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AGGIORNAMENTI NOTIZIE FINANZIARIE     

  • Prezzo del greggio - previsione settimanale: 20 - 24 novembre

    novembre 19, 2017, 11:21

    Investing.com - Il prezzo del greggio è schizzato venerdì, ma non è riuscito a colmare il primo ribasso settimanale in sei settimane dal momento che persistono i timori per l’aumento della produzione USA, mentre il calo delle aspettative di una proroga dei tagli alla produzione OPEC pesano sul sentimento.

    I future del greggio West Texas Intermediate (WTI) sono schizzati di 1,36 dollari, o del 2,5%, chiudendo gli scambi a 55,64 ,dollari al barile, interrompendo cinque sedute di ribassi.

    Intanto, i future del Brent, il riferimento per il prezzo del greggio al di fuori degli Stati Uniti, sono rimbalzati di 1,36 dollari, o del 2,2%, a 62,72 dollari al barile.

    Sulla settimana, il WTI è sceso dello 0,3%, mentre il Brent è crollato di quasi l’1,3% dopo i rialzi delle cinque settimane precedenti.

    Nonostante l’impennata di venerdì, i future del greggio non sono riusciti a recuperare le perdite di inizio settimana segnate nei timori che l’aumento della produzione USA possa pesare sugli sforzi compiuti dall’OPEC di ridurre l’eccesso di scorte sul mercato.

    I dati preliminari sulla produzione statunitense rilasciati durante la settimana hanno mostrato che la produzione settimanale è aumentata di 25.000 barili al giorno al massimo storico di 9,65 milioni, mentre le scorte di greggio sono salite per la seconda settimana consecutiva.

    Venerdì Baker Hughes ha reso noto che il numero degli impianti di trivellazione attivi negli Stati Uniti è rimasto invariato rispetto alla settimana prima a 738 la scorsa settimana. Il dato settimanale è un barometro importante per il settore e fa da indicatore per la produzione di greggio e la domanda di servizi petroliferi.

    L’Agenzia Internazionale per l’Energia a inizio settimana ha dichiarato che gli Stati Uniti saranno responsabili dell’80% dell’aumento globale della produzione petrolifera nel prossimo decennio.

    Intanto, i crescenti timori che la Russia possa essere riluttante a supportare una proroga dell’accordo sui tagli alla produzione OPEC-led pesa sull’oro nero.

    In base all’accordo originale, siglato quasi un anno fa dall’OPEC e da altri 10 produttori non-OPEC con a capo la Russia, è previsto un taglio della produzione di 1,8 milioni di barili al giorno per sei mesi. Il patto è stato prorogato nel maggio di quest’anno per un periodo di nove mesi fino al marzo del 2018 nel tentativo di ridimensionare le scorte di greggio globali in eccesso e supportare il prezzo.

    Continuano le discussioni in vista del vertice del 30 novembre, a cui parteciperanno i ministri del petrolio dell’OPEC e anche dei paesi non-OPEC.

    Venerdì, i future della benzina sono schizzati di 3,1 centesimi, o dell’1,8%, chiudendo a 1,744 dollari. Il prezzo ha chiuso comunque con un crollo del 3,7% sulla settimana, il primo calo settimanale in sei settimane.

    Il combustibile da riscaldamento ha visto un’impennata di 4,4 centesimi, o del 2,3% a 1,946 dollari al gallone, con un aumento settimanale dello 0,6%, segnando il sesto aumento settimanale consecutivo.

    I future del gas naturale sono schizzati di 4,4 centesimi, o dell’1,5%, a 3,097 dollari per milione di BTU, crollando comunque del 3,6% sulla settimana. Giovedì, la Energy Information Administration ha riportato il primo calo settimanale delle scorte di gas naturale USA per la stagione invernale.

    Questa settimana, gli scambi resteranno limitati tra la festa del Giorno del Ringraziamento di giovedì e la seduta ridotta di venerdì.

    L’attenzione degli operatori sarà concentrata sui dati settimanali USA sulle scorte di greggio e prodotti raffinati, attesi martedì e mercoledì, per valutare la forza della domanda da parte del principale consumatore mondiale.

    In vista della prossima settimana, Investing.com ha compilato una lista di questi ed altri eventi significativi che potrebbero influenzare i mercati.

    Martedì 21 novembre

    L’American Petroleum Institute, un gruppo del settore, pubblicherà il report settimanale sulle scorte di greggio USA.

    Mercoledì 22 novembre

    La U.S. Energy Information Administration rilascerà i dati settimanali sulle scorte di greggio e prodotti raffinati.

    Il governo USA pubblicherà il report settimanale sulle scorte di gas naturale. Il report viene pubblicato con un giorno di anticipo per via del Giorno del Ringraziamento.

    Baker Hughes rilascerà i dati settimanali sul numero degli impianti di trivellazione USA, due giorni prima del solito sempre per via della festa di giovedì.

    Giovedì 23 novembre

    I mercati finanziari USA resteranno chiusi per il Giorno del Ringraziamento.

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  • La coppia GBP/USD su alla fine della sessione U.S.A.

    novembre 17, 2017, 10:00

    Il valore della Sterlina Inglese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia GBP/USD é scambiata a 1,3214, su di 0,15% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,3062, il piú basso di lunedì, e resistenza a 1,3260, la piú alta di oggi.

    Nel frattempo il valore della Sterlina Inglese é stato su rispetto all'Euro e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,03% per toccare 0,8919 e la coppia GBP/JPY che scende di 0,65% per toccare 148,18.
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  • Mps tenta recupero: +5 mentre proseguono le indagini. Esclusa massoneria

    novembre 17, 2017, 11:22

    Investing.com – Giornata di tentativi di recupero per il titolo Monte dei Paschi di Siena SpA (MI:BMPS) che arriva a toccare un +5% in apertura per poi restare in territorio nettamente positivo. Mps, però, non solo sembra non riscire a tornare ai 4,1 euro per azione, prezzo con il quale era stata riammessa in contrattazione, ma prosegue il periodo negativo che in mese ha visto una perdita di quasi il 30%.

    Nel frattempo continuano le indagini sulla vicenda che ha visto Mps al centro di un intreccio tra politica, enti e istituzioni locali, fondazioni ma che sembrerebbe non portare a “nulla di penalmente rilevante”, secondo i magristrati di Siena ascoltati nella Commissione parlamentare creata ad hoc.

    Le perdite della banca erano stato occultate tramite lo strumento dei derivati ma il fine sarebbe quello del controllo dell’istituto e di garantirsi una posizione personale di prestigio, ma viene esclusa la massoneria come più volte ventilato in passato.

    Proseguono intanto i lavori di “ristrutturazione” dell’istituto con un nuovo statuto che verrà sottoposto all’assemblea straordinaria del prossimo 18 dicembre. In attesa che il Tesoro salga al 70% dall’attuale 52,18% del capitale, è stato mantenuto il numero massimo di consiglieri a 13 e al ministero andranno “tutti gli amministratori da eleggere meno tre”, secondo la nuova formulazione dell’art. 15.

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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Europea

    novembre 17, 2017, 10:30

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.283,76 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,43% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.269,70 dollari e la resistenza a 1.290,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,28% per essere scambiato a 93,58 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,16% per essere scambiato a 17,100 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,36% per essere scambiato a 3,059 dollari per libbra.
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  • I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione Europea

    novembre 17, 2017, 09:00

    I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Dicembre sono scambiati a 3,098 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 1,47% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,046 dollari e la resistenza a 3,231 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,26% per essere scambiato a 93,60 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,62% per essere scambiato a 55,48 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,26% per essere scambiato a 1,9071 dollari per gallone.
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  • Borse europee miste, riflettori sulle parole di Draghi

    novembre 17, 2017, 08:44

    Investing.com - Aprono misti i mercati azionari europei questo venerdì, gli investitori attendono l’imminente discordo del Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi nel corso della giornata, il sentimento dei mercati è migliorato dopo un importante passo in avanti nella riforma fiscale USA.

    L’indice EURO STOXX 50 scende dello 0,08%, il francese CAC 40 è in calo dello 0,21% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,02% alle 03:35 ET (07:35 GMT).

    Il Presidente della BCE Draghi terrà un discorso dal titolo “L’Europa in una nuova era: come cogliere le opportunità” in occasione del Congresso bancario europeo di Francoforte alle 03:30 ET (07:30 GMT).

    Intanto, gli investitori sono stati sollevati dalla notizia che la Camera dei Rappresentanti USA ieri ha approvato un pacchetto di tagli alle tasse che ora verrà discusso dal Senato.

    Gli operatori dei mercati restano cauti tuttavia, dal momento che la maggioranza dei Repubblicani è minore al Senato e non si prevede alcun intervento decisivo fino a dopo il Giorno del Ringraziamento, la prossima settimana.

    I titoli del settore finanziario sono al rialzo, con le francesi Societe Generale (PA:SOGN) e BNP Paribas (PA:BNPP) in salita dello 0,40% e dello 0,75%, mentre le tedesche Commerzbank (DE:CBKG) e Deutsche Bank (DE:DBKGn) registrano rispettivamente +0,82% e +1,17%.

    Tra le banche periferiche, in Italia Unicredit (MI:CRDI) ed Intesa Sanpaolo (MI:ISP) salgono dello 0,30% e dello 0,57% rispettivamente, mentre in Spagna BBVA (MC:BBVA) e Banco Santander (MC:SAN) salgono dello 0,11% e dello 0,36%.

    Intanto, Deutsche Lufthansa AG (DE:LHAG) è in salita dello 0,71% dopo che la compagnia aerea italiana Alitalia ieri ha reso noto di aver incontrato i membri della controparte tedesca aggiungendo che le voci di un accordo con la compagnia sono “infondate”.

    La dichiarazione segue la notizia di martedì secondo cui Lufthansa avrebbe offerto 250 milioni di euro per l’acquisizione della maggior parte della flotta di aerei di Alitalia e di metà dei suoi dipendenti.

    Al ribasso il colosso francese delle telecomunicazioni Bouygues (PA:BOUY), giù dello 0,87% dopo aver riportato ieri un’impennata del 37% degli utili operativi degli ultimi nove mesi, superando le stime degli analisti.

    A Londra, il FTSE 100 scende dello 0,18%, trascinato da United Utilities Group PLC (LON:UU), che crolla del 2,58%. Il titolo è stato seguito a ruota da Dixons Carphone (LON:DC), che registra un crollo del 2,47%.

    Negativi anche i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime, con Rio Tinto (LON:RIO) in calo dello 0,63% e BHP Billiton (LON:BLT) giù dello 0,65%, mentre la rivale Glencore (LON:GLEN) scende dello 0,71%.

    Nel comparto finanziario i titoli passano da stabili a negativi. Lloyds Banking (LON:LLOY) e Royal Bank of Scotland (LON:RBS) scendono rispettivamente dello 0,03% e dello 0,07%, mentre Barclays (LON:BARC) è in calo dello 0,16% e HSBC Holdings (LON:HSBA) va giù dello 0,26%.

    Intanto, Sky Plc (LON:SKYB) segna una delle migliori perfomance sull’indice, con un balzo del 2,77% tra le voci secondo cui Comcast (NASDAQ:CMCSA) e Verizon si sarebbero uniti alla corsa per la 21st Century Fox, che possiede una partecipazione del 39% nella compagnia britannica.

    Negli Stati Uniti, i mercati azionari puntano ad un’apertura mista. I future Dow Jones Industrial Average scendono dello 0,06%, i future S&P 500 sono in calo dello 0,11%, mentre i future Nasdaq 100 segnano +0,08%.

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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

    novembre 17, 2017, 03:00

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Dicembre sono scambiati a 55,34 dollari americani per barile, valore che sale di 0,36% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 54,81 dollari e la resistenza a 57,15 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,42% per essere scambiato a 93,45 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Gennaio, é sceso di 0,20% per essere scambiato a 61,24 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,90 dollari per barile.
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  • La coppia AUD/USD su durante la sessione Asiatica

    novembre 17, 2017, 02:30

    Il valore del Dollaro Australiano é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia AUD/USD é scambiata a 0,7603, su di 0,20% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7571, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 0,7669, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Australiano é stato giù rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/AUD che guadagna 0,20% per toccare 1,5545 e la coppia AUD/JPY che scende di 0,35% per toccare 85,48.
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  • La coppia USD/JPY giù durante la sessione Asiatica

    novembre 17, 2017, 12:25

    Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

    La coppia USD/JPY é scambiata a 112,94, giù di 0,11% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 112,47, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 113,92, la piú alta di martedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,12% per toccare 1,1784 e la coppia GBP/USD che sale di 0,08% per toccare 1,3204.
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  • La coppia NZD/USD su durante la sessione Asiatica

    novembre 16, 2017, 11:45

    Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia NZD/USD é scambiata a 0,6850, su di 0,03% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,6836, il piú basso di oggi, e resistenza a 0,6938, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato su rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che perde 0,05% per toccare 1,1073 e la coppia EUR/NZD che scende di 0,04% per toccare 1,7178.
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  • La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

    novembre 16, 2017, 09:55

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1768, giù di 0,20% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1638, il piú basso di lunedì, e resistenza a 1,1861, la piú alta di mercoledì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,36% per toccare 0,8920 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,05% per toccare 133,01.
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  • La coppia EUR/USD giù verso la fine della sessione U.S.A.

    novembre 16, 2017, 08:50

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1766, giù di 0,21% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1638, il piú basso di lunedì, e resistenza a 1,1861, la piú alta di mercoledì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,34% per toccare 0,8922 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,05% per toccare 133,01.
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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

    novembre 16, 2017, 07:45

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.278,83 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,09% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.269,70 dollari e la resistenza a 1.290,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,13% per essere scambiato a 93,84 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,56% per essere scambiato a 17,066 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,05% per essere scambiato a 3,053 dollari per libbra.
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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

    novembre 16, 2017, 07:10

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Dicembre sono scambiati a 3,051 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,94% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,047 dollari e la resistenza a 3,231 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,15% per essere scambiato a 93,86 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,13% per essere scambiato a 55,26 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,37% per essere scambiato a 1,9016 dollari per gallone.
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  • Il Bitcoin torna sopra i 7.500 dollari, il Bitcoin Cash crolla del 10%

    novembre 16, 2017, 01:16

    Investing.com - Il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, torna sopra i 7.500 dollari questo giovedì, in ripresa dai recenti minimi, mentre il suo discendente, il Bitcoin Cash crolla del 10%.

    Sulla piazza statunitense Bitfinex, il Bitcoin si attesta a 7.439,3 dollari alle 08:05 ET (13:05 GMT), dopo aver segnato il massimo intraday di 7.535,00 dollari.

    Nel weekend, il Bitcoin è crollato del 29% dal massimo dell’8 novembre di poco meno di 7.900 dollari, prima di recuperare in parte le perdite.

    Il crollo è seguito all’annullamento dell’aggiornamento software in programma la scorsa settimana che avrebbe diviso la valuta digitale. All’aggiornamento si sono opposti i principali sviluppatori del Bitcoin.

    L’aggiornamento avrebbe quasi raddoppiato la capacità di processamento della rete, cioè il numero delle transazioni Bitcoin che la rete può gestire.

    Con il crollo del Bitcoin, i trader sono passati al suo discendente, il Bitcoin Cash, creato da una divisione del software il 1° agosto, facendolo schizzare al massimo storico di 2.790,00 dollari domenica.

    Il Bitcoin Cash si attesta a 1.056,90 dollari, con un crollo del 10,89% sulla giornata.

    Ai prezzi attuali, il Bitcoin Cash ha una capitalizzazione di mercato totale che ammonta a 18 miliardi di dollari, il che la rende la terza cripto-valuta per valutazione.

    Il Bitcoin, noto per le sue forti oscillazioni, tende a riprendersi in fretta dai crolli. Nonostante il recente crollo, è schizzato di oltre il 500% finora quest’anno ed ai prezzi attuali ha una capitalizzazione di mercato totale pari a 124 miliardi di dollari.

    L’impennata ha alimentato i timori di una bolla. Tuttavia, segno che il settore finanziario inizia a prepararsi al Bitcoin, il principale operatore mondiale di derivati CME Group (NASDAQ:CME) questo mese ha annunciato l’intenzione di lanciare i future del Bitcoin nel corso dell’anno.

    L’Ethereum, la seconda principale cripto-valuta per capitalizzazione di mercato dopo il Bitcoin, scende dello 0,86% a 328,96 dollari.

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  • Oro in salita dopo i dati USA, riflettori sul voto sulle tasse

    novembre 16, 2017, 01:41

    Investing.com - Il prezzo dell’oro sale questo giovedì, dopo la pubblicazione dei dati USA deludenti sulle richieste di disoccupazione e sull’attività manifatturiera che pesano sulla domanda del biglietto verde, mentre gli investitori sono cauti in vista dell’attesissimo voto sulla proposta di legge sulle tasse USA.

    Sul Comex, i future dell’oro salgono di 2,24 dollari, o dello 0,17%, a 1.279,83 dollari l’oncia troy alle 08:40 ET (12:40 GMT).

    I dati del Dipartimento per il Lavoro hanno rivelato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono inaspettatamente salite a 249.000 unità la scorsa settimana.

    Intanto, la Federal Reserve Bank di Philadelphia ha reso noto che l’indice manifatturiero è sceso a 22,7 a novembre da 27,9 del mese prima, meno della lettura di 25,0 prevista.

    Il biglietto verde si era rafforzato sulla scia dei dati positivi di ieri sull’inflazione e le vendite al dettaglio che hanno alimentato le aspettative di un aumento dei tassi a dicembre da parte della Federal Reserve.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,10% a 93,81, staccandosi dal massimo della seduta di 93,90 ma restando vicino al massimo di tre settimane della seduta precedente di 93,31.

    L’oro risente dell’andamento dei tassi USA e del dollaro. Un dollaro debole rende l’oro meno costoso per i titolari di altre valute, mentre l’aumento dei tassi USA fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti.

    I Repubblicani alla Camera dovrebbero approvare un’ampia revisione del codice delle tasse oggi, facendo avvicinare il Presidente Donald Trump ed il Partito Repubblicano alla loro prima grande vittoria legislativa.

    Il voto per l’approvazione finale è previsto subito dopo l’intervento di Trump ad una conferenza dei Repubblicani alla Camera alle 11:30 ET (16:30 GMT), un incontro che si svolgerà a Washington a porte chiuse.

    Sul Comex, i future dell’argento salgono dello 0,58% a 17,07 dollari l’oncia troy.

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  • Richieste di disoccupazione USA su di 10.000 unità a 249.000

    novembre 16, 2017, 01:32

    Investing.com - Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti è inaspettatamente salito la scorsa settimana, pur restando ad un livello che indica una stabilizzazione del mercato del lavoro statunitense, secondo i dati ufficiali di questo giovedì.

    Secondo il Dipartimento per il Lavoro, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata l’11 novembre è salito di 10.000 unità ad un dato destagionalizzato di 249.000 unità dal totale rivisto della settimana precedente di 239.000 unità. Gli analisti avevano previsto un calo di 4.000 unità a 235.000 per la scorsa settimana.

    La media mobile su quattro settimane è di 237.750 unità, in salita di 6.500 unità dalla settimana prima. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

    Le richieste di disoccupazione continua nella settimana conclusasi il 4 novembre sono scese a 1,860 milioni dagli 1,904 milioni della settimana precedente, contro le aspettative di un calo a 1,895 milioni.

    Il cambio USD/JPY si attesta a 113,05 da 113,10 segnato prima dei dati, la coppia EUR/USD è scambiata a 1,1775 da 1,1770, mentre il cambio GBP/USD sale a 1,3203 da 1,3197.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 93,79 da 93,83 segnato prima dei dati.

    I future dei titoli azionari USA puntano ad un’apertura positiva. I future Dow blue-chip salgono dello 0,3%, i future S&P 500 sono in salita dello 0,3%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech segnano +0,4%.

    Sul mercato delle materie prime, i future dell’oro sono scambiati a 1.280,56 dollari l’oncia troy, rispetto ai 1.278,56 dollari segnati prima dei dati, mentre il greggio si attesta a 55,17 dollari al barile dai 55,20 dollari precedenti.

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  • Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

    novembre 16, 2017, 10:55

    Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 16 novembre:

    1. Voto sulle tasse USA al centro della scena

    Gli investitori tengono d’occhio gli sviluppi sulla riforma fiscale USA in vista del voto al Congresso questa mattina.

    I Repubblicani alla Camera dovrebbero approvare un’ampia revisione del codice delle tasse oggi, facendo avvicinare il Presidente Donald Trump ed il Partito Repubblicano alla loro prima grande vittoria legislativa.

    Il voto per l’approvazione finale è previsto subito dopo l’intervento di Trump ad una conferenza dei Repubblicani alla Camera alle 11:30 ET (16:30 GMT), un incontro che si svolgerà a Washington a porte chiuse.

    2. Attesi commenti dei membri della Fed e dati USA

    Oltre che sul voto sulle tasse, l’attenzione degli investitori sarà rivolta ad una raffica di dati economici USA e ad una serie di commenti dei membri della Federal Reserve per valutarne l’impatto sulla posizione della banca centrale statunitense in merito alla politica monetaria nei prossimi mesi.

    Il calendario economico di oggi prevede i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, i prezzi all’importazione ed i dati della Fed di Philadelphia Fed sul settore manifatturiero alle 8:30 ET (13:30 GMT). Sono attesi inoltre i dati sulla produzione industriale alle 9:15 ET (14:15 GMT).

    Per quanto riguarda la Fed, saranno seguiti i commenti della Presidente della Fed di Cleveland Loretta Mester, del Governatore Lael Brainard, del Presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan e del Presidente della Fed di San Francisco John Williams.

    Il dollaro sale con gli investitori che prevedono ulteriori aumenti dei tassi USA dopo i dati positivi di ieri sull’inflazione e sulle vendite al dettaglio.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale a 93,82 nei primi scambi, staccandosi dal minimo di ieri di 93,31, il minimo dal 26 ottobre.

    3. Commenti dei funzionari della BoE

    Il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney sarà raggiunto dai suoi colleghi Ben Broadbent, Jon Cunliffe, e David Ramsden a Liverpool, dove parleranno di economia in varie scuole della città, nell’ambito del Bank of England Future Forum 2017.

    Il tono di Broadbent è sembrato piuttosto interventista durante il suo discorso di ieri, alimentando le speranze che la banca centrale possa alzare i tassi di interesse almeno una volta nel 2018.

    I dati di questa mattina hanno mostrato che le vendite al dettaglio britanniche sono scese per la prima volta dal marzo 2013 nei 12 mesi terminati ad ottobre, ma il dato ha superato le previsioni degli economisti.

    La sterlina sale contro il dollaro, con il cambio GBP/USD su dello 0,2% a 1,3195.

    4. Le borse globali interrompono la discesa

    I mercati azionari globali guadagnano terreno, con la bassa propensione al rischio di questa settimana che si è ridotta.

    Le borse dell’Asia Pacifica si sono riprese da un’apertura debole chiudendo al rialzo. In particolare, l’indice nipponico Nikkei ha recuperato le perdite con un’impennata dell’1,5%, con gli investitori alla ricerca di buone opportunità dopo un crollo di sei giorni.

    In Europa, le borse della regione si avviano ad interrompere la discesa più lunga di un anno, dal momento che i settori che hanno scatenato il sell-off sono in ripresa.

    A Wall Street, i titoli USA puntano ad un’apertura positiva, con gli investitori in attesa dei report sugli utili per capire come influiranno sui mercati. Le borse statunitensi hanno chiuso al ribasso per la quarta seduta consecutiva ieri.

    Attesi per oggi i report sugli utili di compagnie del calibro di Walmart (NYSE:WMT), Best Buy (NYSE:BBY), Ross Stores (NASDAQ:ROST) e Gap (NYSE:GPS).

    5. Il greggio tenta una ripresa

    Il prezzo del greggio cerca di riprendersi dai quattro giorni di calo, le aspettative che l’OPEC possa prorogare l’attuale accordo sui tagli alla produzione in occasione del vertice di fine mese fanno passare in secondo piano i timori per l’aumento delle scorte e della produzione USA.

    I future del greggio USA salgono di 6 centesimi a 55,39 dollari al barile, mentre il Brent va su di 4 centesimi a 61,91 dollari.

    Il crollo del prezzo di questa settimana significa che i future del greggio sono crollati di quasi il 5% dopo aver toccato il massimo di 28 mesi la scorsa settimana, mettendo fine alla straordinaria impennata del 40% registrata tra giugno e i primi di novembre.

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  • Il dollaro mantiene i guadagni, riflettori sulla riforma fiscale

    novembre 16, 2017, 10:19

    Investing.com - Il dollaro resta lievemente in salita contro le altre principali valute questo giovedì, l’attenzione degli investitori è rivolta all’imminente voto sull’attesissima riforma fiscale USA previsto nel corso della giornata.

    Il biglietto verde ha trovato supporto quando Politico ha riportato che i Repubblicani alla Camera sono fiduciosi di ottenere i voti necessari per far approvare l’ampia riforma della legge sulle tasse USA nel corso della giornata.

    Il voto è previsto in occasione di un vertice a porte chiuse in Campidoglio alle 11:30 ET.

    I timori per la riforma sono aumentati ieri dopo che due legislatori Repubblicani hanno criticato la proposta di legge.

    La valuta statunitense resta supportata dai dati positivi di ieri sull’inflazione e le vendite al dettaglio che hanno alimentato le aspettative di un aumento dei tassi a dicembre da parte della Federal Reserve.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,14% a 93,85 alle 05:15 ET (09:15 GMT), staccandosi dal minimo di tre settimane della seduta precedente di 93,31.

    Il cambio EUR/USD scende dello 0,17% a 1,1770, staccandosi dal massimo di un mese della seduta precedente di 1,1860, mentre la coppia GBP/USD è stabile a 1,3177.

    La moneta unica è andata sotto pressione in seguito ai dati ufficiali che hanno rivelato che i prezzi al consumo sono saliti al tasso annuo dell’1,4% ad ottobre dall’1,5% di settembre.

    Nel Regno Unito, i dati hanno rivelato che le vendite al dettaglio sono aumentate più del previsto su base mensile ma, su base annua, sono scese per la prima volta dal 2013.

    Il cambio USD/JPY va su dello 0,37% a 113,33, mentre la coppia USD/CHF sale dello 0,36% a 0,9920.

    Il dollaro australiano è stabile, con la coppia AUD/USD a 0,7590, mentre il cambio NZD/USD scende dello 0,39% a 0,6847.

    L’Ufficio Nazionale di Statistica australiano ha reso noto che il numero degli occupati è salito di 3.700 unità ad ottobre, meno delle 17.500 previste.

    Tuttavia, nel report si legge anche che il tasso di disoccupazione è sceso al 5,4% il mese scorso dal 5,5% di settembre. Gli analisti si aspettavano una lettura invariata.

    Intanto, il cambio USD/CAD è stabile a 1,2762.

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  • Fiat apre a +2% nonostante minore crescita immatricolazioni di ottobre

    novembre 16, 2017, 09:33

    Investing.com - Parte bene Fiat (MI:FCHA), oggi migliore tra i titoli in apertura del Ftse Mib che apre negativo.

    Il titolo Fca tocca un +2% arrivando ad un massimo di 14,97 euro per azione.

    Diffusi oggi i dati sulle immatricolazioni di auto di ottobre che hanno visto un aumento dell’1,5% del gruppo Fca in Europa.

    Il dato risulta inferiore a tutto il settore auto, in crescita del 5,9% a 1,169 milioni di vetture
    vendute.

    Cala la quota di mercato del gruppo Fca che dal precedente 6,6% scende al 6,3%.

    Per Fiat resta il dato positivo annuale, con una crescita del 7,6% nel 2017.

    A spingere il dato sono le vendite di Jeep (+20,4%) e Alfa Romeo (+20,3%).

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  • Titoli azionari europei al rialzo, attesi nuovi utili

    novembre 16, 2017, 08:45

    Investing.com - Aprono in salita le borse europee questo giovedì, con una nuova serie di report sugli utili delle compagnie al centro della scena così come i dati finali sull’inflazione nella zona euro.

    L’indice EURO STOXX 50 sale dello 0,39%, il francese CAC 40 è in salita dello 0,41% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,44% alle 03:40 ET (07:40 GMT).

    I titoli del settore finanziario sono al rialzo, con le francesi Societe Generale (PA:SOGN) e BNP Paribas (PA:BNPP) in salita dello 0,09% e dello 0,17%, mentre le tedesche Commerzbank (DE:CBKG) e Deutsche Bank (DE:DBKGn) registrano rispettivamente +0,97% e +1,44%.

    Tra le banche periferiche, le spagnole Banco Santander (MC:SAN) e BBVA (MC:BBVA) salgono rispettivamente dello 0,38% e dello 0,61%. In Italia, Intesa Sanpaolo (MI:ISP) ed Unicredit (MI:CRDI) sono invece al ribasso, scendendo dello 0,53% e dello 0,72%.

    Volkswagen (DE:VOWG_p) schizza dell’1,62% tra le voci secondo cui la casa automobilistica tedesca ha intenzione di spendere 10 miliardi di euro entro il 2025 per sviluppare e produrre veicoli completamente elettrici e ibridi per rispettare le nuove norme cinesi.

    Al ribasso Sodexo (PA:EXHO), che crolla del 3,31% dopo che la compagnia di servizi alimentari ha dichiarato che acquisirà la compagnia di alimenti e bibite Centerplate per 675 milioni di dollari in contanti.

    RWE AG (DE:RWEG) registra un crollo dell’1,37% dopo che la compagnia tedesca ha cessato 1.500 megawatt di capacità degli impianti a lignite ieri. La decisione è stata presa dopo che gli attivisti per l’ambiente hanno bloccato le forniture di carbone nell’impianto di Weisweiler della compagnia.

    L’esposizione al carbone al momento è al centro delle discussioni in Germania, dove deve ancora essere formato un nuovo governo.

    A Londra, il FTSE 100 sale dello 0,2% trainato da 3i (LON:III), che schizza del 3,40%: la compagnia ha riportato un calo totale dei ritorni a 655 milioni di sterline nel semestre terminato il 30 settembre, rispetto alla cifra di un miliardo di sterline dello stesso periodo del 2016.

    Positiva anche Royal Mail (LON:RMG), con un rimbalzo dell’1,59% dopo che il gruppo ha dichiarato che gli utili del primo semestre sono saliti del 2% e che gli utili al netto delle tasse sono quasi raddoppiati a 168 milioni di sterline.

    Al ribasso invece i titoli del settore finanziario, con HSBC Holdings (LON:HSBA) giù dello 0,26% e Lloyds Banking (LON:LLOY) in calo dello 0,27%, mentre Royal Bank of Scotland (LON:RBS) scende dello 0,28%. In controtendenza Barclays (LON:BARC), su dello 0,69%.

    Negativi anche i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime. Glencore (LON:GLEN) scende dello 0,29% e BHP Billiton (LON:BLT) è in calo dello 0,51%, mentre Rio Tinto (LON:RIO) va giù dello 0,52% e Fresnillo (LON:FRES) crolla dell’1,43%.

    GKN (LON:GKN) segna una delle peggiori performance, colando a picco con -7,01% dopo che la compagnia ha sorpreso i mercati annunciando che Kevin Cummings, che sarebbe dovuto diventare l’amministratore della compagnia a settembre, lascerà ora l’azienda con effetto immediato.

    Negli Stati Uniti, i future puntano ad un’apertura al rialzo. I future Dow Jones Industrial Average salgono dello 0,20%, i future S&P 500 sono in salita dello 0,28%, mentre i future Nasdaq 100 vanno su dello 0,33%.

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  • Dollaro invariato, voto sulle tasse USA al centro della scena

    novembre 16, 2017, 08:43

    Investing.com - Il dollaro oscilla tra lievi rialzi e ribassi contro il paniere delle altre principali valute questo giovedì, gli investitori attendono il voto sulla proposta di legge sulle tasse USA nel corso della giornata.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 93,76 alle 03:40 ET (08:40 GMT), dopo essere sceso al minimo di 93,31 ieri, il minimo dal 26 ottobre.

    Il dollaro ha trovato supporto quando Politico ha riportato che i Repubblicani alla Camera sono fiduciosi di ottenere i voti necessari per far approvare l’ampia riforma della legge sulle tasse USA nel corso della giornata.

    Il voto è previsto in occasione di un vertice a porte chiuse in Campidoglio alle 11:30 ET.

    Tuttavia persistono i timori per l’approvazione del piano fiscale dopo che ieri due legislatori Repubblicani hanno criticato la proposta di legge.

    Il dollaro è stato spinto anche dai dati di ieri che hanno rivelato un aumento dell’inflazione USA e delle vendite al dettaglio, supportando la possibilità di un aumento dei tassi a dicembre da parte della Federal Reserve.

    L’inflazione core è salita al tasso annuo dell’1,8% ad ottobre, dopo essere rimasta invariata all’1,7% nei cinque mesi precedenti. Le vendite al dettaglio hanno visto un aumento dello 0,2%.

    L’euro è stabile contro il dollaro, con la coppia EUR/USD a 1,1788, staccandosi dal massimo di un mese di ieri di 1,1859.

    La sterlina è pressoché invariata, con il cambio GBP/USD a 1,3165.

    Il dollaro sale contro lo yen, con la coppia USD/JPY su dello 0,21% a 113,12.


    Intanto, il dollaro australiano oscilla vicino al minimo di cinque mesi, con il cambio AUD/USD a 0,7596 dopo i dati sull’occupazione nazionale che hanno mostrato che la crescita dell’occupazione è aumentata ad ottobre mentre l’aumento dei compensi è rimasto debole.

    Il dollaro neozelandese è in calo, con il cambio NZD/USD giù dello 0,23% a 0,6857.

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  • Prezzo dell’oro invariato in vista del voto sulle tasse USA

    novembre 16, 2017, 08:11

    Investing.com - Il prezzo dell’oro è pressoché invariato negli scambi di questo giovedì mattina, con l’attenzione degli investitori rivolta agli sviluppi sulla riforma delle tasse USA in vista del voto al Congresso nel corso della giornata.

    I Repubblicani alla Camera dovrebbero approvare un’ampia revisione del codice delle tasse in occasione del voto di questa mattina, facendo avvicinare il Presidente Donald Trump ed il Partito Repubblicano alla loro prima grande vittoria legislativa.

    Il voto per l’approvazione finale è previsto subito dopo l’intervento di Trump ad una conferenza dei Repubblicani alla Camera alle 11:30 ET (16:30 GMT), un incontro che si svolgerà a Washington a porte chiuse.

    Sul Comex, i future dell’oro sono stabili a 1.277,13 dollari l’oncia troy alle 3:10 ET (08:10 GMT).

    Ieri, l’oro ha toccato il massimo della seduta di 1.290,00 dollari, il massimo dal 20 ottobre, prima di scendere dello 0,4% sulla scia dei dati USA sull’inflazione e sulle vendite al dettaglio che hanno alimentato ancor di più le aspettative di un aumento dei tassi a dicembre da parte della Federal Reserve.

    La Fed terrà l’ultimo vertice di politica monetaria dell’anno il 12 e 13 dicembre, con una probabilità di un aumento dei tassi di interesse pari al 100% secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

    Il metallo prezioso risente dell’andamento dei tassi di interesse USA, il cui aumento fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti, supportando invece il dollaro.

    Intanto, i future dell’argento sono stabili vicino a 17,00 dollari l’oncia troy, il platino è pressoché invariato vicino a 933,45 dollari, mentre il palladio resta a 985,72 dollari l’oncia.

    I future del rame scendono di 0,6 centesimi, o dello 0,2%, al minimo di cinque settimane di 3,048 dollari la libbra, nei timori per un rallentamento dell’economia cinese. La nazione asiatica è il principale consumatore mondiale del metallo rosso.

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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

    novembre 16, 2017, 03:25

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Dicembre sono scambiati a 55,33 dollari americani per barile, valore che sale di 0,00% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 54,81 dollari e la resistenza a 57,15 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,10% per essere scambiato a 93,81 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Gennaio, é salito di 0,11% per essere scambiato a 61,94 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,61 dollari per barile.
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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

    novembre 15, 2017, 07:25

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Dicembre sono scambiati a 55,28 dollari americani per barile, valore che sale di 0,75% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 54,81 dollari e la resistenza a 57,35 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,04% per essere scambiato a 93,68 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Gennaio, é salito di 0,58% per essere scambiato a 61,85 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,57 dollari per barile.
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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

    novembre 15, 2017, 06:10

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Dicembre sono scambiati a 3,066 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 1,16% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,058 dollari e la resistenza a 3,231 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,02% per essere scambiato a 93,70 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,66% per essere scambiato a 55,33 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,15% per essere scambiato a 1,9098 dollari per gallone.
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  • Mps: -5% per “situazioni macro” secondo Falciai. Male tutti i bancari

    novembre 15, 2017, 11:59

    Investing.com – Giornata difficile per il Ftse Mib che cede l’1,52% a metà mattinata, trascinata dai titoli bancari con l’indice del settore, il FTSE Italia All Share Banks, che lascia l’1,42%.

    Tra i peggiori a Piazza Affari c’è Monte dei Paschi di Siena SpA (MI:BMPS) a -5,67% con le azioni quotate a 3,462 euro, proseguento il periodo nero dal suo ritorno in borsa. Dopo il picco toccato nei primi giorni successivi al ritorno alle quotazioni, il titolo sta perdendo oltre il 28%, restando ben al di sotto dei 4,1 euro con cui era stato quotato in apertura a fine ottobre.

    Nonostante il pessimo risultato dell’istituto senese, il presidente di Mps, Alessandro Falciai, si mostra ottimista, prima sminuendo le cause delle perdite a “situazioni macro a livello europeo” per poi annunciare che “l’offerta azioni-bond in corso sta procedendo come da programmi”.

    In negativo anche gli altri titoli bancari, con Banca Carige che prosegue il crollo in previsione dell’aumento di capitale. Carige (MI:CRGI) oggi cede l’8,5% dopo essere stata sospesa in asta di volatilità più volte nel corso della mattinata. Sempre fuori dal Ftse Mib, in pesante perdita anche Credito Valtellinese (Creval) che cede l’8,33%.

    Tra i titoli del Ftse Mib, Banco Bpm (MI:BAMI) scende del 2,48% dopo l’annuncio della valutazione da parte dell’arbitro Bdo del totale che l’istituto pagherà 535 milioni di euro per rilevare il 50% di Popolare Vita da UnipolSai (MI:US) (-0,21%), con l’ad Giuseppe Castagna che ha affermato di aver valutato la quota in misura “molto inferiore”.

    Tra gli altri titoli, perdono oltre l’1% FinecoBank (MI:FBK) (1,81%), Intesa Sanpaolo (MI:ISP) (-1,57%), Ubi Banca (MI:UBI) (-1,55%) Bper Banca (-1,49%) e Unicredit (MI:CRDI) (-1,26%).

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  • Bitcoin in salita, continua la ripresa; su anche il Bitcoin Cash

    novembre 15, 2017, 10:59

    Investing.com - Il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, sale questo mercoledì, proseguendo la ripresa dai recenti minimi, e anche il Bitcoin Cash, l’alternativa al Bitcoin, è in salita.

    Sulla piazza statunitense Bitfinex, il Bitcoin si attesta a 6.897,00 dollari alle 05:49 ET (10:49 GMT).

    Nel weekend, il Bitcoin è crollato del 29% dal massimo dell’8 novembre di poco meno di 7.900 dollari, prima di recuperare in parte le perdite lunedì.

    Il crollo è seguito all’annullamento dell’aggiornamento software in programma la scorsa settimana che avrebbe diviso la valuta digitale. All’aggiornamento si sono opposti i principali sviluppatori del Bitcoin.

    L’aggiornamento avrebbe quasi raddoppiato la capacità di processamento della rete, cioè il numero delle transazioni Bitcoin che la rete può gestire.

    Con il crollo del Bitcoin, i trader sono passati al suo discendente, il Bitcoin Cash, creato da una divisione del software il 1° agosto, facendolo schizzare al massimo storico di 2.790,00 dollari domenica.

    Il Bitcoin Cash si attesta a 1.277,30 dollari, con un balzo dell’1,9% sulla giornata.

    Ai prezzi attuali, il Bitcoin Cash ha una capitalizzazione di mercato totale che ammonta a 21 miliardi di dollari, il che la rende la terza cripto-valuta per valutazione.

    Il Bitcoin, noto per le sue forti oscillazioni, tende a riprendersi in fretta dai crolli. Nonostante il recente crollo, è schizzato di oltre il 500% finora quest’anno ed ai prezzi attuali ha una capitalizzazione di mercato totale pari a 115 miliardi di dollari.

    L’impennata ha alimentato i timori di una bolla. Tuttavia, segno che il settore finanziario inizia a prepararsi al Bitcoin, il principale operatore mondiale di derivati CME Group (NASDAQ:CME) questo mese ha annunciato l’intenzione di lanciare i future del Bitcoin nel corso dell’anno.

    L’Ethereum, la seconda principale cripto-valuta per capitalizzazione di mercato dopo il Bitcoin, scende dello 0,13% a 333,90 dollari.

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  • Il dollaro oscilla al minimo di 3 settimane, riflettori sui dati sull’inflazione

    novembre 15, 2017, 10:16

    Investing.com - Il dollaro continua ad oscillare vicino al minimo di tre settimane contro le altre principali valute questo mercoledì, per via dell’euro più forte, mentre l’attenzione degli investitori è rivolta al report sull’inflazione USA nel corso della giornata.

    L’incertezza per il destino della riforma fiscale USA continua a pesare sul biglietto verde nonostante i dati positivi della seduta precedente.

    I dati di ieri hanno infatti mostrato che i prezzi alla produzione USA sono saliti dello 0,4% ad ottobre, più dello 0,1% previsto.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,26% a 93,48 alle 05:15 ET (09:15 GMT), il minimo dal 26 ottobre.

    Il cambio EUR/USD sale dello 0,29% a 1,1842, il massimo dal 20 ottobre, mentre la coppia GBP/USD scende dello 0,09% a 1,3155.

    L’euro resta supportato dai dati positivi sulla crescita della zona euro di ieri che costituiscono un’ulteriore prova della ripresa economica della regione, supportando la decisione della Banca Centrale Europea di iniziare a ridimensionare il programma di acquisto di bond.

    Il mese scorso la BCE ha infatti dichiarato che lascerà in vigore il programma di acquisti di bond fino al prossimo anno, riducendo però la quantità degli acquisti mensili, un cambio nella politica monetaria che lascia intendere la possibilità di un futuro aumento dei tassi di interesse.

    Nel Regno Unito, i dati hanno mostrato che la crescita dei compensi è rimasta debole, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al minimo di 42 anni a settembre.

    La coppia USD/JPY scende dello 0,57% a 112,80, mentre il cambio USD/CHF è in calo dello 0,30% a 0,9864.

    In Giappone i dati di questa mattina hanno mostrato che l’economia è cresciuta più velocemente del previsto nel terzo trimestre grazie all’aumento delle esportazioni, registrando il periodo più lungo di crescita ininterrotta in più di un decennio.

    Il dollaro australiano è debole, con la coppia AUD/USD in calo dello 0,52% a 0,7590, mentre il cambio NZD/USD va su dello 0,26% a 0,6892.

    Intanto, la coppia USD/CAD scende dello 0,09% a 1,2722.

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  • Dollaro al minimo di 3 settimane, euro in salita

    novembre 15, 2017, 08:45

    Investing.com - Il dollaro scende al minimo di tre settimane questo mercoledì, tra un euro più forte e la riduzione delle aspettative che i Repubblicani riescano ad approvare la riforma fiscale entro quest’anno.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,26% a 93,48 alle 03:45 ET (08:45 GMT), il minimo dal 26 ottobre.

    La richiesta di euro continua ad essere incoraggiata dopo i dati positivi sulla crescita della zona euro di ieri che costituiscono un’ulteriore prova della ripresa economica della regione, supportando la decisione della Banca Centrale Europea di iniziare a ridimensionare il programma di acquisto di bond.

    Il mese scorso la BCE ha infatti dichiarato che lascerà in vigore il programma di acquisti di bond fino al prossimo anno, riducendo però la quantità degli acquisti mensili, un cambio nella politica monetaria che lascia intendere la possibilità di un futuro aumento dei tassi di interesse.

    Il cambio EUR/USD sale dello 0,27% a 1,1829, mentre la coppia EUR/GBP si attesta al massimo di un mese di 0,8975.

    Il dollaro è andato sotto ulteriore pressione quando ieri i Repubblicani al Senato hanno reso noto che il loro piano sulla riforma fiscale sarà legato alla sostituzione di una componente fondamentale dell’Obamacare, complicando gli sforzi per l’approvazione della proposta di legge.

    Le incertezze sulle misure fiscali hanno pesato sul dollaro nelle recenti sedute, facendolo crollare di oltre l’1% dalla scorsa settimana.

    Il dollaro scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY giù dello 0,51% a 112,86 dopo essersi staccato dal massimo di 113,90 ieri.

    Lo yen sembra non aver risentito dei dati nipponici secondo cui l’economia è cresciuta più velocemente del previsto nel terzo trimestre grazie all’aumento delle esportazioni, registrando il periodo più lungo di crescita ininterrotta in più di un decennio.

    Gli investitori attendono i dati sull’inflazione USA di ottobre nel corso della giornata, che dovrebbero mostrare solo un modesto aumento dei prezzi al consumo.

    La sterlina sale, con la coppia GBP/USD su dello 0,14% a 1,3182 in vista dell’ultimo report sull’occupazione britannica nel corso della giornata.

    Intanto, il dollaro australiano scende contro il cugino statunitense, con il cambio AUD/USD vicino al minimo di quattro mesi di 0,7587 dopo i dati deboli sui compensi che pesano sulle prospettive per l’inflazione e quindi per i tassi di interesse.

    Il dollaro neozelandese è pressoché invariato, con la coppia NZD/USD a 0,6876, dopo aver segnato il minimo di due settimane di 0,6862 nella notte.

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