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AGGIORNAMENTI NOTIZIE FINANZIARIE     

  • La coppia USD/JPY giù alla fine della sessione U.S.A.

    settembre 22, 2017, 09:00

    Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

    La coppia USD/JPY é scambiata a 111,99, giù di 0,43% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,88, il piú basso di lunedì, e resistenza a 112,72, la piú alta di giovedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e su rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,13% per toccare 1,1957 e la coppia GBP/USD che scende di 0,53% per toccare 1,3510.
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  • La coppia GBP/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

    settembre 22, 2017, 09:00

    Il valore della Sterlina Inglese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia GBP/USD é scambiata a 1,3510, giù di 0,53% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,3452, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 1,3658, la piú alta di mercoledì.

    Nel frattempo il valore della Sterlina Inglese é stato giù rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,64% per toccare 0,8848 e la coppia GBP/JPY che scende di 1,03% per toccare 151,19.
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  • I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Europea

    settembre 22, 2017, 12:25

    I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 50,36 dollari americani per barile, valore che scende di 0,38% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 49,19 dollari e la resistenza a 50,80 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,21% per essere scambiato a 91,78 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Novembre, é salito di 0,18% per essere scambiato a 56,53 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 6,17 dollari per barile.
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  • Petrolio, domanda crescerà secondo Morgan S. Titoli petroliferi negativi

    settembre 22, 2017, 11:03

    Investing.com – Giornata in rosso per i titoli petroliferi del Ftse Mib mentre alle solite minacce provenienti dalla Corea del Nord si aggiungono quelle dell’Iran dopo la dichiarazione del presidente Donald Trump sull’accordo sul nucleare e il suo programma missilistico definito “imbarazzante”.

    A Piazza Affari risultano in sofferenza i titoli legati al petrolio con Saipem (MI:SPMI) che perde l’1,33%, Tenaris (MI:TENR) a -0,80 mentre resta stabile Eni (MI:ENI) (-0,07%).

    Il greggio resta sopra i 50 dollari al barile e guadagna lo 0,14% mentre sono attesi i dati di Baker Hughes sugli impianti di trivellazione nel Usa che daranno una panoramica sulla produzione negli Stati Uniti dopo i vari uragani delle scorse settimane. Fermo anche il Brent che viene scambiato a 56,52 dollari al barile con una lieve crescita dello 0,16%.

    In queste ore si stanno riunendo alcuni ministri dell’Opec e di altri paesi che a Vienna stanno discutendo su un nuovo accordo per il taglio della produzione. Presente anche la Russia con il ministro Alexander Novak che ha auspicato la prosecuzione dell’azione coordinata tra produttori Opec e non Opec a partire dall’aprile 2018.

    Nonostante gli sforzi dei produttori, il prezzo del greggio resta basso ma secondo un rapporto di Morgan Stanley (NYSE:MS) la domanda di petrolio nei prossimi anni crescerà con tassi ben maggiori rispetto ai trend storici.

    Secondo l’istituto, la trasformazione tecnologica verso un modello di sviluppo basato sulle fonti rinnovabili e i veicoli elettrici richiede un tempo molto elevato per giungere al completamento e, unito al perdurare delle basse quotazioni del prezzo del petrolio, rende l’”oro nero” ancora sempre più appetibile.

    Attualmente, l’eolico e il solare, scrive Morgan Stanley nel suo rapporto, contribuiscono solo per il 2% alla produzione complessiva di energia. Le altre fonti di energia quali carbone, gas e lo stesso greggio, hanno impiegato tra i 30 e i 50 anni circa per imporsi, quindi anche le fonti rinnovabili necessiteranno di decenni per raggiungere almeno il 10%.

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  • Prezzo del greggio in salita, riflettori sul vertice OPEC

    settembre 22, 2017, 11:01

    Investing.com - Il prezzo del greggio sale questo venerdì, con i trader in attesa della conclusione del seguitissimo vertice dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio a Vienna.

    Il contratto del greggio West Texas Intermediate con consegna ad ottobre si attesta a 50,58 dollari al barile, su di 4 centesimi, o dello 0,08%, alle 07:00 ET (14:00 GMT), poco meno del massimo di quattro mesi della seduta precedente di 50,80 dollari.

    Intanto, il greggio Brent con consegna ad ottobre sull’ICE Futures Exchange di Londra è in salita di 8 centesimi, o dello 0,14%, a 56,51 dollari al barile.

    Il prezzo ha oscillato vicino ai massimi plurimensili nelle ultime sedute, incoraggiato dalle previsioni sulla domanda rilasciate dall’OPEC e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia alla fine della scorsa settimana.

    I trader sembrano non aver tenuto conto del report di mercoledì della U.S. Energy Information Administration secondo cui le scorte di greggio sono salite più del previsto la scorsa settimana.

    Gli investitori attendono ora la conclusione del vertice di Vienna tra l’OPEC e gli altri produttori dove si discuterà della possibile estensione dei limiti alla produzione.

    Mercoledì il ministro del petrolio iracheno Jabar al-Luaibi ha dichiarato che il suo paese ed altri membri OPEC stanno pensando ad altre opzioni per l’accordo sui tagli alla produzione, tra cui una proroga dopo marzo ed un taglio maggiore.

    Lo scorso maggio, i paesi OPEC e non-OPEC hanno deciso di prorogare i tagli alla produzione per altri nove mesi fino a marzo ma rispettando il tetto di 1,8 milioni di bpd fissato a novembre.

    Intanto, i future della benzina salgono dello 0,33% a 1,651 dollari al gallone, mentre i future del gas naturale sono in salita dello 0,31% a 2,955 dollari per milione di BTU.

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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Europea

    settembre 22, 2017, 10:30

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.300,75 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,46% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.291,20 dollari e la resistenza a 1.324,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,24% per essere scambiato a 91,75 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,35% per essere scambiato a 17,078 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,39% per essere scambiato a 2,923 dollari per libbra.
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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

    settembre 22, 2017, 09:00

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Ottobre sono scambiati a 2,952 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,20% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,944 dollari e la resistenza a 3,166 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,27% per essere scambiato a 91,72 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Novembre, é sceso di 0,06% per essere scambiato a 50,52 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Ottobre, é sceso di 0,36% per essere scambiato a 1,8087 dollari per gallone.
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  • Inatteso miglioramento del PMI composito della zona euro a settembre

    settembre 22, 2017, 08:02

    Investing.com - L’attività economica della zona euro è inaspettatamente migliorata a settembre, alimentando l’ottimismo per l’economia della regione, secondo i dati preliminari di questo venerdì.

    Nel report del gruppo di ricerche di mercato Markit si legge che l’indice flash sulla produzione composita della zona euro, che misura la produzione composita del settore manifatturiero e di quello dei servizi, è salito a 56,7 a settembre da 55,7 del mese precedente, rispetto al calo a 55,5 previsto.

    Anche l’indice flash dei direttori acquisti sul settore dei servizi è inaspettatamente salito a 55,6 questo mese dal precedente 54,7.

    Gli analisti avevano previsto una lettura invariata.

    L’indice preliminare dei direttori acquisti sul settore manifatturiero della zona euro è salito al dato destagionalizzato di 58,2 questo mese dalla lettura finale di 57,4 di agosto. Gli analisti avevano previsto un calo a 57,1 a settembre.

    Una lettura superiore a 50,0 indica un’espansione del settore mentre una lettura inferiore a tale livello ne indica una contrazione.

    “L’economia della zona euro ha chiuso il terzo trimestre positivamente, con la crescita dell’attività imprenditoriale salita al massimo da maggio registrando uno degli incrementi maggiori degli ultimi sei anni”, si legge nel report di Markit.

    “I dati indicano una crescita del PIL dello 0,7% per il terzo trimestre, con lo slancio in aumento che si prepara ad una fine dell’anno positiva”, afferma il capo economista di Markit Chris Williamson.

    “L’aumento dell’attività imprenditoriale e il conseguente rialzo delle pressioni sui prezzi alimentano le aspettative che la BCE possa annunciare l’intenzione di ridimensionare lo stimolo, riducendo gli acquisti di asset nel 2018”, conclude.

    Il cambio EUR/USD si attesta a 1,1993 da circa 1,1994 segnato prima dei dati, mentre la coppia EUR/GBP è scambiata a 0,8828 dal precedente 0,8826.

    Intanto, le borse europee sono miste. L’Euro Stoxx 50 sale dello 0,06%, il tedesco DAX segna -0,05%, il francese CAC 40 va su dello 0,25%, mentre il londinese FTSE 100 scende dello 0,17%.

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  • Il prezzo dell’oro guadagna terreno tra le minacce della Corea del Nord

    settembre 22, 2017, 07:00

    Investing.com - Il prezzo dell’oro guadagna terreno questo venerdì, staccandosi dal minimo di oltre tre settimane della seduta precedente: le minacce della Corea del Nord hanno spinto gli investitori a preferire gli investimenti rifugio.

    Sul Comex, i future dell’oro salgono di 6,81 dollari, o dello 0,53%, a 1.301,69 dollari l’oncia troy alle 03:00 ET (07:00 GMT).

    Il sentimento dei mercati si è indebolito quando questa mattina il leader nordcoreano Kim Jong Un ha dichiarato che Pyongyang considererà “le più dure contromisure della storia” contro gli Stati Uniti in risposta alla minaccia del Presidente Donald Trump di distruggere il paese.

    Subito dopo, il Ministro degli Esteri della Corea del Nord Ri Yong Ho ha affermato che il paese potrebbe effettuare un test sulla bomba a idrogeno nell’Oceano Pacifico di un livello senza precedenti.

    Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite martedì, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,21% a 91,78, staccandosi dal massimo di una settimana di ieri di 92,42.

    L’oro risente dell’andamento del dollaro. Un dollaro debole rende l’oro meno costoso per i titolari di altre valute.

    Il dollaro si è rafforzato quando mercoledì la Fed ha indicato che è probabile un ulteriore aumento dei tassi di interesse quest’anno, annunciando che inizierà a ridurre il bilancio da 4,5 mila miliardi di dollari ad ottobre.

    Il biglietto verde è stato supportato inoltre dai dati positivi di ieri sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione USA e sull’attività manifatturiera nella regione di Philadelphia.

    Sempre sul Comex, i future dell’argento salgono dello 0,43% a 17,09 dollari l’oncia troy.

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  • Dollaro in calo, riaffiorano le tensioni geopolitiche

    settembre 22, 2017, 06:20

    Investing.com - Il dollaro scende contro le altre principali valute questo venerdì, nonostante i dati statunitensi positivi e la possibilità di un nuovo aumento dei tassi da parte della Federal Reserve quest’anno, mentre le tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord riemergono.

    Il dollaro si è rafforzato quando mercoledì la Fed ha indicato che è probabile un ulteriore aumento dei tassi di interesse quest’anno, annunciando che inizierà a ridurre il bilancio da 4,5 mila miliardi di dollari ad ottobre.

    Il biglietto verde è stato supportato inoltre dai dati positivi di ieri sulle nuove richieste di sussidio di disoccupazione USA e sull’attività manifatturiera nella regione di Philadelphia.

    Tuttavia, il sentimento si è indebolito quando questa mattina il leader nordcoreano Kim Jong Un ha dichiarato che Pyongyang considererà “le più dure contromisure della storia” contro gli Stati Uniti in risposta alla minaccia del Presidente Donald Trump di distruggere il paese.

    Subito dopo, il Ministro degli Esteri della Corea del Nord Ri Yong Ho ha affermato che il paese potrebbe effettuare un test sulla bomba a idrogeno nell’Oceano Pacifico di un livello senza precedenti.

    Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite martedì, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

    Lo yen e il franco svizzero, tradizionali valute rifugio, sono in salita, con la coppia USD/JPY in calo dello 0,37% a 112,03, staccandosi dal massimo di due mesi della seduta precedente di 112,72, mentre il cambio USD/CHF scende dello 0,20% a 0,9688.

    La coppia EUR/USD sale dello 0,23% a 1,1969, mentre il cambio GBP/USD è stabile a 1,3591, non lontano dal massimo di 15 mesi di lunedì di 1,3620.

    I trader attendono una serie di dati sull’attività del settore manifatturiero e di quello dei servizi della zona euro, previsti nel corso della giornata.

    Attesi inoltre i discorsi del Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi e del Primo Ministro britannico Theresa May, in agenda quest’oggi.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,21% a 91,78 alle 02:15 ET (06:15 GMT) staccandosi dal massimo di una settimana di ieri di 92,42.

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  • La coppia EUR/USD su durante la sessione Asiatica

    settembre 22, 2017, 05:55

    Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1963, su di 0,18% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1862, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 1,2033, la piú alta di mercoledì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,15% per toccare 0,8805 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,25% per toccare 133,97.
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  • I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Asiatica

    settembre 22, 2017, 03:00

    I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 50,58 dollari americani per barile, valore che scende di 0,06% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 49,19 dollari e la resistenza a 50,80 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,16% per essere scambiato a 91,82 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Novembre, é sceso di 0,16% per essere scambiato a 56,34 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,76 dollari per barile.
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  • La coppia USD/JPY giù durante la sessione Asiatica

    settembre 22, 2017, 12:25

    Il valore del Dollaro Americano é stato più basso rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

    La coppia USD/JPY é scambiata a 112,45, giù di 0,02% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 110,88, il piú basso di lunedì, e resistenza a 112,72, la piú alta di giovedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato giù rispetto all'Euro e su rispetto alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che guadagna 0,02% per toccare 1,1944 e la coppia GBP/USD che scende di 0,04% per toccare 1,3576.
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  • La coppia EUR/USD su verso la fine della sessione U.S.A.

    settembre 21, 2017, 08:15

    Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1937, su di 0,36% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1862, il piú basso di mercoledì, e resistenza a 1,2033, la piú alta di mercoledì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,25% per toccare 0,8790 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,67% per toccare 134,36.
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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

    settembre 21, 2017, 07:10

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Ottobre sono scambiati a 2,960 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 4,33% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,950 dollari e la resistenza a 3,166 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,23% per essere scambiato a 92,01 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Novembre, é sceso di 0,04% per essere scambiato a 50,67 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Ottobre, é salito di 0,39% per essere scambiato a 1,8140 dollari per gallone.
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  • Le cinque cose da seguire sui mercati questo giovedì

    settembre 21, 2017, 10:14

    Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo giovedì 21 settembre:

    1. Le borse globali reagiscono in modo misto all’annuncio della Fed

    Misti i mercati azionari globali questo giovedì, in reazione alla conferma giunta ieri dalla Federal Reserve circa la riduzione del bilancio e un nuovo aumento dei tassi quest’anno.

    Anche se l’indice Dow è riuscito a chiudere ieri ad un nuovo record, i future USA riprendono fiato a Wall Street questo giovedì. Alle 6:02 ET (10:02 GMT) i future Dow blue-chip scendono dello 0,05%, i future S&P 500 vanno giù dello 0,08% ed i future Nasdaq 100 sono in calo dello 0,11%.

    Intanto, le borse europee sono positive, con le banche della regione entusiaste per l’aumento dei tassi che dovrebbe supportare gli utili. Alle 6:05 ET (10:05 GMT), il riferimento europeo Euro Stoxx 50 sale dello 0,54% mentre l’indice tedesco DAX va su dello 0,31%. In controtendenza il londinese FTSE 100, in calo dello 0,24% con i titoli minerari che pesano sull’indice britannico.

    In Asia i mercati hanno chiuso misti mentre gli investitori assimilavano le notizie dagli Stati Uniti. L’indice nipponico Nikkei ha chiuso a 0,2%, mentre in Cina l’indice Shanghai Composite va giù dello 0,2%.

    2. Dollaro al massimo di una settimana, l’oro crolla dopo la Fed

    Il dollaro resta vicino al massimo di una settimana dopo che la Fed ha annunciato l’intenzione di iniziare a ridurre il bilancio e di alzare ancora una volta i tassi quest’anno.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,01% a 92,21 alle 6:06 ET (10:06 GMT), con gli investitori che hanno bloccato i profitti dopo il balzo dello 0,9% di ieri.

    Nonostante il calo di oggi, il biglietto verde si avvia comunque a chiudere la settimana con un’impennata di oltre l’1%.

    Al contrario, il prezzo dell’oro crolla al minimo di quattro settimane questo giovedì, dopo che la Fed ha annunciato di essere intenzionata a procedere con l’inasprimento della politica monetaria.

    Sul Comex, i future dell’oro crollano di 16,87 dollari, o dell’1,28%, a 1.299,53 dollari l’oncia troy alle 6:08 ET (10:08 GMT).

    I trader attendono i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione e sull’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia alle 8:30 ET (12:30 GMT).

    3. S&P taglia il rating della Cina nei timori per il debito

    Standard & Poor’s ha tagliato il rating sul debito cinese questo giovedì, nei timori che il credito stia aumentando troppo velocemente nella seconda economia mondiale.

    S&P ha abbassato il rating di una tacca ad A+ da AA- ed ha dichiarato che le previsioni sul nuovo rating sono “stabili”.

    “Il lungo periodo di forte crescita del credito in Cina ha fatto aumentare i rischi economici e finanziari”, ha spiegato l’agenzia di rating.

    4. Presa di profitto sul greggio in vista del vertice OPEC

    Il prezzo del greggio scende questo giovedì con gli investitori che hanno bloccato i profitti di oltre l’1% di questa settimana.

    I trader attendono il vertice dei produttori di greggio che potrebbero decidere di estendere i limiti alla produzione adottati per ridurre l’eccesso di scorte che pesa sul mercato da oltre tre anni.

    I ministri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio, la Russia e altri produttori si incontreranno a Vienna domani e dovrebbero considerare l’idea di una proroga dei tagli alla produzione iniziati a gennaio, sebbene alcuni ministri dell’energia abbiano indicato che una decisione prima del prossimo marzo sarebbe prematura.

    I future del greggio USA scendono dello 0,34% a 50,52 dollari alle 6:09 ET (10:09 GMT), mentre il greggio Brent va giù dello 0,23% a 56,16 dollari.

    5. La BoJ mantiene invariata la politica monetaria come previsto

    La Banca del Giappone ha lasciato invariata la politica monetaria come previsto a conclusione dei due giorni di vertice questa mattina, con un programma di acquisto da 80 mila miliardi di yen.

    Il direttivo ha votato 8 a 1 per mantenere invariato il programma e la banca ha alzato le previsioni sugli investimenti pubblici, mentre il voto sugli acquisti di asset è stato unanime.

    L’unico ad opporsi ha dichiarato che le attuali misure di allentamento non sono sufficienti a spingere l’inflazione.

    Il cambio USD/JPY è in salita, con il dollaro supportato dalla decisione della Fed di procedere con la riduzione del bilancio e di alzare ancora una volta i tassi quest’anno. La coppia sale dello 0,24% a 112,49 alle 6:13 ET (10:13 GMT), staccandosi dal massimo di due mesi di 112,72 registrato in precedenza.

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  • L’oro crolla al minimo di 4 settimane, il dollaro si rafforza

    settembre 21, 2017, 08:00

    Investing.com - Il prezzo dell’oro crolla al minimo di quattro settimane questo giovedì, il dollaro è salito dopo che la Federal Reserve ha indicato la possibilità di un nuovo aumento dei tassi di interesse quest’anno.

    Sul Comex, i future dell’oro registrano un crollo di 17,61 dollari, o dell’1,34%, a 1.298,70 dollari l’oncia troy alle 04:00 ET (08:00 GMT), il massimo dal 28 agosto.

    Come previsto, la Fed ha lasciato i tassi di interesse invariati a conclusione dei due giorni di vertice di politica monetaria.

    Tuttavia, la banca centrale ha dichiarato che quest’anno è probabile un ulteriore aumento dei tassi, anche se ha abbassato le previsioni sull’inflazione dall’1,7% all’1,5% per quest’anno e dal 2% all’1,9% per il 2018.

    La Fed ha inoltre reso noto che inizierà a ridimensionare il bilancio da 4,5 mila miliardi di dollari ad ottobre. La maggior parte degli asset sono Buoni del Tesoro e obbligazioni garantite da mutui (MBS) acquistati nell’ambito del programma di allentamento monetario della banca.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è stabile a 92,25, il massimo dal 14 settembre.

    L’oro risente dell’andamento del dollaro. Un dollaro forte rende l’oro più costoso per i titolari di altre valute.

    Le perdite del metallo prezioso resteranno limitate per il potenziale aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord in seguito alle dichiarazioni del Presidente USA Donald Trump.

    Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite martedì, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

    Sempre sul Comex, i future dell’argento crollano dell’1,78% a 17,03 dollari l’oncia troy.

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  • Dax su, le borse europee reagiscono bene alla dichiarazione della Fed

    settembre 21, 2017, 07:48

    Investing.com - Positivi i tabelloni dei titoli azionari europei questo giovedì, sebbene la Federal Reserve abbia indicato la possibilità di un nuovo aumento dei tassi entro fine anno ed abbia annunciato la riduzione del programma di stimolo.

    L’indice EURO STOXX 50 sale dello 0,46%, il francese CAC 40 è in salita dello 0,40% ed il tedesco DAX 30 va su dello 0,18% alle 03:45 ET (07:45 GMT).

    Come previsto, la Fed ha lasciato i tassi di interesse invariati a conclusione dei due giorni di vertice di politica monetaria.

    Tuttavia, la banca centrale ha dichiarato che quest’anno è probabile un ulteriore aumento dei tassi, anche se ha abbassato le previsioni sull’inflazione dall’1,7% all’1,5% per quest’anno e dal 2% all’1,9% per il 2018.

    La Fed ha inoltre reso noto che inizierà a ridimensionare il bilancio da 4,5 mila miliardi di dollari ad ottobre. La maggior parte degli asset sono Buoni del Tesoro e obbligazioni garantite da mutui (MBS) acquistati nell’ambito del programma di allentamento monetario della banca.

    I titoli del settore finanziario sono positivi, con le francesi BNP Paribas (PA:BNPP) e Societe Generale (PA:SOGN) che schizzano dell’1,74 e dell’1,86%, mentre in Germania Deutsche Bank (DE:DBKGn) e Commerzbank (DE:CBKG) segnano un’impennata rispettivamente del 3,17% e del 4,43%.

    Tra le banche periferiche, in Italia Intesa Sanpaolo (MI:ISP) ed Unicredit (MI:CRDI) salgono dello 0,80% e dell’1,66% rispettivamente, mentre in Spagna BBVA (MC:BBVA) e Banco Santander (MC:SAN) segnano +1,30% e +1,28%.

    E.ON SE (DE:EONGn) crolla dell’1,87% dopo la notizia che la compagnia energetica finlandese Fortum sta trattando l’acquisto della restante partecipazione della compagnia tedesca nella Uniper per 3,8 miliardi di euro.

    Uniper è lo spin off della E.ON che si occupa di centrali elettriche e commercio, creata lo scorso anno.

    Al ribasso Vonovia SE (DE:VNAn), con un crollo dell’1,14%, dopo che gli analisti di Goldman Sachs (NYSE:GS) hanno confermato il rating “neutral” sul titolo.

    A Londra, il FTSE 100 scende dello 0,03%, trascinato da Capita PLC (LON:CPI), che crolla del 9,32%, dopo che la compagnia stamane ha annunciato che gli utili del primo trimestre hanno visto una flessione del 3%.

    Negativi anche i titoli minerari sull’indice legato alle materie prime. Glencore (LON:GLEN) segna -1,75% ed Antofagasta (LON:ANTO) crolla del 2,97%, mentre Randgold Resources (LON:RRS) e Fresnillo (LON:FRES) registrano crolli rispettivamente del 2,81% e del 3,81%.

    Positiva CRH (LON:CRH), con un balzo del 3,01%, dopo che il gruppo di materiali edili ha annunciato l’intenzione di acquisire il produttore di cemento statunitense Ash Grove Cement con un accordo da 3,5 miliardi di dollari per ingrandire l’attività nordamericana.

    Anche nel settore finanziario i titoli sono positivi. Lloyds Banking (LON:LLOY) e HSBC Holdings (LON:HSBA) salgono rispettivamente dello 0,62% e dello 0,69%, mentre Royal Bank of Scotland (LON:RBS) schizza dell’1,52% e Barclays (LON:BARC) subisce un’impennata del 2,02%.

    Negli Stati Uniti, i mercati azionari passano da stabili a negativi. I future Dow Jones Industrial Average scendono dello 0,07%, i future S&P 500 sono in calo dello 0,11%, mentre i future Nasdaq 100 segnano -0,19%.

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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

    settembre 21, 2017, 03:25

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 50,71 dollari americani per barile, valore che sale di 0,04% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 49,19 dollari e la resistenza a 50,79 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,12% per essere scambiato a 92,33 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Novembre, é sceso di 0,25% per essere scambiato a 56,15 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,44 dollari per barile.
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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

    settembre 20, 2017, 07:25

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Novembre sono scambiati a 50,66 dollari americani per barile, valore che sale di 1,52% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 49,19 dollari e la resistenza a 51,09 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,83% per essere scambiato a 92,38 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Novembre, é salito di 1,92% per essere scambiato a 56,20 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 5,54 dollari per barile.
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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

    settembre 20, 2017, 06:45

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.304,53 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,46% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.308,10 dollari e la resistenza a 1.338,20 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,77% per essere scambiato a 92,33 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,80% per essere scambiato a 17,141 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é sceso di 0,35% per essere scambiato a 2,959 dollari per libbra.
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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

    settembre 20, 2017, 06:10

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Ottobre sono scambiati a 3,101 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,67% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,006 dollari e la resistenza a 3,166 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,43% per essere scambiato a 92,01 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Novembre, é salito di 1,92% per essere scambiato a 50,86 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Ottobre, é salito di 1,97% per essere scambiato a 1,8075 dollari per gallone.
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  • Cambio USD/CAD in calo in attesa della dichiarazione della Fed

    settembre 20, 2017, 01:33

    Investing.com - Il dollaro USA scende contro il cugino canadese questo mercoledì, il sentimento sul biglietto verde resta vulnerabile in vista della dichiarazione mensile di politica monetaria della Federal Reserve prevista nel corso della giornata, mentre l’aumento del prezzo del greggio supporta la domanda del dollaro canadese, legato all’oro nero.

    La coppia USD/CAD scende dello 0,33% a 1,2251 alle 09:30 ET (13:30 GMT).

    Oggi, la banca centrale USA dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse ma potrebbe annunciare i piani per la riduzione degli acquisti di asset da 4,2 mila miliardi di dollari.

    I mercati sono in fermento inoltre per il potenziale aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord in seguito alle dichiarazioni del Presidente USA Donald Trump.

    Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ieri, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

    Intanto, il dollaro canadese è favorito dal rimbalzo del prezzo del greggio, mentre i trader attendono il report settimanale sulle scorte USA.

    Il dollaro canadese, cosiddetto loonie, scende contro l’euro, con la coppia EUR/CAD in calo dello 0,32% a 1,4696.

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  • Banco Bpm, meno sofferenze ma titolo in calo. Male anche altri bancari

    settembre 20, 2017, 12:53

    Investing.com – Con le borse ferme in attesa della decisione della Fed sui tassi di interesse e sul suo programma di acquisti, a Milano soffrono i titoli bancari nonostante il positivo rapporto dell’agenzia di rating sulle sofferenze bancarie italiane.

    A luglio Banco Bmp ha diminuito le sofferenze al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse che scendono così a 65,8 miliardi di euro rispetto ai precedenti 71,2 miliardi del mese precedente. Nonostante la cifra rappresenti il valore più basso dal marzo 2013, il Banco Bpm (MI:BAMI) oggi è tra i peggiori del Ftse Mib e perde l’1,03%, tra i titoli bancari risulta migliore solo rispetto a Banca Pop Emilia Romagna (MI:EMII) (-1,40%).

    Proprio il tema dei No Performing Loans (Npl – crediti in soffrenza) è stato analizzato dall’agenzia di rating Fitch nel suo “credit outlook” relativo al terzo trimestre 2017. Secondo l’agenzia le sofferenze continuano ad essere una spina nel fianco di molte banche italiane e potrebbero portare ad ulteriori aumenti di capitali o fusioni.

    Nel rapporto vengono citati i passi avanti in tema sofferenze fatte recentemente da Unicredit (MI:CRDI) (oltre 16 miliardi) e le previsioni sul piano di ristrutturazione di Mps (MI:BMPS) per un totale di 28 miliardi. Questi sforzi però, afferma Fitch, potrebbero non esser sufficenti.

    “L’eredità della massa degli Npl continua a pesare in maniera consistente sui bilanci di alcune banche europee, specialmente in Italia”, scrivono nel report gli analisti di Fitch, affermando che la situazione “potrebbe concretizzarsi in nuove esigenze di capitale o costringere a M&A, risoluzioni o ad altre azioni per alcune banche”.

    Procedono in rosso le quotazioni anche della quasi totalità delle altre banche mentre il FTSE Italia All Share Banks perde lo 0,68%. Unicredit cede lo 0,90%, Banca Generali (MI:GASI) lascia sul terreno lo 0,56%, Ubi (MI:UBI) a -0,50% e Intesa (MI:ISP) in calo dello 0,41%.

    Male anche Mediobanca (MI:MDBI) (-0,11%) dopo la notizia del possibile conferimento della quota detenuta in Generali a un veicolo aperto ad altri investitori nell’ipotetica situazione in cui si presentasse l’opportunità di una grande acquisizione. La notizia era stata diffusa dal Sole 24 Ore e poi confermata da un portavoce dell’istituto quale “una delle tante ipotesi allo studio”.

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  • Fed: previsti tassi invariati, annuncio tapering e dot plot transitorio

    settembre 20, 2017, 07:54

    Investing.com - La Federal Reserve dovrebbe lasciare i tassi di interesse invariati al range attuale compreso tra l’1,00% e l’1,25% nell’annuncio di oggi delle 14:00 ET (18:00 GMT) e rivelare i piani per la conclusione, o tapering, del programma di acquisti di asset in modo da iniziare, probabilmente ad ottobre, a ridurre il bilancio da 4,5 mila miliardi di dollari.

    La probabilità che non ci siano modifiche sui tassi si attesta al 100% e il piano generale sul tapering è stato presentato dalla Fed stessa a giugno in quella che il presidente della Fed di San Francisco John Williams ad agosto ha definito “la notizia più telegrafata nella storia delle banche centrali”, perciò l’attenzione dei mercati sarà rivolta sui fattori legati alle prossime decisioni sulla politica monetaria durante la conferenza stampa della presidente della Fed Janet Yellen in agenda alle 14:30 ET (20:30 GMT).

    Il tapering aumenterà la pressione sul rendimento dei bond

    Il piano sul tapering già delineato dalla Fed consiste nel ridurre il bilancio di soli 10 miliardi di dollari al mese divisi tra circa 6 miliardi di dollari di Buoni del Tesoro e 4 miliardi di dollari di titoli emessi da agenzie e obbligazioni garantite da mutui (MBS) aumentando il taglio ad intervalli trimestrali fino alla riduzione dei riacquisti pari ad un totale di 50 miliardi di dollari, o 30 miliardi di dollari di Buoni del Tesoro e 20 miliardi di dollari di MBS.

    Le previsioni sulla cifra che la Fed vuole raggiungere per il bilancio vanno da circa 2 mila miliardi di dollari a 3 mila miliardi, segnale di una riduzione graduale che necessiterà di anni per essere completata, garantendo alla Fed la flessibilità di modificare la decisione in base agli sviluppi politici.

    Rispetto agli attuali 4,5 mila miliardi di dollari, un livello raggiunto alla fine del 2014 e a cui il bilancio si attesta da allora, il portafoglio della Fed era vicino ai 900 miliardi di dollari prima della crisi finanziaria del 2007-2009.

    Secondo Goldman Sachs, l’attuale bilancio si è gonfiato fino all’equivalente del 23% del prodotto interno lordo USA, rispetto al 6% del PIL segnato prima della crisi.

    La speranza delle banche centrali è che le loro intenzioni siano sufficientemente trasparenti e che le cifre siano abbastanza ridotte e graduali da non creare scompiglio sui mercati.

    Tuttavia, secondo Goldman il rendimento dei Buoni del Tesoro USA aumenterà comunque di 20 punti base nell’anno successivo all’inizio del programma, salendo gradualmente man mano che si procederà con il tapering.

    Inflazione ostinatamente debole

    Mentre la Fed continua ad andare avanti con la normalizzazione della politica economica, i suoi membri si trovano ad affrontare lo scoraggiante problema del vedere dati positivi sulla crescita e fenomenali sull’occupazione che tuttavia finora non sono riusciti a far salire i dati sull’inflazione.

    Gli esperti però ritengono che la Fed manterrà la propria posizione, ribadendo che i livelli bassi di inflazione sono “transitori”.

    La Fed punta ad un’inflazione del 2% e il suo indicatore preferito, l’indice PCE, si è attestato solo all’1,4% a luglio, sebbene l’indice dei prezzi al consumo sia salito all’1,9% ad agosto dall’1,7% del mese precedente.

    Un recente sondaggio di Bloomberg condotto sugli economisti ha mostrato che solo il 20% ritiene che i rischi per la crescita e l’inflazione siano al ribasso, il minimo da marzo.

    Inoltre, il 75% degli esperti intervistati ha dichiarato che la Fed non cambierà la dichiarazione post-vertice per mostrare apprensione per l’inflazione, rispetto al 67% del sondaggio di luglio.

    Riflettori sul “dot plot”

    Molti analisti prevedono che il vertice si focalizzerà sulla possibilità che la parte del Sommario delle Proiezioni Economiche della Fed che riguarda le previsioni sui tassi di interesse - il cosiddetto “dot plot” che riporta in modo anonimo le stime dei singoli sui livelli dei tassi nel tempo - possa rivelare un calo.

    Morgan Stanley sottolinea che la sua previsione che non ci siano cambiamenti si basa sulla possibilità che solo due cambi tra i membri della Fed possano far scendere la media a lungo termine al 2,75% dal 3,00% precedente.

    Indica inoltre che nel 2018 la percentuale potrebbe scendere all’1,875% dal 2,125% precedente.

    Tuttavia, gli esperti mettono in evidenza che ritengono che “ci sia il rischio che la Yellen possa avere un atteggiamento più sprezzante nei confronti delle sorprese ribassiste dei dati sull’inflazione”, come dimostrato in occasione di un recente discorso dal presidente della Fed di New York William Dudley.

    “Sebbene l’inflazione sia al momento inferiore al nostro obiettivo a lungo termine, ritengo che sia comunque appropriato continuare a ridurre gradualmente la politica monetaria allentata”, ha affermato Dudley.

    “Questa valutazione è supportata dal fatto che le condizioni finanziarie si sono attenuate, piuttosto che inasprite, nonostante la Fed abbia alzato il range dell’obiettivo dei tassi di interesse a breve termine di 75 punti base dallo scorso dicembre”, ha spiegato.

    Per come stanno le cose, gli economisti del sondaggio di Bloomberg ritengono in generale che la Fed possa confermare la previsioni di tre aumenti nel 2018, anche se il dot plot mostrerà che il primo avverrà a giugno anziché a marzo, come precedentemente stimato.

    ING, nella sua previsione, nota che i mercati si aspettano al momento solo un aumento dei tassi nel 2018, allontanandosi dalle stime della Fed di tre aumenti.

    “Un ribasso del grafico potrebbe complicare gli sforzi compiuti dalla Yellen per convincere i mercati che sono troppo compiaciuti”, avvertono gli economisti.

    “Sebbene il grafico del 2017 possa ancora provvisoriamente comportare un aumento dei tassi a dicembre, prevediamo che sempre più membri chiedano una pausa per il resto dell’anno; una richiesta da parte di più di cinque indicherebbe che le speranze di un aumento dei tassi a dicembre vacillano”, spiegano.

    Deutsche Bank ritiene che gli sviluppi dell’inflazione saranno determinanti e che siano probabilmente necessarie ulteriori prove di una stabilizzazione dell’andamento dell’inflazione.

    “Alcuni ‘pallini’ della Fed probabilmente diminuiranno in occasione del vertice di settembre, ma ci aspettiamo che l’aumento di dicembre resti una possibilità”, dicono gli esperti.

    “Nel 2018 prevediamo tre aumenti (il primo a giugno), in linea con la Fed e contrariamente a quanto si aspettano i mercati”, concludono.

    La durata del “dot plot” sarà breve stavolta

    I future Fed fund non escludono la possibilità di un aumento a dicembre, con le probabilità che si attestano intorno al 63%, secondo lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com.

    Quest’oggi i riflettori probabilmente saranno puntati sulla capacità della Yellen di convincere i mercati a mantenere queste previsioni anche se la banca centrale annuncerà i piani per la riduzione del bilancio.

    Al centro della scena anche il “dot plot”, da cui i mercati cercheranno di interpretare le prospettive per i tassi di interesse, ma gli imminenti appuntamenti al cuore della Fed potrebbero rendere il grafico uno strumento relativamente utile per le previsioni del 2018 e 2019 questa volta.

    Con il vice presidente della Fed Stanley Fischer che si dimetterà a metà ottobre, la possibilità di una riconferma della Yellen a febbraio (il Presidente USA Donald Trump ha di recente confermato che è una dei candidati), il governatore della Fed Randal Quarles in attesa della conferma del Senato e altre due posizioni ancora disponibili per la nomina da parte del Presidente, il dot plot che sarà rilasciato questo mercoledì è passibile di modifiche.

    Con gli attuali membri come Fischer, e probabilmente la stessa Yellen, che escono dalla formazione e nuovi membri che si aggiungono alla squadra che si occupa dei tassi, la composizione delle previsioni sui tassi di interesse che sarà rilasciata oggi potrebbe subire cambiamenti significativi.

    Non bisogna dimenticare inoltre gli ulteriori dati sui prezzi che potrebbero rafforzare o indebolire l’idea della Fed che l’inflazione debole sia transitoria, gli effetti sulla crescita della recente stagione degli uragani e la conseguente ripresa e il fatto che ancora una volta i mercati si ritrovano di fronte all’incertezza per la scadenza del tetto del debito a dicembre.

    Tenendo presente tutto questo, tutti i segnali indicano che il dot plot del vertice di settembre potrebbe avere davvero una scadenza a breve.

    Per non perdere gli aggiornamenti sulle aspettative dei mercati sugli aumenti dei tassi della Fed, utilizza lo Strumento di Controllo dei Tassi della Fed di Investing.com:

    https://it.investing.com/central-banks/fed-rate-monitor

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  • Il dollaro resta in calo, occhi puntati sulla Fed

    settembre 20, 2017, 09:15

    Investing.com - Il dollaro resta debole questo mercoledì, con l’attenzione degli investitori rivolta all’attesissima dichiarazione di politica monetaria della Federal Reserve nel corso della giornata.

    Il sentimento sul biglietto verde resta vulnerabile mentre cresce l’attesa per l’esito del vertice di politica monetaria mensile della Fed.

    La banca centrale USA dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse ma potrebbe annunciare i piani per la riduzione degli acquisti di asset da 4,2 mila miliardi di dollari.

    Lo yen e il franco svizzero, tradizionali valute rifugio, sono in salita, con la coppia USD/JPY giù dello 0,21% a 111,37 e il cambio USD/CHF in calo dello 0,27% a 0,9601.

    I trader restano cauti inoltre per il potenziale aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord in seguito alle dichiarazioni del Presidente USA Donald Trump.

    Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ieri, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

    Intanto, la coppia EUR/USD va su dello 0,13% a 1,2010, mentre il cambio GBP/USD sale dello 0,58% a 1,3578, riavvicinandosi al massimo di 15 mesi di lunedì di 1,3620.

    La sterlina è salita quando l’Ufficio Nazionale di Statistica britannico ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno superato le aspettative ad agosto, rimbalzando dell’1,0%.

    La valuta britannica era andata sotto pressione quando lunedì il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha avvertito che la Brexit peserà sui commerci oltreoceano e che lasciare l’UE sta già limitando la dimensione potenziale dell’economia britannica.

    Tuttavia, Carney ha aggiunto che i tassi di interesse potrebbero salire “nei prossimi mesi”, ribadendo quanto detto in occasione dell’ultimo vertice di politica monetaria della BoE , dichiarazioni che avevano già fatto salire la sterlina.

    Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in salita, con la coppia AUD/USD su dello 0,37% a 0,8040 ed il cambio NZD/USD che sale dello 0,46% a 0,7352.

    Questa mattina, Statistics New Zealand ha dichiarato che il surplus del conto corrente in Nuova Zelanda è passato ad un deficit di 620.000 dollari neozelandesi nel secondo trimestre da un surplus di 240.000 dollari del trimestre precedente.

    Gli analisti avevano previsto un deficit pari a 880.000 dollari neozelandesi per lo scorso trimestre.

    Intanto, il cambio USD/CAD scende dello 0,16% a 1,2272.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,20% a 91,44 alle 05:15 ET (09:15 GMT), il minimo dall’11 settembre.

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  • GBP/USD si riavvicina al massimo di 15 mesi dopo i dati britannici

    settembre 20, 2017, 08:48

    Investing.com - La sterlina si riavvicina ai recenti massimi di 15 mesi contro il dollaro questo mercoledì, spinta dai dati positivi sulle vendite al dettaglio britanniche, mentre la cautela in vista dell’imminente dichiarazione di politica monetaria della Federal Reserve mantiene una pressione ribassista sul biglietto verde.

    La coppia GBP/USD sale dello 0,64% a 1,3589 alle 04:40 ET (07:40 GMT), riavvicinandosi al massimo di 15 mesi di lunedì di 1,3620.

    La sterlina è salita quando l’Ufficio Nazionale di Statistica britannico ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno superato le aspettative ad agosto, rimbalzando dell’1,0%.
    Su base annua, le vendite al dettaglio sono schizzate del 2,4% il mese scorso, più del previsto.

    La sterlina era andata sotto pressione quando lunedì il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha avvertito che la Brexit peserà sui commerci oltreoceano e che lasciare l’UE sta già limitando la dimensione potenziale dell’economia britannica.

    Tuttavia, Carney ha aggiunto che i tassi di interesse potrebbero salire “nei prossimi mesi”, ribadendo quanto detto in occasione dell’ultimo vertice di politica monetaria della BoE , dichiarazioni che avevano già fatto salire la sterlina.

    Intanto, il sentimento sul biglietto verde resta vulnerabile mentre cresce l’attesa per l’esito del vertice di politica monetaria mensile della Fed.

    La banca centrale USA dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse ma potrebbe annunciare i piani per la riduzione degli acquisti di asset da 4,2 mila miliardi di dollari.

    La sterlina sale contro l’euro, con la coppia EUR/GBP giù dello 0,50% a 0,8839.

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  • Dax stabile, scambi cauti in attesa della dichiarazione della Fed

    settembre 20, 2017, 07:43

    Investing.com - Stabile l’apertura delle borse europee questo mercoledì, gli investitori restano cauti in attesa della decisione mensile di politica monetaria della Federal Reserve, prevista nel corso della giornata.

    L’EURO STOXX 50 è stabile, il francese CAC 40 sale dello 0,08%, mentre il tedesco DAX 30 è in salita dello 0,02% alle 03:40 ET (07:40 GMT).

    Nel corso della giornata, la banca centrale USA dovrebbe lasciare invariati i tassi di interesse ma potrebbe annunciare i piani per la riduzione degli acquisti di asset da 4,2 mila miliardi di dollari.

    I trader restano cauti inoltre per il potenziale aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Corea del Nord in seguito alle dichiarazioni del Presidente USA Donald Trump.

    Nel suo primo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ieri, Trump ha dichiarato che “gli Stati Uniti hanno molta forza e pazienza, ma se saranno costretti a difendere se stessi e gli alleati non resterà altra possibilità che quella di distruggere la Corea del Nord”.

    Misti i titoli finanziari: in Francia BNP Paribas (PA:BNPP) e Societe Generale (PA:SOGN) salgono dello 0,27% e dello 0,30%, mentre in Germania Deutsche Bank (DE:DBKGn) crolla dell’1,03% e Commerzbank (DE:CBKG) sale dello 0,05%.

    Tra le banche periferiche, in Italia Intesa Sanpaolo (MI:ISP) è in salita dello 0,36% ed Unicredit (MI:CRDI) va giù dello 0,37%, mentre in Spagna BBVA (MC:BBVA) e Banco Santander (MC:SAN) salgono rispettivamente dello 0,07% e dello 0,25%.

    Intanto, Thyssenkrupp (DE:TKAG) schizza del 3,92% dopo che Tat Steel ha reso noto di aver firmato un memorandum d’intesa con la compagnia tedesca per creare un “colosso europeo del settore siderurgico”.

    La joint venture avrà sede ad Amsterdam e sarà creata da entrambe le compagnie tramite la fusione delle loro industrie siderurgiche in Europa e le acciaierie della Thyssenkrupp.

    Positiva anche Deutsche Telekom (DE:DTEGn), con un balzo dell’1,24% dopo la notizia che la divisione statunitense del gruppo tedesco, la T-Mobile US Inc., starebbe trattando una fusione con la rivale Sprint Corp.

    A Londra, il FTSE 100 sale dello 0,11%, trainato da Kingfisher (LON:KGF) Plc, che va alle stelle con +6,51% dopo che il gruppo ha reso noto che gli utili semestrali sono crollati del 5,9% a 402 milioni di sterline per via di quelli che la compagnia ha definito dei “ritardi”.

    Anche Sage Group (LON:SGE) ha registrato una delle migliori performance sull’indice, con un rimbalzo dell’1,92% dopo che gli analisti di Numis hanno confermato il rating “add” sul titolo.

    Intanto, i titoli del comparto minerario sono al ribasso. Glencore (LON:GLEN) scende dello 0,27% ed Anglo American (LON:AAL) va giù dello 0,58%, mentre la rivale Rio Tinto (LON:RIO) è in calo dello 0,82%.

    Negativi anche i titoli finanziari: HSBC Holdings (LON:HSBA) e Royal Bank of Scotland (LON:RBS) scendono rispettivamente dello 0,28% e dello 0,31%, mentre Barclays (LON:BARC) è in calo dello 0,64% e Lloyds Banking (LON:LLOY) segna -0,86%.

    Con un crollo dell’1,58%, Diageo (LON:DGE) Plc registra una delle peggiori performance sull’indice, dopo che la compagnia di bibite alcoliche ha previsto che sulla crescita delle vendite del primo semestre peserà la tempistica del Capodanno cinese e il divieto sulla vendita di alcolici nelle autostrade in India.

    Negli Stati Uniti, i mercati azionari puntano ad un’apertura stabile. I future Dow Jones Industrial Average salgono dello 0,02%, i future S&P 500 sono in calo dello 0,01%, mentre i future Nasdaq 100 vanno giù dello 0,07%.

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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

    settembre 20, 2017, 04:05

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Dicembre sono scambiati a 1.315,88 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,40% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.308,10 dollari e la resistenza a 1.338,20 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,10% per essere scambiato a 91,53 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,47% per essere scambiato a 17,360 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Dicembre, é salito di 0,10% per essere scambiato a 2,979 dollari per libbra.
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  • La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

    settembre 19, 2017, 08:55

    Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano martedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1995, su di 0,33% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1837, il piú basso di giovedì, e resistenza a 1,2006, la piú alta di oggi.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,15% per toccare 0,8870 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,37% per toccare 133,87.
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  • - Gan Chaiprasit, 46

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