prezioso risente dell’andamento dei tassi di interesse USA, il cui aumento fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti.

I mercati attendono inoltre gli sviluppi della possibilità di un blocco delle attività amministrative se il Congresso non dovesse riuscire a passare la proposta di legge sui finanziamenti entro domani.

Il prezzo del palladio, intanto, scende dello 0,4% a 1.105,20 dollari l’oncia. Ha toccato il massimo storico di 1.133 dollari lunedì, grazie all’aumento della domanda nel settore automobilistico.

Il platino scende dello 0,6% a 1.005,20 dollari l’oncia, dopo aver segnato il massimo dall’8 settembre di 1.012,90 dollari ieri.

Il rame con consegna a marzo va su dello 0,3% a 3,200 dollari la libbra.

L’economia cinese è cresciuta più velocemente del previsto nel quarto trimestre rispetto all’anno scorso, grazie alla ripresa del settore industriale, ad un mercato immobiliare resiliente e ad una forte crescita delle esportazioni.

Nel periodo che va da ottobre a dicembre, l’economia è salita del 6,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, secondo l’Ufficio Nazionale di Statistica cinese, una lettura invariata rispetto al terzo trimestre e al di sopra del 6,7% previsto dagli analisti. La crescita per l’intero 2017 è salita al 6,9% su base annua, il primo aumento annuo dell’economia dal 2010.

La nazione asiatica è il principale consumatore mondiale del metallo rosso.

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I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Giovedì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.325,80 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 1,00% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.324,40 dollari e la resistenza a 1.345,00 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,07% per essere scambiato a 90,71 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,85% per essere scambiato a 17,020 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,16% per essere scambiato a 3,197 dollari per libbra.
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I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Febbraio sono scambiati a 64,03 dollari americani per barile, valore che sale di 0,47% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 63,06 dollari e la resistenza a 64,89 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,14% per essere scambiato a 90,10 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Marzo, é salito di 0,48% per essere scambiato a 69,48 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,45 dollari per barile.
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I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.340,50 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,25% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.320,80 dollari e la resistenza a 1.345,00 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,23% per essere scambiato a 90,02 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,09% per essere scambiato a 17,205 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,89% per essere scambiato a 3,191 dollari per libbra.
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Euro giù dopo aver raggiunto il massimo di tre anni

Investing.com - L’euro scende questo mercoledì dopo essere schizzato al massimo di tre anni sopra il livello di 1,23, nelle aspettative che la Banca Centrale Europea possa iniziare a ridimensionare il suo massiccio programma di stimolo monetario quest’anno.

Il cambio EUR/USD scende dello 0,46% a 1,2207 alle 08:30 ET (13:30 GMT), dopo essere schizzato a 1,2323 stanotte, il massimo dal dicembre 2014.

La moneta unica si è rafforzata in seguito ai verbali della scorsa settimana del vertice di dicembre della BCE da cui è emerso che i funzionari stanno pensando ad un graduale cambiamento delle linee guida a partire dall’inizio di quest’anno.

Un aggiustamento delle linee guida della banca per gli investitori sarebbe un segnale che i policymaker si preparano ad iniziare a chiudere il programma di acquisti di stimolo.

L’euro è sceso quando Ewald Nowotny, policymaker della banca, ha affermato che la recente forza della moneta unica contro il dollaro “non è utile”, dando voce alle preoccupazioni dei funzionari per i forti rialzi della valuta.

L’euro debole ha supportato il dollaro, spingendo l’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, dello 0,24% a 90,44, dopo essere crollato al minimo di tre anni di 89,98 stanotte.

Il dollaro è andato sotto pressione tra le aspettative che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla BCE, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

La valuta statunitense guadagna terreno contro lo yen, con la coppia USD/JPY su dello 0,22% a 110,69, staccandosi dal minimo di quattro mesi di 110,18 raggiunto nella notte.

La sterlina è pressoché invariata contro un dollaro più forte, con il cambio GBP/USD a 1,3793, dopo aver raggiunto il massimo di 1,3835 stanotte, il massimo da quando il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea nel giugno 2016.

Il dollaro canadese è stabile contro il biglietto verde, con la coppia USD/CAD a 1,2429 in attesa della decisione di politica monetaria della Banca del Canada prevista nel corso della giornata.

La BoC dovrebbe alzare i tassi dall’1,0% all’1,25%, una mossa che secondo gli analisti sarà il primo dei tre aumenti previsti per quest’anno.

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Bitcoin, attacco dalla Francia: nuove regole contro rischi

Investing.com - Una commissione per “ripensare e riorientare i regolamenti a favore dello sviluppo Bitcoin, impedendone l’utilizzo per finalità quali l’evasione fiscale, il riciclaggio di denaro o il rifinanziamento di attività criminali e terrorismo”. È questo lo scopo dell’organismo che il governo francese creerà per mettere sotto osservazione le criptovalute, ritenute un potenziale pericolo per l’economia dei propri cittadini.

Ad annunciare la svolta anti-cripto è stato il ministro dell’economia Bruno Le Maire in occasione del suo discorso alle forze economiche, ai funzionari e alla stampa. Secondo Le Maire, la commissione avrà l’obbiettivo di “arginare i rischi delle speculazioni, legate in particolare ai Bitcoin”.

Per dare più senso verso una restrizione delle cripto, la guida della commissione sarà nelle mani di Jean-Pierre Landau, ex governatore dlela Banca di Francia, soprannominato “Monsieur Bitcoin” per le sue posizioni diffidenti. Landau, infatti, aveva definito i Bitcoin “i tulipani del XXI secolo” facendo riferimento alla bolla legata ai bulbi del fiore esplosa nel seicento.

La decisioni di creare questa commissione è solo l’ultimo episodio della diffidenza delle istituzioni francesi verso le criptovalute. Già a dicembre, infatti, il ministro Le Maire aveva deciso di mettere sul tavolo del prossimo summit di aprile del G20 i problemi legati alle valute digitali. “Sono qui per garantire la sicurezza ai risparmiatori in quanto c’è un rischio speculativo”, aveva detto Le Maire, aggiungendo che “bisogna guardarlo, esaminarlo e vedere come, insieme agli altri Paesi del G20, si può regolamentare il Bitcoin”.

Anche la Consob francese aveva “tuonato” contro il Bitcoin definendolo in un post dell’11 gennaio scorso in Twitter “molto rischioso” e il rischio sarebbe quello di “perdere tutto”. La presa di posizione era arrivata da parte della AMF a seguito delle dichiarazioni della star della tv Nabilla, la quale aveva invitato i suoi fan a investire in criptovalute in quanto “anche se non ne sapete nulla, potete guadagnare molti soldi investendo poco” e “non c’è nulla da perdere”. L’attrice ha spiegato di aver investito mille euro in Bitcoin e di “averne già guadagnati ottocento”.

Sul caso della starlett era dovuto intervenire anche il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau. “Non conosco Nabilla”, dichiarava facendo “outing” nel mondo dello spettacolo, “ma conosco i Bitcoin” e si tratta di “una risorsa totalmente speculativa, quindi chi vuole investire in Bitcoin lo fa a proprio rischio”.

Intanto prosegue il calo delle criptovalute con il Bitcoin (BitfinexUSD) che scende sotto i 10 mila dollari, livello più basso dalla fine del novembre scorso.

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Inflazione della zona euro in linea con le attese a dicembre

Investing.com - L’inflazione della zona euro è scesa in linea con le previsioni a dicembre, secondo la revisione pubblicata dall’Eurostat questo mercoledì.

L’Ufficio di Statistica dell’Unione Europea ha reso noto che l’indice sui prezzi al consumo è salito al tasso annuo dell’1,4% a dicembre, in calo dall’1,5% di novembre.

Il tasso è risultato in linea con le aspettative ma al di sotto dell’obiettivo del 2% della BCE e supporta l’intenzione della banca centrale di alzare gradualmente i tassi di interesse.

Intanto, l’inflazione è aumentata dello 0,4% su base mensile a dicembre, rispetto alla lettura precedente dello 0,1%.

L’inflazione core, che esclude i prezzi di energetici ed alimentari ed è seguita con particolare attenzione dalla BCE, è cresciuta al tasso annuo dello 0,9%, confermando il dato del mese scorso.

Dopo la pubblicazione del report, il cambio EUR/USD si attesta a 1,2243 dal precedente 1,2236.

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Prosegue il selloff del Bitcoin e delle altre criptovalute

Investing.com - Il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, e delle altre criptovalute prosegue il forte selloff per il secondo giorno consecutivo questo mercoledì, nei timori di una stretta maggiore scatenata dalla minaccia del divieto degli scambi in Corea del Sud.

Sul Bitfinex, il Bitcoin si attesta a 10.460 dollari alle 03:31 ET (08:31 GMT), con un crollo del 13% rispetto alla chiusura precedente, dopo essere colato a picco con -18% ieri.

L’Ethereum, la seconda principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato, è scambiata a 946,40 dollari sul Bitfinex dopo il crollo del 19% di ieri.

Intanto, il token XRP del Ripple si attesta a 1,08 dollari sul Poloniex, con un crollo del 24% sulla giornata.

Ciò fa scendere la capitalizzazione di mercato dell’Ethereum a 96 miliardi di dollari e il valore del Ripple a 45 miliardi di dollari. Il Bitcoin si conferma la principale criptovaluta per capitalizzazione di mercato con un valore pari a 184 miliardi di dollari.

Le criptovalute hanno vissuto un inizio anno volatile dopo la straordinaria impennata dello scorso anno, nei timori per l’aumento dei controlli da parte dei regolatori che pesano sul sentimento degli investitori.

La notizia che la Corea del Sud e la Cina potrebbero vietare gli scambi di criptovalute ha scatenato le preoccupazioni per un giro di vite maggiore da parte dei regolatori.

I prezzi delle criptovalute sono crollati la settimana scorsa sulla scia della notizia che la Corea del Sud potrebbe prepararsi a vietare tutti gli scambi di valute virtuali nel paese.

Il paese è uno dei principali mercati per le criptovalute più famose come il Bitcoin e l’Ethereum.

Il Ministro delle Finanze sudcoreano Kim Dong-yeon ieri ha dichiarato che il divieto degli scambi di valute digitali è una “opzione reale”.

Gli scambi di criptovalute in Corea del Sud sono altamente speculativi e le valute digitali sono molto richieste ed hanno un prezzo molto più alto sulle piazze del paese rispetto alle altre piazze del mondo.

La Corea del Sud segue l’esempio della Cina, che lo scorso anno ha bloccato gli scambi di criptovalute.

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I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.338,90 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,13% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.320,80 dollari e la resistenza a 1.344,90 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,00% per essere scambiato a 90,23 dollari.

Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,06% per essere scambiato a 17,200 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,28% per essere scambiato a 3,210 dollari per libbra.
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I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Febbraio sono scambiati a 63,83 dollari americani per barile, valore che scende di 0,73% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 63,06 dollari e la resistenza a 64,89 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,02% per essere scambiato a 90,11 dollari.

Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Marzo, é sceso di 1,48% per essere scambiato a 69,22 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,39 dollari per barile.
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I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Martedì.

Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Febbraio sono scambiati a 3,115 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 2,66% al momento della scrittura.

Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,884 dollari e la resistenza a 3,224 dollari.

Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,23% per essere scambiato a 90,34 dollari.

Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Febbraio, é sceso di 0,78% per essere scambiato a 63,80 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Febbraio, é sceso di 0,93% per essere scambiato a 2,0657 dollari per gallone.
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Il dollaro guadagna terreno, l’euro si stacca dal massimo di tre anni

Investing.com - Il dollaro sale contro il paniere delle altre principali valute questo martedì, con l’euro che si allontana dal massimo di tre anni tra le speculazioni che la Banca Centrale Europea possa ridurre lo stimolo monetario quest’anno.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,34% a 90,44 alle 08:43 ET (13:43 GMT). L’indice è crollato al minimo di tre anni di 90,05 ieri.

Il cambio EUR/USD scende dello 0,35% a 1,2223, non lontano dal massimo di ieri di 1,2296, il massimo dal dicembre 2014.

Il dollaro si è indebolito di recente nelle aspettative che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla BCE, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

Il dollaro è in salita contro lo yen, con la coppia USD/JPY su dello 0,17% a 110,72, in ripresa dal minimo di quattro mesi del giorno precedente di 110,32.

La sterlina scende contro il dollaro, con il cambio GBP/USD giù dello 0,25% a 1,3758, al di sotto del massimo di ieri di 1,3819, il massimo da quando il Regno Unito ha votato per uscire dall’Unione Europea nel giugno 2016.

La sterlina ha toccato il minimo giornaliero dopo i dati che hanno rivelato che l’inflazione britannica è rallentata a dicembre per la prima volta in sei mesi, segnale che la stretta sul costo della vita nel paese si è allentata.

L’indice sui prezzi al consumo è sceso al tasso annuo del 3,0% il mese scorso, in calo dal massimo di sei anni del 3,1% di novembre, rallentando per la prima volta da giugno.

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Inatteso calo dell’indice manifatturiero Empire State di New York a gennaio

Investing.com - L’indice sulle condizioni manifatturiere della Federal Reserve di New York ha iniziato il 2018 con una crescita peggiore del previsto, secondo i dati ufficiali di questo martedì.

Nel report della Federal Reserve di New York si legge che l’indice sulle condizioni generali delle imprese è sceso a 17,70 questo mese da 19,60 di dicembre, dato rivisto da una lettura iniziale di 18,00. Gli analisti avevano previsto un dato invariato a 18,00 a gennaio.

Una lettura superiore a 0,0 indica un miglioramento delle condizioni, mentre una lettura inferiore indica un peggioramento.

L’indice Empire State viene seguito con attenzione dai trader in quanto considerato predittivo di quello nazionale dell’Institute for Supply Management.

La Fed di New York nota inoltre che l’indice sui nuovi ordinativi e quello sulle spedizioni hanno mostrato una crescita sebbene ad un tasso più lento rispetto a dicembre.

Gli ordini inevasi e i tempi di consegna sono lievemente aumentati e i livelli delle scorte sono saliti, secondo il report.

Intanto, le condizioni del mercato del lavoro indicano un modesto aumento dell’occupazione e settimane lavorative invariate, mentre sia i prezzi alla produzione che quelli alla vendita sono saliti ad un tasso più veloce rispetto al mese scorso.

“Le aziende restano molto ottimiste per quanto riguarda le condizioni future e i piani di spesa sono solidi”, conclude il report.

Subito dopo il report, il cambio EUR/USD si attesta a 1,2225 da circa 1,2224 segnato prima dei dati, la coppia GBP/USD sale a 1,3758 da 1,3754, mentre la coppia USD/JPY è scambiata a 110,73 da 110,77 segnato in precedenza.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 90,44 da 90,46 segnato prima dei dati.

I future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura positiva. I future Dow salgono di 209 punti, o dello 0,81%, i future S&P 500 vanno su di 12 punti, o dello 0,41%, mentre i future Nasdaq 100 sono in salita di 35 punti, o dello 0,51%.

Sul mercato delle materie prime, i future dell’oro sono scambiati a 1.334,80 dollari l’oncia troy, rispetto ai 1.334,40 dollari segnati prima dei dati, mentre il greggio si attesta a 63,97 dollari al barile dai 64,08 dollari precedenti.

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Il gas naturale crolla del 4% e si stacca dal massimo di 2 mesi

Investing.com - I future del gas naturale crollano questo martedì, staccandosi dal massimo di due mesi tra le previsioni meteo aggiornate che indicano un ritorno alle temperature stagionali dopo l’ondata di freddo che ha colpito la parte orientale degli Stati Uniti.

I future del gas naturale USA con consegna il mese prossimo crollano di 13,7 centesimi, o del 4,3%, a 3,062 dollari per milione di BTU alle 8:10 ET (13:10 GMT). Venerdì, il prezzo è schizzato al massimo dal 15 novembre di 3,224 dollari.

Gli scambi dei future USA sono stati ridotti ieri per via della festa di Martin Luther King negli Stati Uniti.

Le temperature gelide persisteranno nella maggior parte del Nordest degli Stati Uniti fino al 20 gennaio e si prevedono delle deboli nevicate nella regione.

Tuttavia, le temperature torneranno alle medie stagionali nella settimana che va dal 21 al 28 gennaio, con un clima mite, secondo le previsioni meteo aggiornate.

La scorsa settimana il prezzo ha subito un’impennata del 15% sulla scia dei dati che hanno rivelato il calo maggiore delle scorte USA mai registrato, con le temperature gelide che hanno spinto la domanda per i riscaldamenti.

Il prezzo del gas naturale di solito sale nei mesi invernali dal momento che il clima più freddo fa aumentare la domanda per i riscaldamenti. Il periodo che va da novembre a marzo rappresenta il picco della domanda per il gas USA.

Gli operatori dei mercati attendono i dati sulle scorte di giovedì che si prevede possano mostrare un calo tra i 190 e i 205 miliardi di piedi cubici nella settimana terminata il 12 gennaio.

La settimana precedente le scorte sono scese di 359 miliardi di piedi cubici, contro i 243 miliardi di piedi cubici dell’anno precedente, mentre la media quinquennale per questo periodo dell’anno è pari a un calo di circa 203 miliardi.

Il totale delle scorte di gas naturale ammonta a 2,767 mila miliardi di piedi cubici secondo la U. S. Energy Information Administration. Il dato è inferiore di 415 miliardi di piedi cubici, quasi il 13,0%, rispetto ai livelli dello stesso periodo dello scorso anno e di 382 miliardi di piedi cubici, quasi il 12,1%, rispetto alla media quinquennale per questo periodo dell’anno.

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Continua la ripresa del dollaro ma i guadagni restano limitati

Investing.com - Il dollaro continua a recuperare i crolli segnati contro le altre principali valute questo martedì, ma i guadagni resteranno limitati e il biglietto verde è ancora scambiato vicino al minimo di tre anni.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,36% a 90,45 alle 05:15 ET (09:15 GMT), staccandosi dal minimo di tre anni di 90,05.

L’euro e la sterlina scendono, con il cambio EUR/USD giù dello 0,30% a 1,2228, allontanandosi dal massimo di tre anni della seduta precedente di 1,2296, e la coppia GBP/USD in calo dello 0,25% a 1,3756.

Il dollaro è andato sotto pressione nelle aspettative che la ripresa economica globale possa lasciare indietro la crescita statunitense e spingere le altre principali banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea, a cominciare a ridimensionare la politica monetaria allentata ad un ritmo più veloce del previsto.

Le previsioni che la BCE possa presto iniziare a ridurre il programma di stimolo monetario sono state incoraggiate ieri quando Ardo Hansson, membro del Consiglio Direttivo della banca, ha affermato che gli acquisti di bond potrebbero terminare a settembre se l’economia e l’inflazione procederanno come previsto.

Intanto, sulla sterlina pesano i dati ufficiali di questa mattina da cui è emerso che l’indice sui prezzi al consumo britannico si è staccato dal massimo di cinque anni a dicembre.

In calo anche lo yen e il franco svizzero, con la coppia USD/JPY su dello 0,19% a 110,74 e il cambio USD/CHF in salita dello 0,18% a 0,9647.

Il dollaro australiano e quello neozelandese scendono, con la coppia AUD/USD giù dello 0,28% a 0,7944 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,45% a 0,7266.

Stamane, dai dati è emerso che l’indice sulla fiducia delle imprese in Nuova Zelanda è crollato a -12 nel quarto trimestre da 5 del trimestre terminato a settembre.

Il cambio USD/CAD è stabile a 1,2437.

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Borse europee miste in attesa di nuovi report sugli utili

Investing.com - Misti i tabelloni dei titoli azionari europei all’apertura di questo martedì, tra la forza dell’euro e gli investitori in attesa della pubblicazione di altri report sugli utili.

L’indice EURO STOXX 50 sale dello 0,08%, il francese CAC 40 è in salita dello 0,07% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,10% alle 03:40 ET (07:40 GMT).

L’euro è schizzato in seguito ai verbali di giovedì scorso del vertice di dicembre della Banca Centrale Europea in cui si legge che i funzionari potrebbero considerare un graduale cambiamento delle linee guida all’inizio del 2018.

La moneta unica resta supportata inoltre dalla notizia di venerdì secondo cui ci sarebbe stata una svolta nelle trattative per la formazione di un nuovo governo tra i leader del partito di coalizione tedesco.

I titoli del settore finanziario sono misti con Societe Generale (PA:SOGN) su dello 0,10% e BNP Paribas (PA:BNPP) in calo dello 0,06% in Francia, mentre in Germania Commerzbank (DE:CBKG) e Deutsche Bank (DE:DBKGn) salgono rispettivamente dello 0,11% e dello 0,36%.

Tra le banche periferiche, in Italia Unicredit (MI:CRDI) ed Intesa Sanpaolo (MI:ISP) salgono dello 0,40% e dello 0,72% rispettivamente, mentre in Spagna BBVA (MC:BBVA) scende dello 0,13% e Banco Santander (MC:SAN) registra +0,15%.

Intanto, Continental AG (DE:CONG) rimbalza dell’1,29% dopo la notizia che il produttore tedesco di pezzi per auto avrebbe assunto JP Morgan per farsi consigliare sulle opzioni strategiche, compresa la separazione delle attuali attività.

A Londra il FTSE 100 sale dello 0,09% mettendosi alle spalle il fallimento del colosso edile Carillion Plc (LON:CLLN) di ieri.

La compagnia, con più di 43.000 dipendenti, ha un debito di oltre 900 milioni di sterline. Ci sono state delle trattative dell’ultimo minuto con il governo britannico e le banche nel fine settimana ma non sono riusciti a negoziare un accordo di salvataggio.

Gli scambi del titolo di Carillion sono stati bloccati dopo la notizia.

GKN (LON:GKN) continua a segnare una delle migliori performance sull’indice per la seconda seduta consecutiva, con un balzo dell’1,17% dopo che Melrose Industries ha incontrato gli azionisti di GKN ieri per convincerli dei benefici della sua offerta di acquisizione da 7 miliardi di sterline, che è stata inizialmente rifiutata dalla compagnia.

Scendono i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime. Rio Tinto (LON:RIO) scende dello 0,66% e Glencore (LON:GLEN) crolla dell’1,07%, mentre BHP Billiton (LON:BLT) registra un crollo dell’1,16% ed Antofagasta (LON:ANTO) segna -1,44%.

Nell’ultimo aggiornamento sulla produzione pubblicato ieri, Rio Tinto ha reso noto di aver spedito la cifra record di 90 milioni di tonnellate di minerale di ferro nel quarto trimestre, rispetto agli 85,8 milioni del trimestre precedente.

Nel settore finanziario i titoli sono misti. Lloys Banking e Royal Bank of Scotland (LON:RBS) crollano rispettivamente dell’1,25% e dell’1,70%, mentre Barclays (LON:BARC) sale dello 0,08% e HSBC Holdings (LON:HSBA) va su dello 0,36%.

Negli Stati Uniti, i future puntano ad un’apertura al rialzo. I future Dow Jones Industrial Average salgono dello 0,81%, i future S&P 500 sono in salita dello 0,35%, mentre i future Nasdaq 100 vanno su dello 0,35%.

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