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AGGIORNAMENTI NOTIZIE FINANZIARIE     

  • Bitcoin e altre cripto ancora in calo, continua il ribasso

    febbraio 25, 2018, 10:13

    Investing.com - Il prezzo del Bitcoin è sceso per il secondo giorno consecutivo e si è avvicinato al minimo di una settimana, in calo anche le altre criptovalute.

    Il Bitcoin è scambiato a 9.559 sul Bitfinex, 05:11 AM ET (10:11 AM GMT). Sabato il prezzo è sceso a 9.350, il minimo dal 15 febbraio.

    Il Bitcoin è sceso al minimo di 6.000 questo mese per poi ricominciare a salire.

    Il Bitcoin è crollato a causa di un forte selloff scatenato dai timori per un giro di vite normativo, per una possibile manipolazione dei prezzi sul mercato e per l’attacco hacker sulla piazza di criptovalute Coincheck durante il quale sono stati rubati oltre 500 milioni di dollari.

    Il prezzo del Bitcoin si è quasi dimezzato dal massimo storico di 20.000 dollari toccato a dicembre, ed è sceso del 30% nel 2018.

    Tra le altre criptovalute, l’Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, è scambiato a 835 dollari, in calo dell’1,5%.

    La terza criptovaluta, il Ripple è in calo dell’1,7% a 0,89 dollari.

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  • La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

    febbraio 23, 2018, 10:00

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2304, giù di 0,21% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2260, il piú basso di giovedì, e resistenza a 1,2435, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,37% per toccare 0,8805 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,17% per toccare 131,40.
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  • La strada di May verso la Brexit ostacolata da Corbyn e dalla Commissione Europea

    febbraio 23, 2018, 11:38

    Investing.com - Il viaggio del Primo Ministro Theresa May sembrava aver raggiunto gli obiettivi, con i ministri di entrambe le fazioni che apparivano soddisfatti all’uscita dall’incontro di otto ore ieri sera.

    Tuttavia, permangono degli ostacoli per il primo ministro, dal momento che la Commissione Europea ha rifiutato i piani britannici di “scelta selettiva” e un cambiamento della posizione del partito Laburista all’opposizione potrebbe rivelarsi problematico.

    Le notizie della BBC e del Financial Times suggeriscono che i ministri di entrambe le fazioni, rimanere e uscire, hanno lasciato Chequers soddisfatti dopo aver trascorso la giornata nella residenza di campagna del primo ministro nel Buckinghamshire. I ministri sarebbero favorevoli all’accordo “Canada +++” e ad attenersi alle attuali norme UE, secondo le loro condizioni.

    Nel tentativo di unire il suo gabinetto, Theresa May ha invitato i ministri di gabinetto principali, chiamati la “commissione combattente”, nella sua residenza, per appianare le divergenze al fine di formare un fronte più unito in vista delle trattative sulla transizione, che cominceranno in occasione del summit UE del 22 marzo.

    Il primo ministro dovrebbe tenere un discorso sull’esito del viaggio, presentando “la strada da percorrere” per il paese nel post-Brexit. Dovrebbe inoltre presentare le conclusioni tratte a Chequers alla Camera dei Comuni martedì.

    Il discorso sarà l’ultimo di una serie di sei discorsi sulla “strada verso la Brexit” resi da membri del gabinetto, mirati a chiarire la posizione del governo sulle future relazioni tra Regno Unito ed UE in seguito all’uscita del paese nel marzo 2019. L’ufficio del Primo Ministro ha descritto i discorsi come un “grido di richiamo per coloro che si trovano da entrambe le parti del dibattito sulla Brexit”.

    Il Ministro degli Esteri Boris Johnson ha dato il via ai discorsi lo scorso mercoledì a Londra, mentre il Segretario per la Brexit David Davis è intervenuto martedì a Vienna. Theresa May ha reso il primo dei suoi discorsi a Monaco sabato. Il ministro per il commercio Liam Fox ed il ministro di gabinetto David Lidington, favorevoli all’uscita, rilasceranno delle dichiarazioni la prossima settimana.

    Philip Hammond, che ha girato l’Europa la scorsa settimana per incontrare vari ministri delle finanze europei, e che è stato criticato per la sua posizione pro-UE, non dovrebbe tenere un discorso sulla “strada verso la Brexit”.

    Theresa May ha parlato del suo “approccio a tre lotti” alla Brexit, mentre Davis ha sottolineato i piani per restare vicini all’UE ma secondo le proprie condizioni. Man mano che emergono maggiori dettagli sui piani britannici di una “scelta selettiva”, la Commissione Europea ha pubblicato un documento di 59 pagine mercoledì dal titolo “Slides on Regulatory Divergence” che respinge le proposte del governo britannico sulle relazioni commerciali future.

    Nel documento della Commissione si legge che il Regno Unito non avrebbe gli stessi diritti e benefici dei membri per via della sua proposta di rifiuto delle norme UE e poiché di conseguenza non ci sarebbe un “alcun mutuo riconoscimento”. Davis aveva suggerito nel suo intervento che attraverso un “mutuo riconoscimento” il Regno Unito e l’UE potrebbero stringere lo stesso tipo di accordo che l’UE ha già stretto con il Canada e la Corea del Sud.

    Questa settimana per May sono emersi altri problemi, dal momento che Jeremy Corbyn, leader del Partito Laburista, sembra aver ammorbidito il suo approccio alla Brexit avendo accennato alla possibilità di restare nell’unione doganale in occasione di un discorso martedì. Corbyn terrà un discorso sulla Brexit lunedì, mentre il suo partito decide su quali emendamenti portare avanti nella proposta di legge sulla Brexit.

    Il supporto di Corbyn nei confronti di un’unione doganale intorbidisce le acque per May dal momento che potrebbe portare ad una maggioranza parlamentare a favore di un emendamento alla proposta sulla Brexit che preveda una clausola sull’unione doganale.

    L’emendamento, proposto dal membro del partito Conservatore Stephen Hammond, ha ricevuto un supporto transpartitico e potrebbe rappresentare la prossima spina nel fianco per May, che ha perso la sua maggioranza nelle elezioni del giugno 2017.

    L’emendamento afferma: “Sarà obiettivo di una autorità appropriata adottare tutte le misure necessarie per implementare un accordo commerciale internazionale che consenta al Regno Unito di partecipare, in seguito all’uscita, ad un’unione doganale con l’UE”.

    Il voto della Camera dei Comuni sull’emendamento è in programma per la prossima settimana, anche se il governo ha annunciato questo venerdì che sarà rinviato.

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  • Il dollaro riduce i guadagni ma resta supportato

    febbraio 23, 2018, 01:17

    Investing.com - Il dollaro riduce i guadagni contro le altre principali valute questo venerdì, ma le aspettative di molti aumenti dei tassi di interesse USA quest’anno continuano a supportare la domanda del biglietto verde.

    Il biglietto verde resta supportato dopo i verbali del vertice di politica monetaria della Federal Reserve di gennaio in cui si legge che i funzionari della banca centrale considerano il miglioramento della crescita economica e l’aumento dell’inflazione una ragione per continuare ad alzare i tassi di interesse in modo graduale.

    Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Fed e quella delle altre banche centrali.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,18% a 89,82 alle 08:13 ET (12:13 GMT), dopo aver toccato il massimo di una settimana e mezzo di 90,17 ieri.

    L’euro rimane in calo, con la coppia EUR/USD giù dello 0,26% a 1,2298, mentre il cambio GBP/USD sale dello 0,23% a 1,3986.

    I dati ufficiali di questa mattina mostrano che l’inflazione dei prezzi al consumo nella zona euro è salita dell’1,3% su base annua a gennaio, in linea con le previsioni.

    Su base mensile, i prezzi al consumo sono scesi dello 0,9% il mese scorso, come previsto.

    Lo yen è stabile, con la coppia USD/JPY a 106,74, mentre il cambio USD/CHF sale dello 0,31% a 0,9355.

    Il dollaro australiano e quello neozelandese scendono, con la coppia AUD/USD giù dello 0,28% a 0,7823 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,69% a 0,7291.

    Intanto, la coppia USD/CAD resta stabile a 1,2696.

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  • Le cinque cose da seguire sui mercati questo venerdì

    febbraio 23, 2018, 10:51

    Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo venerdì 23 febbraio:

    1. Borse globali miste, i trader assimilano i verbali della Fed

    I mercati azionari globali hanno in parte recuperato le perdite segnate dopo i verbali del vertice di gennaio della Federal Reserve che hanno alimentato le di aumenti più veloci dei tassi di interesse USA, incoraggiando la propensione al rischio in tutto il mondo.

    I mercati asiatici hanno chiuso al rialzo, con l’indice Hang Seng di Hong Kong ed il nipponico Nikkei 225 su rispettivamente dello 0,93% e dello 0,62%, mentre in Cina l’indice blue-chip Shanghai sale dello 0,63%.

    In Europa, le borse sono al ribasso negli scambi della tarda mattinata. L’indice Stoxx Europe 600, la maggiore misura dei prezzi dei titoli della regione, sale dello 0,3%.

    Intanto, i future USA indicano un’apertura positiva per Wall Street. I future Dow salgono di 57 punti, o dello 0,2%, mentre i future S&P 500 vanno su di 2 punti, o dello 0,9%. I future Nasdaq 100 sono in salita di 10 punti, o dello 0,1%.

    Le borse statunitensi hanno chiuso miste mercoledì, con l’indice Dow che ha visto la quarta seduta consecutiva in rosso.

    2. Dollaro e rendimento dei Buoni del Tesoro in calo ma supportati

    Il dollaro resta vicino al massimo di una settimana e mezzo segnato nella seduta precedente contro il paniere delle altre principali valute, spinto dalle speculazioni che la Fed possa alzare i tassi di interesse più velocemente del previsto.

    L’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,13% a 89,78 alle 05:45 ET (09:45 GMT), poco meno del massimo di una settimana e mezzo di 90,17 di ieri.

    Intanto, il rendimento dei bond USA a 10 anni si attesta al 2,899%, poco al di sotto del massimo di quattro anni di mercoledì del 2,957% e non lontano dal 3%, l’enorme soglia psicologica importante sia per i tori che per gli orsi.

    Il Presidente della Fed di St. Louis James Bullard ha cercato di ridurre le aspettative di quattro aumenti dei tassi nel 2018, anziché i tre previsti. Ieri ha dichiarato che i policymaker dovranno fare attenzione a non alzare i tassi troppo velocemente poiché ciò potrebbe far rallentare l’economia.

    3. Prezzo del greggio misto dopo il report settimanale dell’EIA sulle scorte positivo

    Il prezzo si è inizialmente rafforzato quando ieri la U.S. Energy Information Administration ha reso noto che le scorte di greggio sono scese di 1,6 milioni di barili nella settimana terminata il 16 febbraio, contro le aspettative di una aumento di circa 1,8 milioni di barili.

    Il report segue di un giorno i dati dell’American Petroleum Institute da cui è emerso un calo delle scorte pari a circa 0,9 milioni di barili.

    I report sono stati pubblicati con un giorno di ritardo per via della festa del Giorno del Presidente, celebrata lunedì negli Stati Uniti.

    Il contratto del greggio West Texas Intermediate con consegna ad aprile scende di 6 centesimi, o dello 0,57%, a 62,41 dollari al barile alle 06:00 ET (10:00 GMT), poco meno del massimo di oltre due settimane di 63,09 dollari registrato ieri.

    Intanto, il greggio Brent con consegna ad aprile sull’ICE Futures Exchange di Londra va giù di 45 centesimi, o dello 0,68%, a 65,94 dollari al barile, dopo aver segnato il massimo di oltre due settimane di 66,56 dollari ieri.

    4. Il Bitcoin oscilla vicino ai 10.000 dollari

    Il prezzo delle principali criptovalute è misto, ma il Bitcoin resta in rosso per il terzo giorno consecutivo.

    Il prezzo della principale valuta digitale per capitalizzazione di mercato (il Bitcoin), crolla del 2% a 10.034 dollari, dopo aver toccato il minimo della notte di 9.583 dollari. In seguito al raddoppio del prezzo dal minimo del 6 febbraio di 6.000 dollari, i trader hanno iniziato ad abbandonare alcuni dei possedimenti, secondo gli operatori dei mercati.

    Le altre principali criptovalute sono miste, con l’Ethereum, la seconda più importante valuta digitale al mondo per capitalizzazione di mercato, che schizza del 4% a 858,72 dollari, staccandosi dal minimo di una settimana di 787,00 dollari della notte.

    La terza principale criptovaluta, il Ripple, sale dello 0,50% a 0,94511 dollari. È crollato di oltre il 60% finora quest’anno, diventando una delle valute digitali con la performance peggiore nel 2018.

    5. Dati finali sull’inflazione nella zona euro

    I dati ufficiali di questa mattina mostrano che l’inflazione dei prezzi al consumo nella zona euro è salita dell’1,3% su base annua a gennaio, in linea con le previsioni.

    Su base mensile, i prezzi al consumo sono scesi dello 0,9% il mese scorso, come previsto.

    L’euro scende contro il dollaro dopo la notizia, con il cambio EUR/USD giù dello 0,15% a 1,2311.

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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Europea

    febbraio 23, 2018, 10:30

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.330,90 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,14% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.322,90 dollari e la resistenza a 1.354,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,12% per essere scambiato a 89,77 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,37% per essere scambiato a 16,525 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,13% per essere scambiato a 3,205 dollari per libbra.
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  • L’indice del dollaro continua a salire per l’ottimismo negli USA

    febbraio 23, 2018, 10:02

    Investing.com - Il dollaro continua a salire contro le altre principali valute questo venerdì, dopo i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve e i dati positivi di ieri che hanno alimentato l’ottimismo per la forza dell’economia statunitense.

    Il biglietto verde è stato spinto quando ieri il Dipartimento per il Lavoro USA ha riportato che le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 7.000 unità a 222.000 la scorsa settimana, contro le aspettative di un dato pari a 230.000 unità.

    I dati seguono i verbali del vertice di politica monetaria della Fed di gennaio in cui si legge che i funzionari della banca centrale considerano il miglioramento della crescita economica e l’aumento dell’inflazione una ragione per continuare ad alzare i tassi di interesse in modo graduale.

    Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Fed e quella delle altre banche centrali.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,13% a 89,78 alle 05:00 ET (09:00 GMT), dopo aver toccato il massimo di una settimana e mezzo di 90,17 ieri.

    L’euro e la sterlina sono in calo, con la coppia EUR/USD giù dello 0,15% a 1,2310, mentre il cambio GBP/USD sale dello 0,16% a 1,3974.

    I dati ufficiali di questa mattina mostrano che l’inflazione dei prezzi al consumo nella zona euro è salita dell’1,3% su base annua a gennaio, in linea con le previsioni.

    Su base mensile, i prezzi al consumo sono scesi dello 0,9% il mese scorso, come previsto.

    Lo yen e il franco svizzero scendono, con la coppia USD/JPY su dello 0,12% a 106,88 e il cambio USD/CHF in salita dello 0,16% a 0,9339.

    Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in calo, con la coppia AUD/USD giù dello 0,28% a 0,7823 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,52% a 0,7303.

    Intanto, il cambio USD/CAD è stabile a 1,2711.

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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

    febbraio 23, 2018, 09:00

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Marzo sono scambiati a 2,574 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 2,28% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,562 dollari e la resistenza a 2,680 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,09% per essere scambiato a 89,74 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Aprile, é salito di 0,18% per essere scambiato a 62,66 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,38% per essere scambiato a 1,9452 dollari per gallone.
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  • La coppia EUR/USD giù durante la sessione Asiatica

    febbraio 23, 2018, 05:55

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2305, giù di 0,20% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2260, il piú basso di giovedì, e resistenza a 1,2435, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,17% per toccare 0,8823 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,01% per toccare 131,61.
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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

    febbraio 23, 2018, 05:25

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Venerdì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.328,80 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,29% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.322,90 dollari e la resistenza a 1.354,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,22% per essere scambiato a 89,86 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,31% per essere scambiato a 16,535 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,59% per essere scambiato a 3,216 dollari per libbra.
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  • La coppia AUD/USD giù durante la sessione Asiatica

    febbraio 23, 2018, 02:30

    Il valore del Dollaro Australiano é stato più basso rispetto al Dollaro Americano venerdì.

    La coppia AUD/USD é scambiata a 0,7832, giù di 0,17% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7791, il piú basso di giovedì, e resistenza a 0,7936, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Australiano é stato giù rispetto all'Euro e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/AUD che guadagna 0,06% per toccare 1,5726 e la coppia AUD/JPY che scende di 0,05% per toccare 83,72.
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  • La coppia NZD/USD giù durante la sessione Asiatica

    febbraio 22, 2018, 11:45

    Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia NZD/USD é scambiata a 0,7331, giù di 0,16% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,7308, il piú basso di oggi, e resistenza a 0,7411, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato giù rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che guadagna 0,08% per toccare 1,0695 e la coppia EUR/NZD che sale di 0,12% per toccare 1,6816.
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  • La coppia EUR/USD su alla fine della sessione U.S.A.

    febbraio 22, 2018, 09:55

    Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2331, su di 0,39% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2260, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2435, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,10% per toccare 0,8835 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,57% per toccare 131,64.
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  • La coppia EUR/USD su verso la fine della sessione U.S.A.

    febbraio 22, 2018, 08:50

    Il valore dell'Euro é stato più alto rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2327, su di 0,36% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2260, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2435, la piú alta di lunedì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,11% per toccare 0,8836 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,65% per toccare 131,53.
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  • Bitcoin di nuovo sotto i 10.000 dollari, la ripresa si smorza

    febbraio 22, 2018, 01:03

    Investing.com - Il prezzo del Bitcoin, la valuta digitale, torna sotto l’importante soglia psicologica di 10.000 dollari questo giovedì, con la ripresa dal forte selloff di inizio mese che inizia a perdere lo slancio.

    Sul Bitfinex, il Bitcoin si attesta a 9.883 dollari alle 07:58 ET (12:58 GMT) con un crollo del 10% sulla giornata.

    Il prezzo è sceso dopo aver toccato il massimo di 11.776 dollari martedì, il massimo dal 29 gennaio.

    Il prezzo del Bitcoin è gradualmente salito dopo essere crollato al minimo di oltre due mesi il 6 febbraio durante il forte selloff scatenato dai timori per un giro di vite normativo, per una possibile manipolazione dei prezzi sul mercato e per l’attacco hacker sulla piazza di criptovalute Coincheck durante il quale sono stati rubati oltre 500 milioni di dollari.

    L’apprensione per un forte inasprimento normativo si è ridimensionata quando l’ente regolatore del mercato sudcoreano all’inizio della settimana ha reso noto che le autorità potrebbero adottare un approccio meno severo nei confronti del settore delle criptovalute.

    È stata una bella notizia per gli investitori, dopo che il ministro per la giustizia del paese aveva annunciato a gennaio che il governo stava pensando di chiudere le piazze locali di criptovalute, portando lo scompiglio sui mercati.

    La Corea del Sud è diventata un hub per gli scambi di criptovalute.

    Le altre principali criptovalute sono in calo, con l’Ethereum, la seconda più importante valuta digitale al mondo per capitalizzazione di mercato, che crolla del 9,6% a 800 dollari.

    La terza principale criptovaluta, il Ripple, crolla dell’11,6% a 0,90 dollari.

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  • Exor a -2% dopo conti della controllata Partner Re. Male Fiat e Ferrari

    febbraio 22, 2018, 01:36

    Investing.com - Giornata negativa per i titoli della galassa Agnelli, in linea con Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede quasi l’1% dopo i verbali della Fed.

    Tra i peggiori del principale indice della borsa di Milano troviamo Exor (MI:EXOR) che cede il 2,19% dopo la presentazione dei conti di uno dei suoi principali assi, Partner Re. La società ha chiuso il quarto trimestre 2017 con un utile netto di 72 milioni di dollari, mentre le previsioni arrivavano fino ai 220-300 milioni, deludendo così il mercato.

    Questi dati hanno portato Equita ad alzare leggermente la valutazione di Partner Re di un 1%, confermando la valutazione intorno a 1 volta il book value del capitale ordinario.

    L’aggiornamento degli asset quotati di Exor, ha spinto gli analisti della stessa Equita ad aumentare dell’11% il target price fino a 69 euro.

    Stessa decisione per Kepler cheuvreux che ha ritoccato il prezzo obbiettivo allo stesso livello di Equita, rispetto al precedente 68,3 euro, e mantenuto la raccomandazione buy.

    Più cauti gli analisti di Banca Imi che hanno lasciato invariato il giudizio su Exor, evidenziando come “nonostante le perdite di 120 milioni di dollari relative agli incendi in California nel quarto trimestre, l’utile netto rettificato di Partner Re è in linea con il range previsto di 220-300 milioni di dollari annunciato dal managmente all’Investor Day del 5 ottobre”.

    Tra gli altri titoli della storica famiglia di Torino, troviamo la Juventus (MI:JUVE) che cede il 2,48%, ancora in difficoltà dopo il pareggio in champions league con il Tottenham che mette a rischio la qualificazione. Male anche Ferrari (MI:RACE) (-2,09%), Fiat (MI:FCHA) (-1,69%) e CNH Industrial (MI:CNHI) (-1,25%).

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  • Il dollaro si stacca ma resta supportato dalle aspettative di un aumento dei tassi

    febbraio 22, 2018, 10:15

    Investing.com - Il dollaro si stacca ma resta vicino al massimo di una settimana e mezzo contro le altre principali valute questo giovedì, dopo i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve che hanno alimentato le aspettative per i prossimi aumenti dei tassi USA.

    Nei verbali del vertice di politica monetaria della Fed di gennaio, pubblicati ieri, si legge che i funzionari della banca centrale considerano il miglioramento della crescita economica e l’aumento dell’inflazione una ragione per continuare ad alzare i tassi di interesse in modo graduale.

    La notizia supporta il biglietto verde, nonostante le preoccupazioni per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

    Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Fed e quella delle altre banche centrali.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,08% a 89,96 alle 05:15 ET (09:15 GMT) poco meno del massimo di una settimana e mezzo di 90,17 registrato nella notte.

    L’euro è in salita, con la coppia EUR/USD su dello 0,09% a 1,2295, mentre il cambio GBP/USD è in calo dello 0,20% a 1,3890.

    La sterlina è andata sotto pressione dopo i dati ufficiali che hanno rivelato che la crescita economica annua britannica è stata rivista al ribasso relativamente al quarto trimestre.

    Nella zona euro, i dati di stamane mostrano che la fiducia delle imprese tedesche è peggiorata a febbraio.

    Lo yen e il franco svizzero salgono, con la coppia USD/JPY giù dello 0,42% a 107,31 e il cambio USD/CHF in calo dello 0,12% a 0,9378.

    Il dollaro australiano e quello neozelandese sono in salita, con la coppia AUD/USD su dello 0,19% a 0,7819 ed il cambio NZD/USD che sale dello 0,15% a 0,7330.

    Intanto, il cambio USD/CAD scende dello 0,16% a 1,2683.

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  • Prezzo del greggio in calo, il dollaro si rafforza

    febbraio 22, 2018, 08:20

    Investing.com - Il prezzo del greggio scende questo giovedì, nonostante i dati positivi sulle scorte USA della seduta precedente, dal momento che i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve hanno spinto il dollaro.

    Il contratto del greggio West Texas Intermediate con consegna ad aprile crolla di 63 centesimi, o dell’1,02%, a 61,05 dollari al barile alle 03:20 ET (07:20 GMT), il minimo dal 15 febbraio.

    Intanto, il greggio Brent con consegna ad aprile sull’ICE Futures Exchange di Londra va giù di 55 centesimi, o dello 0,84%, a 64,87 dollari al barile.

    Nei verbali del vertice di politica monetaria della Fed di gennaio, pubblicati ieri, si legge che i funzionari della banca centrale considerano il miglioramento della crescita economica e l’aumento dell’inflazione una ragione per continuare ad alzare i tassi di interesse in modo graduale.

    La notizia supporta il biglietto verde, nonostante le preoccupazioni per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è pressoché invariato al massimo di una settimana e mezzo di 90,09.

    Un dollaro forte spesso pesa sul prezzo delle materie prime valutate in dollari.

    I trader sembrano aver fatto passare in secondo piano i dati di ieri dell’American Petroleum Institute, secondo cui le scorte statunitensi sono diminuite di 907.000 barili nella settimana terminata il 16 febbraio, rispetto all’aumento di 1,3 milioni di barili previsto.

    Gli operatori dei mercati attendono i dati ufficiali della U.S. Energy Information Administration, nel corso della giornata.

    I report vengono pubblicati con un giorno di ritardo per via della festa del Giorno del Presidente, celebrata lunedì negli Stati Uniti.

    Tuttavia, i timori che l’aumento della produzione USA possano vanificare gli sforzi compiuti dall’OPEC per ridurre le scorte in esubero hanno sistematicamente limitato i rialzi del prezzo di recente.

    L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC), insieme ad alcuni paesi non-OPEC con a capo la Russia, a dicembre ha deciso di proseguire con i tagli alla produzione di greggio fino alla fine del 2018.

    L’accordo per tagliare la produzione di 1,8 milioni di barili al giorno è stato siglato lo scorso inverno dall’OPEC, dalla Russia e da altri nove produttori. Il patto sarebbe dovuto scadere nel marzo 2018 ed era già stato prorogato.

    Intanto, i future della benzina scendono dello 0,31% a 1,746 dollari al gallone, mentre i future del gas naturale vanno giù dello 0,26% a 2,652 dollari per milione di BTU.

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  • Dollaro al massimo di una settimana e mezzo dopo i verbali del vertice della Fed

    febbraio 22, 2018, 08:02

    Investing.com - Il dollaro è scambiato al massimo di una settimana e mezzo contro il paniere delle valute questo giovedì, sulla scia dei rialzi della notte segnati dopo i verbali del vertice di gennaio della Federal Reserve che hanno alimentato le aspettative di aumenti più veloci dei tassi di interesse USA.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, si attesta a 90,11 alle 03:01 ET (08:01 GMT) dopo aver toccato il massimo di 90,17, il massimo dal 12 febbraio.

    L’indice registra ora un rimbalzo del 2% dopo essere sceso al minimo di tre anni di 88,15 la scorsa settimana.

    Dai verbali del vertice di politica monetaria del 30 e 31 gennaio della Fed, è emerso che la crescente fiducia dei policymaker nell’economia statunitense supporta la loro intenzione di continuare ad alzare i tassi di interesse a breve termine già il mese prossimo.

    “La maggior parte dei partecipanti ha notato che delle prospettive migliori sulla crescita economica fanno salire le probabilità che sia appropriata una politica monetaria gradualmente più inasprita”, si legge.

    L’euro si attesta al minimo dal 12 febbraio, contro il dollaro, con la coppia EUR/USD a 1,2276 dopo aver chiuso la seduta precedente in calo dello 0,46%.

    Il dollaro scende però contro lo yen, con la coppia USD/JPY giù dello 0,29% a 107,45.

    La richiesta dello yen come valuta rifugio è stata alimentata dalle aspettative di un inasprimento monetario più veloce da parte della Fed che hanno pesato sui titoli azionari e sulla propensione al rischio.

    Gli investitori tendono a preferire lo yen nei periodi di turbolenza sui mercati poiché la valuta è appoggiata dal surplus del conto corrente nipponico, che le offre una maggiore resilienza rispetto alle valute dei paesi in deficit.

    L’euro scende anche contro lo yen, con la coppia EUR/JPY giù dello 0,37% a 131,89.

    La sterlina si indebolisce contro il dollaro e il cambio GBP/USD va giù dello 0,24% al minimo di una settimana di 1,3884.

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  • Prezzo dell’oro al minimo di una settimana e mezzo dopo i verbali della Fed

    febbraio 22, 2018, 07:03

    Investing.com - Il prezzo dell’oro scende al minimo di una settimana e mezzo questo giovedì, sulla scia dei verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve da cui è emersa la necessità di ulteriori aumenti dei tassi di interesse, spingendo il dollaro.

    Sul Comex, i future dell’oro scendono dello 0,62% a 1.323,7 dollari l’oncia troy alle 02:00 ET (06:00 GMT), il minimo dal 14 febbraio.

    Nei verbali del vertice di politica monetaria della Fed di gennaio, pubblicati ieri, si legge che i funzionari della banca centrale considerano il miglioramento della crescita economica e l’aumento dell’inflazione una ragione per continuare ad alzare i tassi di interesse in modo graduale.

    La notizia supporta il biglietto verde, nonostante le preoccupazioni per il deficit degli Stati Uniti, che dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

    L’oro risente dell’andamento dei tassi USA e del dollaro. Un dollaro forte rende l’oro più costoso per i titolari di altre valute, mentre l’aumento dei tassi USA fa salire il costo degli investimenti senza rendimento come i lingotti.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,13% a 90,14, il massimo dal 12 febbraio.

    Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Fed e quella delle altre banche centrali.

    Sempre sul Comex, i future dell’argento crollano dell’1,34% a 16,39 dollari l’oncia troy.

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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

    febbraio 22, 2018, 04:05

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Giovedì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.326,10 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,45% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.324,50 dollari e la resistenza a 1.354,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,01% per essere scambiato a 90,02 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,19% per essere scambiato a 16,420 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,06% per essere scambiato a 3,167 dollari per libbra.
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  • La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

    febbraio 21, 2018, 09:55

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano mercoledì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2286, giù di 0,41% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2281, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2557, la piú alta di venerdì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato su rispetto alla Sterlina Inglese e giù rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che guadagna 0,11% per toccare 0,8826 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,04% per toccare 132,37.
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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

    febbraio 21, 2018, 07:25

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Aprile sono scambiati a 61,64 dollari americani per barile, valore che sale di 0,24% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 60,88 dollari e la resistenza a 62,74 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,12% per essere scambiato a 89,53 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Aprile, é salito di 0,23% per essere scambiato a 65,40 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 3,76 dollari per barile.
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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

    febbraio 21, 2018, 06:45

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.331,70 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,04% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.327,40 dollari e la resistenza a 1.364,40 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,17% per essere scambiato a 89,79 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,83% per essere scambiato a 16,575 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,80% per essere scambiato a 3,216 dollari per libbra.
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  • Il dollaro oscilla al massimo di una settimana, attesi verbali Fed

    febbraio 21, 2018, 10:14

    Investing.com - Il dollaro oscilla vicino al massimo di una settimana contro le altre principali valute questo mercoledì, gli investitori sono in attesa dei verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve.

    Il biglietto verde rimane supportato contro le altre principali valute nonostante i timori per il deficit USA. Il deficit degli Stati Uniti dovrebbe schizzare a quasi mille miliardi di dollari nel 2019 in seguito all’annuncio della spesa per le infrastrutture e dei grossi sgravi fiscali per le aziende.

    Sul dollaro di recente pesano le prospettive di un inasprimento più veloce della politica monetaria al di fuori degli Stati Uniti, evento che ridurrebbe le differenze tra la politica monetaria della Fed e quella delle altre banche centrali.

    I trader attendono i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve, previsti per domani, per avere indicazioni sui futuri aumenti dei tassi.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,10% a 89,74 alle 05:15 ET (09:15 GMT), il massimo dal 14 febbraio.

    Invariato l’euro, con la coppia EUR/USD a 1,2328, mentre il cambio GBP/USD scende dello 0,34% a 1,3948.

    I dati di questa mattina mostrano che l’attività del settore privato nella zona euro è rallentata ma è rimasta solida a febbraio.

    Nel Regno Unito, invece, il tasso di disoccupazione è salito dal minimo di oltre quattro decenni a dicembre, mentre l’indice sui compensi medi è aumentato in linea con le previsioni.

    Lo yen scende, con il cambio USD/JPY su dello 0,19% a 107,52 e la coppia USD/CHF è stabile a 0,9370.

    Il dollaro australiano è debole, con la coppia AUD/USD in calo dello 0,38% a 0,7853, mentre il cambio NZD/USD è pressoché invariato a 0,7343.

    Intanto, la coppia USD/CAD sale dello 0,11% a 1,2662.

    Leggi tutto
  • Sterlina al minimo giornaliero, sale la disoccupazione in G.B.

    febbraio 21, 2018, 10:04

    Investing.com - La sterlina scende al minimo giornaliero questo mercoledì, dopo l’ultimo report sull’occupazione britannica da cui è emerso che il tasso di disoccupazione è salito, pesando sulle aspettative di un aumento dei tassi, nonostante la ripresa della crescita dei compensi.

    Il cambio GBP/USD scende dello 0,36% a 1,3943 alle 04:53 ET (09:53 GMT) da circa 1,3965 segnato prima.

    La sterlina si è indebolita quando l’Ufficio Nazionale di Statistica britannico ha riportato che il tasso di disoccupazione del paese è salito al 4,4% nel trimestre terminato a dicembre, dal minimo di quattro decenni del 4,3%. Si tratta del primo incremento del tasso di disoccupazione in quasi due anni.

    Il numero dei disoccupati è salito di 46.000 unità a 1,47 milioni.

    Nel report si legge inoltre che il numero degli occupati è salito di 88.000 unità nel trimestre terminato a dicembre a 32,147 milioni.

    Il report mostra che la crescita dei compensi ha visto una ripresa, ma i guadagni continuano a restare indietro rispetto all’inflazione, che al momento segna un tasso annuo del 3%.

    I compensi medi sono aumentati al tasso annuo del 2,5% nel trimestre terminato a dicembre, secondo l’ONS, in salita dal 2,3% del mese prima.

    La media dei compensi, compresi i bonus, è salita del 2,5% nello stesso periodo, invariata rispetto al mese precedente.

    L’aumento del tasso di disoccupazione riduce le aspettative di un aumento dei tassi da parte della BoE nei prossimi mesi, nonostante i dati positivi sui compensi.

    L’euro segna il massimo giornaliero contro la sterlina dopo il report, con la coppia EUR/GBP a 0,8832 da 0,8825 segnato prima.

    Nella zona euro, i dati di questa mattina indicano che l’attività del settore privato è rallentata ma è rimasta solida a febbraio.

    L’indice composito sulla produzione, che tiene conto della produzione combinata del settore manifatturiero e di quello dei servizi, è sceso a 57,5 da 58,8, contro le previsioni di una lettura pari a 58,5. Si tratta del tasso più lento da novembre ma è comunque positivo.

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  • Dollaro al massimo di una settimana in attesa dei verbali della Fed

    febbraio 21, 2018, 08:24

    Investing.com - Il dollaro sale al massimo di una settimana contro il paniere delle valute questo mercoledì, gli investitori attendono i verbali dell’ultimo vertice di politica monetaria della Federal Reserve per avere indicazioni sul ritmo degli aumenti dei tassi di interesse.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,12% a 89,75 alle 03:24 ET (08:24 GMT).

    L’indice è salito dopo essere crollato al minimo di 88,15 venerdì, il minimo dal dicembre 2014.

    La Fed pubblicherà i verbali del vertice di gennaio nel corso della giornata e un tono più interventista potrebbe alimentare le aspettative di un inasprimento monetario più veloce quest’anno e spingere il dollaro.

    Il dollaro si è indebolito negli ultimi mesi poiché le aspettative di un aumento più veloce dei tassi di interesse da parte della Fed sono passate in secondo piano per via di una serie di timori.

    Sulla valuta influisce infatti la preoccupazione che i grossi sgravi fiscali per le aziende e l’aumento delle spese governative possano avere un impatto negativo sul deficit fiscale statunitense, che dovrebbe gonfiarsi fino a mille miliardi di dollari nel 2019.

    I tagli alle tasse ed i piani di spesa potrebbero essere un’arma a doppio taglio, surriscaldando un’economia già forte e causando un aumento indesiderato dell’inflazione.

    Le aspettative di un inasprimento monetario più veloce al di fuori degli Stati Uniti, che farebbe diminuire la differenza tra la politica monetaria della Fed e quella adottata dalle altre banche centrali, hanno ridotto l’appeal del rendimento relativo al dollaro.

    Il dollaro sale contro lo yen, con la coppia USD/JPY su dello 0,31% a 107,03, staccandosi dal minimo di 15 mesi di venerdì di 105,55.

    L’euro scende, con la coppia EUR/USD giù dello 0,15% a 1,2319, staccandosi dal massimo di tre anni di venerdì di 1,2554.

    Nella zona euro, i dati hanno rivelato che la crescita del settore privato francese è rallentata, ma è rimasta solida a febbraio.

    Anche la sterlina scende, con la coppia GBP/USD giù dello 0,17% a 1,3972 in vista dell’ultimo report sull’occupazione britannica nel corso della giornata.

    I trader attendono i dati sulla crescita dei compensi che potrebbero alimentare le aspettative di un aumento dei tassi da parte della Banca d’Inghilterra a maggio.

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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

    febbraio 21, 2018, 04:05

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Aprile sono scambiati a 1.328,70 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,19% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.327,70 dollari e la resistenza a 1.364,40 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,10% per essere scambiato a 89,73 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,47% per essere scambiato a 16,360 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,25% per essere scambiato a 3,178 dollari per libbra.
    Leggi tutto
  • La coppia EUR/USD giù alla fine della sessione U.S.A.

    febbraio 20, 2018, 09:55

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano martedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,2337, giù di 0,56% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,2321, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,2557, la piú alta di venerdì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e su rispetto allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,53% per toccare 0,8814 e la coppia EUR/JPY che sale di 0,11% per toccare 132,40.
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  • I futures del Gas Naturale in rialzo durante la sessione U.S.A.

    febbraio 20, 2018, 06:10

    I futures del Gas Naturale sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Marzo sono scambiati a 2,628 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che sale di 2,74% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,530 dollari e la resistenza a 2,660 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,57% per essere scambiato a 89,59 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Aprile, é sceso di 0,70% per essere scambiato a 61,98 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Marzo, é sceso di 1,19% per essere scambiato a 1,9331 dollari per gallone.
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