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AGGIORNAMENTI NOTIZIE FINANZIARIE     

  • Sterlina giù, le vendite al dettaglio britanniche scendono a dicembre

    gennaio 18, 2019, 09:50

    Investing.com - La sterlina è in calo questo venerdì, l’incertezza per la Brexit continua a mettere sotto pressione l’economia.

    Le vendite al dettaglio britanniche sono scese per la prima volta da marzo, segnale che i consumatori stanno diventando sempre più cauti man mano che si avvicina la Brexit.

    Il cambio GBP/USD scende dello 0,34% a 1,2938 alle 4:48 ET (9:48 GMT) mentre la coppia EUR/GBP sale dello 0,40% a 0,8805.

    L’accordo sulla Brexit del Primo Ministro Theresa May è stato bocciato in Parlamento martedì ma lei è riuscita ad ottenere la fiducia, il che ha contribuito a ridimensionare l’incertezza politica. Per gli analisti, gli eventi di questa settimana hanno ridotto il rischio che il paese non riesca a stringere un accordo con l’Unione Europea prima di uscire dal blocco il 29 marzo. Ciò ha spinto la sterlina di oltre il 2,6% contro il dollaro dal 2 gennaio.

    Il biglietto verde è pressoché invariato mentre gli investitori attendono ulteriori progressi nelle trattative commerciali USA-Cina.

    La notizia del Wall Street Journal secondo cui il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin sarebbe a favore di un allentamento dei dazi sui prodotti cinesi ha spinto i titoli azionari USA e il dollaro, malgrado il Dipartimento del Tesoro abbia poi smentito queste voci.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, sale dello 0,07% a 95,782.

    Lo yen, di solito scelto dagli investitori come rifugio nei periodi di difficoltà dell’economia o dei mercati, sale contro il dollaro, con la coppia USD/JPY su dello 0,32% a 109,56.

    Intanto, l’euro è stabile a 1,1392.

    Il dollaro australiano e quello neozelandese, legati al rischio, sono in calo, con la coppia AUD/USD giù dello 0,13% a 0,7179 ed il cambio NZD/USD che scende dello 0,16% a 0,6750.

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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione Europea

    gennaio 18, 2019, 09:00

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Febbraio sono scambiati a 3,333 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 2,34% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 3,281 dollari e la resistenza a 3,722 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,05% per essere scambiato a 95,760 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Febbraio, é salito di 0,88% per essere scambiato a 52,53 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Febbraio, é salito di 0,36% per essere scambiato a 1,8910 dollari per gallone.
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  • Telecom affonda a -8% dopo indicazioni sull’esercizio 2018

    gennaio 18, 2019, 08:45

    Investing.com - Apertura di seduta drammatica per Telecom Italia (MI:TLIT) che cede oltre l’8% per poi essere sospesa per eccesso di ribasso. Il titolo TIM rientra in contrattazione a 0,481 euro per azione, ai minimi dal gennaio 2014.

    Le vendite sono attirate dalle indicazioni arrivate ieri sera dal managment relativamente ai risultati preliminari gestionali per l’esercizio 2018.

    In particolare, il board ha comunicato un EBITDA organico della Business Unit Domestic stimato in diminuzione a “mid single digit” di circa il 5%, rispetto al precedente anno. le stime parlando di un EBITDA organico intorno a 8,1 miliardi di euro.

    L’indebitamento finanziario netto consolidato rettificato è previsto intorno ai 25,2 miliardi di euro, a seguito del pagamento di 513 milioni di euro, mentre è confermato l’andamento dei ricavi organici di gruppo.

    Il Budget 2019 preliminare

    Il Consiglio di Amministrazione stima per il 2019 una Business Unit Domestic che sconta le dinamiche competitive che hanno impatatto l’anno 2018, prevedendo che potrebbero ripetersi per l’anno in corso.

    Il piano 2019-2021 sarà presentato nel corso dell’approvazione del Consiglio di Amministrazione il prossimo 21 febbraio, congiuntamente ai risultati definitivi del bilancio 2018.

    Le decisioni di Equita

    Come conseguenze degli annunci del cda, Equita ha ridotto le previsioni sull'ebitda per il 2019-202 del 4-5% e abbassato il target price delle azioni del 14%.

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  • Prezzo dell’oro in calo nella speranza per i commerci USA-Cina

    gennaio 18, 2019, 06:55

    Investing.com - Il prezzo dell’oro scende negli scambi asiatici di questo venerdì, in seguito alla notizia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pensando di allentare i dazi sui prodotti cinesi, notizia che ha incoraggiato la propensione al rischio pesando sulla domanda di investimenti rifugio.

    L’aumento delle speranze di poter evitare una “hard Brexit” ha contribuito a rappresentare un ulteriore ostacolo per il metallo prezioso.

    I future dell’oro con consegna a dicembre sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange scendono dello 0,1%, a 1.291,65 dollari l’oncia troy alle 1:50 ET (06:50 GMT).

    Ieri, il Wall Street Journal ha riportato che il Segretario al Tesoro USA Steven Mnuchin avrebbe proposto una riduzione dei dazi sulle importazioni cinesi. Secondo la notizia, che cita fonti vicine alla vicenda, Mnuchin avrebbe incontrato opposizione da parte del Rappresentante per il Commercio Robert Lighthizer, preoccupato che la mossa venga intesa come un segno di debolezza.

    La notizia ha fatto schizzare le borse globali, mentre l’oro, tradizionale asset rifugio, è sceso anche dopo che il Dipartimento del Tesoro ha smentito le voci.

    Gli Stati Uniti alzeranno i dazi su altri 200 miliardi di dollari di importazioni cinesi a marzo, a meno che i due paesi non risolvano gli attriti sul commercio. Il recente stallo ha supportato l’oro, considerato un rifugio nei periodi di tensione geopolitica.

    Intanto, il Primo Ministro britannico Theresa May mercoledì è riuscita ad ottenere la fiducia alimentando le speranze che il rischio che il paese esca dall’Unione Europea senza accordo sia diminuito.

    Il giorno prima il suo piano sulla Brexit era stato bocciato dal Parlamento britannico, una sconfitta storica. Il voto parlamentare sul “Piano B” di May sulla Brexit si terrà il 29 gennaio.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, è invariato a 95,715.

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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione Asiatica

    gennaio 18, 2019, 03:00

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Febbraio sono scambiati a 52,60 dollari americani per barile, valore che sale di 1,02% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 50,38 dollari e la resistenza a 52,77 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,01% per essere scambiato a 95,722 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Marzo, é salito di 0,80% per essere scambiato a 61,66 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 9,06 dollari per barile.
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  • La coppia USD/JPY su durante la sessione Asiatica

    gennaio 18, 2019, 12:25

    Il valore del Dollaro Americano é stato più alto rispetto allo Yen Giapponese venerdì.

    La coppia USD/JPY é scambiata a 109,28, su di 0,05% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 107,97, il piú basso di lunedì, e resistenza a 109,39, la piú alta di giovedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Americano é stato su rispetto all'Euro e alla Sterlina Inglese, con la coppia EUR/USD che perde 0,04% per toccare 1,1390 e la coppia GBP/USD che scende di 0,08% per toccare 1,2973.
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  • La coppia NZD/USD giù durante la sessione Asiatica

    gennaio 17, 2019, 11:45

    Il valore del Dollaro Neozelandese é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia NZD/USD é scambiata a 0,6759, giù di 0,04% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 0,6729, il piú basso di oggi, e resistenza a 0,6850, la piú alta di martedì.

    Nel frattempo il valore del Dollaro Neozelandese é stato giù rispetto al Dollaro Australiano e all'Euro, con la coppia AUD/NZD che guadagna 0,08% per toccare 1,0637 e la coppia EUR/NZD che sale di 0,09% per toccare 1,6854.
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  • Netflix battono previsioni degli analisti

    gennaio 17, 2019, 09:01

    Investing.com - Netflix (NASDAQ:NFLX) ha rilasciato gli utili del quarto trimestre che hanno battuto le previsioni degli analisti in questo Giovedì, con i ricavi che appena sotto le previsioni degli esperti.

    Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato $0,30 con i ricavi che sono arrivati a $4,19B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di $0,25 e un ricavo di $4,21B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a $0,41 con ricavi di $3,29B dello stesso periodo precedente 0,30 . Gli utili per azione riportati dall'azienda erano di $0,89 e i ricavi di $4B nel trimestre precedente.

    Nel corso di quest'anno, le azioni Netflix sono in crescita del 31.95%, sovraperformando il S&P 500, il quale prosegue in crescita del 6% fino al momento della scrittura.

    Netflix resta in linea con le aziende principali del settore Terziario nel corso di questo mese

    Il 20 Dicembre 2018, Walgreens Boots ha rilasciato gli utili per azione del primo trimestre, che sono risultati essere di $1,46, e i ricavi comunicati sono di $33,79B, con le previsioni che si aspettavano EPS per $1,43 mentre i ricavi sono risultati di $33,86B.

    Gli utili di Carnival Corp rilasciati il 20 Dicembre 2018, hanno battuto le aspettative degli analisti, con gli EPS del quarto trimestre arrivati a $0,70, e i ricavi arrivati a $4,46B. Gli analisti interrogati da Investing.com si aspettavano che gli utili per azione arrivassero a $0,69, mentre i ricavi sono risultati essere di $4,45B.

    Segui quali aziende sono attese dai dati trimestrali nel calendario economico degli utili di Investing.com.

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  • La coppia EUR/USD giù verso la fine della sessione U.S.A.

    gennaio 17, 2019, 08:15

    Il valore dell'Euro é stato più basso rispetto al Dollaro Americano giovedì.

    La coppia EUR/USD é scambiata a 1,1388, giù di 0,08% al momento della scrittura.

    La coppia é arrivata a trovare supporto a 1,1371, il piú basso di oggi, e resistenza a 1,1542, la piú alta di venerdì.

    Nel frattempo il valore dell'Euro é stato giù rispetto alla Sterlina Inglese e allo Yen Giapponese, con la coppia EUR/GBP che perde 0,84% per toccare 0,8770 e la coppia EUR/JPY che scende di 0,02% per toccare 124,30.
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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione U.S.A.

    gennaio 17, 2019, 07:45

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Giovedì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.291,05 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,21% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.286,50 dollari e la resistenza a 1.296,60 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,00% per essere scambiato a 95,680 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,45% per essere scambiato a 15,568 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 1,10% per essere scambiato a 2,703 dollari per libbra.
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  • Morgan Stanley crolla nel pre-market dopo utili inferiori a previsioni

    gennaio 17, 2019, 01:40

    Investing.com - Vendite sul titolo Morgan Stanley (NYSE:MS) nel pre-market di Wall Street, con il titolo che cede oltre il 4%, preparandosi, così, ad un suono della campanella che si preannuncia preoccupante.

    La banca d’affari americana ha comunicato i dati sugli utili, con i numeri del quarto trimestre che hanno visto un netto calo, inferiori anche alle negative previsioni degli analisti.

    I ricavi netti trimestrali sono scesi del 10%, fermandosi a 8,55 miliardi di dollari, mentre gli esperti se ne attendevano 9,30 miliardi. Inoltre, i proventi dal reddito fisso hanno perso il 30% a fronte di un andamento piatto dei ricavi sull’equity.

    In crescita, invece, l’utile netto attribuibile che arriva a 1,53 miliardi, equivalente a 80 centesimi per azione, mentre il dato precedente si fermava a 643 milioni.

    Su base annuale, gli utili sono saliti del 43% a 8,7 miliardi di dollari, mentre i ricavi hanno visto una crescita del 6%.

    Il risultato per il 2018 segna un anno positivo per le grandi banche d’affari Usa, con i sei più grandi istituti che complessivamente segnano un utile superiore ai 120 miliardi di dollari, record assoluto.

    I profitti pià alti sono stati prodotti da Jp Morgan (32,5 miliardi), seguita da Wells Fargo (22,4 miliardi), Citigroup (18 miliardi), e Goldman Sachs (10,5 miliardi) che insieme a Bank of America (28,1 miliardi) hanno rilasciato ieri i dati sugli utili.

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  • Le richieste di disoccupazione USA scendono al minimo di 5 settimane

    gennaio 17, 2019, 01:32

    Investing.com - Il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti la scorsa settimana è inaspettatamente sceso, toccando il minimo di cinque settimane.

    Secondo il Dipartimento per il Lavoro USA, il numero delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione nella settimana terminata il 12 gennaio è sceso di 3.000 unità ad un dato destagionalizzato di 213.000 unità.

    Gli analisti avevano previsto un aumento di 3.000 unità a 219.000 per la scorsa settimana, rispetto al totale della settimana precedente di 216.000 unità.

    La media mobile su quattro settimane è di 220.750 unità, in calo di 1.000 unità dalla settimana prima. La media mensile è un indicatore più accurato dell’andamento del lavoro poiché riduce la volatilità dei dati settimanali.

    Le richieste di disoccupazione continua nella settimana conclusasi il 5 gennaio sono salite a 1,737 milioni dagli 1,719 milioni della settimana precedente, contro le aspettative di un aumento a 1,735 milioni. Questo dato rispecchia il numero di persone che di recente ha perso il lavoro e sta già ricevendo il sussidio.

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  • Mediaset affonda dopo forte ribasso target price da Merrill Lynch

    gennaio 17, 2019, 11:26

    Investing.com - Giornata di forte ribasso per Mediaset (MI:MS) con il titolo che cede intorno al 4% a metà mattinata, con le azioni che scendono a 2,825 euro. Ancora peggiore la tendenza nella borsa di Madrid, dove il Biscione cede intorno al 6%.

    L’istituto Bofa Merrill Lynch ha peggiorato il giudizio sul titolo legato alla famiglia Berlusconi, portandolo da neutral a underperform. Inoltre, gli analisti hanno tagliato il target price in maniera drastica, portandolo dai 4 euro precedenti a 1,70.

    Secondo gli analisti dell'investment banking, "le catene italiane e spagnole non hanno la diversificazione necessaria per proteggersi da un ciclo più mite. Inoltre, non considerano positivo che tutti i profitti creati provengano dalla televisione.

    Scarsa fiducia nella televisione tradizionale

    “Il nuovo consumo degli utenti televisivi è cambiato”, spiegano gli esperti dell’istituto. “Poco ha a che fare con quello che è successo un decennio fa, quando milioni di spettatori seduti davanti al divano in attesa di uno spettacolo o serie televisiva in prima serata. Amazon (NASDAQ:AMZN), Netflix (NASDAQ:NFLX) o HBO hanno ribaltato il concetto di visualizzazione dei contenuti. Ecco perché Bank Of America non si affida troppo alla TV tradizionale”.

    In questo senso, gli analisti sottolineano che i ricavi pubblicitari attraverso piattaforme online come Mediaset o la spagnola Atresmedia "sono ancora insufficienti a compensare la tendenza al ribasso di quelli provenienti dalla televisione tradizionale”.

    Gli introiti nel 2017 secondo l'Agcom

    Intanto, nel 2017 Mediaset risulta aver conquistato il 13,6% degli introiti del sistema radiotelevisivo, rimandendo così al di solpra della soglia limite prevista dalla legge per le partecipaizoni incrociate Tv/telefonia. Per questo motivo, Vivendi (PA:VIV) ha sterilizzato circa il 20% dei titoli Mediaset che aveva acquisito.

    I dati sono stati diffusi dall’Autorità per le garanzie nelle comunciazioni (Agcom), la quale ha indicato la cifra di 17,5 miliardi come ricavo del monte complessivo del sistema italiano, in calo dell’1%.

    Le scelte della famiglia Agnelli

    A dicembre il gruppo Fininvest aveva acquistato sul mercato 30.150.000 azioni Mediaset, equivalenti al 2,55% del capitale sociale. Come conseguenza di questa mossa, la famiglia Berlusconi aumenta la propria partecipazione in Mediaset e raggiunge il 45,4% dei diritti di voto in assemblea, mentre la quota precedente si fermava a 43,7%.

    Nei primi giorni dell’anno, il Sole 24 Ore aveva lanciato l’ipotesi di delisting della controllata Mondadori (MI:MOED) da parte di Finivest. La notizia, però, era stata smentita dalla stessa famiglia Berlusconi.

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  • Mps tracolla ai minimi storici. Banche deboli

    gennaio 17, 2019, 08:50

    Investing.com - Prosegue il calo di Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS) che cede il 2% dopo pochi minuti dall’apertura e scende a 1,216 euro per azione, sui minimi storici. Il titolo è giunto alla sua quinta seduta in rosso consecutiva, con un calo complessivo di circa il 20%. Torna a crescere leggermente lo spread, che supera quota 256 punti.

    Male anche gli altri titoli bancari, con il FTSE Italia All Share Banks che cede l’1%, sottoperformando il Ftse Mib, in calo dello 0,50%.

    Tra i peggiori a Piazza Affari troviamo Finecobank (MI:FBK), Unicredit (MI:CRDI), Banco Bpm (MI:BAMI), Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI), Ubi Banca (MI:UBI), Intesa Sanpaolo (MI:ISP) con una flessione dell’1%.

    Negativa anche Bper Banca (MI:EMII), con il Corriere della Sera che rilancia l’ipotesi allo studio da parte del Governo di un coinvolgimento nella fusione con Mps, insieme a Bpm (MI:PMII). Al posto di Bper Banca, l’alternativa sarebbe rappresentata da Ubi Banca.

    Il costo per la creazione di quello che viene denominato “terzo polo” bancario (dopo Unicredit e Intesa Sanpaolo) potrebbe essere di circa 2,5 - 3 miliardi.

    Secondo il punto di vista dei banchieri, però, il momento non sarebbe adatto per le fusioni, in quanto Banco Bpm e Ubi starebbero puntanto più sui ricavi.

    Inoltre, dubbi sull’operazione arrivano anche da Alberto Bagnai, economista della Lega e presidente della Commissione Finanze del Senato, in un’intervista per MF.

    “La strada delle fusioni, via moral suasion della Vigilanza, in passato non ha sempre avuto esiti brillanti”, spiega Bargnai, pertanto “occorre quindi cautela”.

    “Dobbiamo però interrogarci su quali scenari siano praticabili nell’attuale contesto normativo europeo, che insieme con altri economisti della Lega ho criticato fin da quando era in fase di elaborazione. Questo approccio è viziato da un’ipocrisia di fondo: la ricerca di soluzioni di mercato, per evitare usi opportunistici delle garanzie pubbliche, urta col fatto che quando gli istituti in crisi sono realmente sistemici l’intervento statale è inevitabile. Il problema del «too big to fail», insomma, non è risolto da queste norme e non lo si risolverà certo a colpi di fusioni”, ha aggiunto Bargnai.

    Sul tema Mps è intervenuta anche la commissaria alla Concorrenza, Margrethe Vestager, in un'intervista al Sole24ore, relativamente alla scadenza di marzo del programma di garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (Gacs) che la commissaria ha negoziato con l'allora ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan.

    "Credo abbia funzionato molto bene. Le sofferenze sono un problema per i bilanci bancari e per l'economia nel suo insieme”, ha detto Vestager. “Il meccanismo ideato per ridurre il peso dei crediti inesigibili nei bilanci creditizi ha avuto bisogno di tempo per andare a regime, ma ora si dimostra molto efficace. La decisione sul rinnovo è al governo italiano". Il meccanismo ha riscosso interesse anche in altri paesi. "Sì, perché l'Italia non è l'unico paese a soffrire di un elevato ammontare di sofferenze bancarie. Ma in altri paesi i crediti inesigibili sono più settoriali e quindi l'approccio è stato diverso".

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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

    gennaio 17, 2019, 04:05

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Giovedì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.291,65 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,17% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.286,50 dollari e la resistenza a 1.296,60 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,14% per essere scambiato a 95,815 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,29% per essere scambiato a 15,592 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,15% per essere scambiato a 2,675 dollari per libbra.
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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione U.S.A.

    gennaio 16, 2019, 06:45

    Investing.com - I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.292,95 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,35% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.286,50 dollari e la resistenza a 1.298,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,04% per essere scambiato a 95,637 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é salito di 0,04% per essere scambiato a 15,627 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 1,39% per essere scambiato a 2,671 dollari per libbra.

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  • Oro in salita nell’incertezza politica in G.B. e USA

    gennaio 16, 2019, 01:40

    Investing.com - Il prezzo dell’oro sale questo mercoledì, attestandosi a poco meno del massimo di sette mesi, con il sentimento sui mercati finanziari che rimane vulnerabile per via dei crescenti timori per l’instabilità politica nel Regno Uniti e negli Stati Uniti.

    Sul Comex, i future dell’oro salgono di 1,85 dollari, o dello 0,1%, a 1.290,25 dollari l’oncia troy alle 8:40 ET (13:40 GMT). Il metallo prezioso ha segnato il massimo di 1.300,40 dollari il 4 gennaio, il massimo da giugno.

    Intanto, l’oro spot si attesta a 1.290,45 dollari l’oncia, in salita di 1,05 dollari, o dello 0,1%.

    Il governo del Primo Ministro britannico Theresa May dovrà affrontare un voto di sfiducia dopo la pesante bocciatura del suo accordo sulla Brexit da parte del Parlamento che ha lasciato nel caos l’uscita del paese dall’Unione Europea a sole 10 settimane dalla data prevista.

    Dopo che il Parlamento ha votato con 432 voti a 202 contro il suo accordo, la peggiore sconfitta nella storia moderna britannica, il leader del Partito Laburista Jeremy Corbyn ha immediatamente chiesto un voto di sfiducia sul governo di May, che si terrà alle 14:00 ET (19:00 GMT).

    Sempre tra le notizie sulla politica, il blocco delle attività amministrative statunitense prosegue da ormai 26 giorni, diventando il più lungo della storia, con lo stallo tra il Presidente Donald Trump e i Democratici al Congresso sul finanziamento per il muro voluto dal Presidente che non sembra destinato a risolversi tanto presto.

    L’oro è spesso considerato un rifugio dal trambusto politico.

    Sempre sul Comex, i future dell’argento scendono di 4,2 centesimi, o dello 0,3%, a 15,57 dollari l’oncia troy.

    Il platino sale dello 0,3% a 802,15 dollari, mentre il palladio schizza dell’1,2% a 1.292,40 dollari.

    Il rame con consegna a marzo rimbalza dell’1,3% a 2,670 dollari la libbra.

    -- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • Balzo di Goldman Sachs e Bank of America nei pre-market; tonfo di Snap e Nordstrom

    gennaio 16, 2019, 01:07

    Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo mercoledì:

    • Il titolo di Goldman Sachs (NYSE:GS) rimbalza del 2,86% alle 7:58 ET (12:58 GMT) dopo che la compagnia ha riportato risultati del quarto trimestre migliori del previsto.

    • Bank of America (NYSE:BAC) segna un’impennata del 5,01% grazie ai risultati del quarto trimestre che hanno battuto le aspettative degli analisti.

    Snap Inc (NYSE:SNAP) crolla del 9,94% dopo aver annunciato le dimissioni del direttore finanziario Tim (MI:TLIT) Stone.

    • Il titolo di Nordstrom (NYSE:JWN) cola a picco con -8,59%: la compagnia ha ammesso che le vendite del periodo festivo sono risultate inferiori alle attese.

    • United Continental (NASDAQ:UAL) schizza del 5,79% sulla scia dei risultati del quarto trimestre migliori del previsto così come le previsioni sui profitti del primo trimestre.

    • Il titolo di First Data (NYSE:FDC) schizza alle stelle con +23,49% dopo che Fiserv ha annunciato che acquisirà la compagnia con una transazione in titoli del valore di circa 22 miliardi di dollari. Fiserv (NASDAQ:FISV) crolla del 2,16%.

    • Verizon (NYSE:VZ) scende dello 0,17% sulla scia della notizia che includerà in alcuni dei suoi pacchetti dati degli abbonamenti gratuiti ad Apple (NASDAQ:AAPL) Music.

    • Il titolo di Ford Motor (NYSE:F) registra un tonfo del 2,15% in seguito alle previsioni sugli utili del quarto trimestre che hanno deluso le aspettative degli analisti.

    • PG&E (NYSE:PCG) crolla del 9,84% nei timori che un’arcana legge californiana possa continuare a ritenerla responsabile per danni futuri da incendi anche se non può essere dimostrata la sua colpa.

    • Il titolo di Salesforce.com (NYSE:CRM) scende dello 0,53% sulla scia della notizia che la compagnia sarebbe in trattativa per l’acquisizione di ClickSoftware Technologies.

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  • Mps, non riesce il recupero. Governo contro ipotesi fusione con Carige

    gennaio 16, 2019, 12:07

    Investing.com - Si muove controcorrente rispetto agli altri titoli bancari Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS), che cede oltre il 2% a Piazza Affari, mentre il FTSE Italia All Share Banks, invece, guadagna l’1,71%.

    La banca senese non riesce a recuperare, dunque, dopo la pessima giornata arrivata ieri per i bancari a seguito della lettera della Bce che chiedeva la copertura dei crediti in sofferenza. Mps arriva, infatti, alla sua quarta seduta negativa consecutiva, con una perdita complessiva di circa il 20% e le azioni vengono scambiate appena sopra 1,22 euro.

    Il board sensese, proprio in risposta alla Bce, ha comunicato la cessione di un portafoglio di inandempienze probabili (Utp), arrivando ad una vendita per circa 1,9 miliardi di euro, cifra superiore agli obiettivi del piano.

    Inoltre, le operazioni complessive di Mps arrivano a 24 miliardi di euro, che “rappresentano un importante passo avanti nel processo di derisking previsto dal Piano di Ristrutturazione 2017-2021 e nel rispetto degli impegni presi con la Commisisone europea”, spiega la nota dell’istituto.

    Intanto, il sottosegretario alla presidenza del consigli, Stefano Buffagni, ha escluso una fusione esclusiva tra Monte dei Paschi e Banca Carige (MI:CRGI). Secondo Buffagni, più opportuno sarebbe la creazione di “un terzo polo bancario”.

    “Chi conosce il tema sa che quella non è la soluzione sostenibile”, ha spiegato Buffagni nel corso di un convegno dell’Ordine dei Dottori Commercialisti. “Il concetto è avere una visione di sistema, affinché si possano creare dei player basati in Italia che poi possano anche crescere all’estero”, ha aggiunto.

    Mps, però, non dovrebbe rappresentare un nuovo problema per l’Italia, afferma Buffagni. “Noi dobbiamo gestire una situazione complessa”, spiega il sottosegretario, “ma crediamo che dalle situazioni difficili possano nascere delle opportunità e io credo che sia un momento nel quale si possa ragionare per andare nella direzione di aggregazione tra istituti per rendere più solido il nostro sistema”.

    “Siamo in un libero mercato credo che il pubblico debba fare una regia, facendo in modo che certi manager mettano da parte i loro egoismi personali per difendere le poltrone e si lavori in un’ottica di sistema”, ha concluso Buffagni.

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  • Bank of America, ricavi trimestrali battono previsioni

    gennaio 16, 2019, 11:48

    Investing.com - Bank of America ha rilasciato gli utili del quarto trimestre che hanno battuto le previsioni degli analisti in questo Mercoledì, con i ricavi che mancano le previsioni degli esperti.

    Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato $0,70 con i ricavi che sono arrivati a $22,74B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di $0,63 e un ricavo di $22,36B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a $0,48 con ricavi di $24,04B dello stesso periodo precedente 0,70 . Gli utili per azione riportati dall'azienda erano di $0,66 e i ricavi di $22,78B nel trimestre precedente.

    Nel corso di quest'anno, le azioni Bank of America sono in crescita del 7.75%, sovraperformando il S&P 500, il quale prosegue in crescita del 5% fino al momento della scrittura.

    Bank of America resta in linea con le aziende principali del settore Finanziario nel corso di questo mese

    Il Martedì, JPMorgan ha rilasciato gli utili per azione del quarto trimestre, che sono risultati essere di $1,98, e i ricavi comunicati sono di $26,8B, con le previsioni che si aspettavano EPS per $2,20 mentre i ricavi sono risultati di $26,9B.

    Gli utili di UnitedHealth rilasciati il Martedì, hanno battuto le aspettative degli analisti, con gli EPS del quarto trimestre arrivati a $3,28, e i ricavi arrivati a $58,42B. Gli analisti interrogati da Investing.com si aspettavano che gli utili per azione arrivassero a $3,21, mentre i ricavi sono risultati essere di $57,93B.

    Segui quali aziende sono attese dai dati trimestrali nel calendario economico degli utili di Investing.com.

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  • Juventus, titolo vira in negativo mentre impazzano voci di calciomercato

    gennaio 16, 2019, 11:31

    Investing.com - Improvvisa virata in negativo per il titolo Juventus (MI:JUVE) che arriva a toccare un -2% a metà mattinata, dopo un inizio di corsa.

    Nonostante il breve stop odierno, il titolo bianconero resta ai massimi di ottobre, con una crescita superiore al 20% dall’inizio dell’anno e del 35% dal giorno dell’ingresso nel Ftse Mib, arrivato il 27 dicembre scorso.

    Nel frattempo, continuano le voci di calciomercato, con i campioni d’Italia al centro di diverse trattative importanti.

    Non si sblocca la trattativa per portare Aaron Ramsey a Torino immediatamente, con l’Arsenal che non concede sconti e resta ferma sulla richiesta di 20 milioni di sterline, 23 milioni di euro, per lasciar andare immediatamente il calciatore gallese.

    “Non parlo di mercato”, ha detto ieri l’allenatore Massimiliano Allegri, “è un giocatore dell’Arsenal e non posso parlarne. La rosa della Juve è a posto così”.

    Ma il “mercato dei sogni” non si ferma qui per la Juventus. Se Sportmediaset parla della possibilità dell’acquisto di Modric, il quotidiano spagnolo “Don Balon” lancia l’idea di James Rodríguez, arrivo che sarebbe stato richiesto da direttamente da Cristiano Ronaldo.

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  • BlackRock, ricavi trimestrali mancano previsioni

    gennaio 16, 2019, 11:18

    Investing.com - BlackRock ha rilasciato gli utili del quarto trimestre che hanno mancato le previsioni degli analisti in questo Mercoledì, con i ricavi che appena sotto le previsioni degli esperti.

    Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato $6,08 con i ricavi che sono arrivati a $3,43B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di $6,41 e un ricavo di $3,46B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a $6,24 con ricavi di $3,47B dello stesso periodo precedente 6,08 . Gli utili per azione riportati dall'azienda erano di $7,52 e i ricavi di $3,58B nel trimestre precedente.

    Nel corso di quest'anno, le azioni BlackRock sono in crescita del 2.01%, sottoperformando il S&P 500, il quale prosegue in crescita del 5% fino al momento della scrittura.

    BlackRock resta in linea con le aziende principali del settore Finanziario nel corso di questo mese

    Il Martedì, JPMorgan ha rilasciato gli utili per azione del quarto trimestre, che sono risultati essere di $1,98, e i ricavi comunicati sono di $26,8B, con le previsioni che si aspettavano EPS per $2,20 mentre i ricavi sono risultati di $26,9B.

    Gli utili di UnitedHealth rilasciati il Martedì, hanno battuto le aspettative degli analisti, con gli EPS del quarto trimestre arrivati a $3,28, e i ricavi arrivati a $58,42B. Gli analisti interrogati da Investing.com si aspettavano che gli utili per azione arrivassero a $3,21, mentre i ricavi sono risultati essere di $57,93B.

    Segui quali aziende sono attese dai dati trimestrali nel calendario economico degli utili di Investing.com.

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  • Carney: "ripresa sterlina indica riduzione rischio nessun accordo"

    gennaio 16, 2019, 09:28

    Investing.com - In seguito al voto parlamentare che ha respinto l’accordo del governo sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, il Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney ha affermato che la ripresa della sterlina di questo mercoledì mattina indica che i mercati pensano che il rischio di una “Brexit senza accordo” sia diminuito.

    Il Primo Ministro Theresa May ha subìto una sonora sconfitta ieri, con la Camera dei Comuni che ha respinto il suo accordo sulla Brexit con un margine di 2 a 1. Il leader del Partito Laburista all’opposizione, Jeremy Corbyn, ha chiesto un voto di sfiducia del governo di May che si terrà oggi alle 14:00 ET (19:00 GMT).

    Carney ha chiarito che le sue parole si riferiscono all’interpretazione dei mercati del voto di ieri e che non si tratta necessariamente delle sue opinioni personali.

    “I commenti pubblici dei mercati, in linea con la nostra interpretazione, suggeriscono che (la ripresa della sterlina) sembra riflettere le aspettative che il processo di risoluzione venga esteso e che le prospettive di non avere un accordo siano diminuite”, afferma Carney.

    Si aspetta che la volatilità dei mercati persista e che non darebbe troppo peso ai movimenti di mercato a breve termine.

    Per gli analisti, lo scenario più probabile è un’estensione della scadenza del 29 marzo, giorno in cui il Regno Unito dovrebbe lasciare ufficialmente l’UE.

    “Sebbene il margine di sconfitta di May sia stato una sorpresa, la sconfitta in sé era stata messa in conto da tempo dai mercati e sembra che i partecipanti abbiano scelto lo short cover sulla sterlina dopo il voto”, afferma Yukio Ishizuki, esperto senior di strategie monetarie di Daiwa Securities.

    “Il mercato sta ora valutando la possibilità che la scadenza di marzo della Brexit venga posticipata. A lungo termine, potrebbe ridursi a due scenari: Brexit senza accordo o nessuna Brexit”.

    -- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • Brexit, sconfitta storica di May. Cosa succede ora secondo gli analisti

    gennaio 16, 2019, 09:10

    Investing.com - Con i mercati che avevano già scontato la bocciatura dell’accordo con la Ue, ieri i 432 voti contrari e i soli 202 voti a favore dell’accordo hanno segnato una sconfitta storica per Theresa May, in quanto mai un Premier in carica aveva subito un numero così grande di voti contrari nel Parlmento britannico.

    Cosa accadrà adesso?

    Voto di sfiducia

    "La differenza di 230 voti tra i parlamentari che ieri hanno respinto l'accordo di May con l'Unione europea è la più grande sconfitta per un governo britannico in poco più di un secolo. Ora, il governo di May dovrà affrontare questo pomeriggio un voto di sfiducia proposto dal leader laburista Corbyn, anche se tutto sembra indicare che avrà successo", spiegano gli analisti di Link Securities.

    Se Theresa May sopravvive

    Se May "sopravvive" al voto, secondo questi esperti dovrà presentare tra tre giorni un nuovo programma che sarà nuovamente votato in Parlamento, il famoso “piano B”. "L'intenzione di May è far in modo che il Regno Unito non lasci l'UE senza un accordo, uno scenario che sarebbe catastrofico per il paese e molto dannoso per il resto dell'UE.

    Inoltre, come affermato da Renta 4, "May si incontrerebbe nuovamente con l'UE e vedremo se l'Europa è disposta a rinegoziare l'accordo facendo concessioni per ottenere il sostegno dei parlamentari britannici. Ricordiamo che il principale punto di disaccordo si trova ancora sul tema del confine irlandese (la salvaguardia del confine irlandese potrebbe mantenere il Regno Unito in un'unione doganale sine die).

    E se non.....

    "Altrimenti, se perde la mozione di censura, si terrebbero elezioni anticipate in caso di impossibilità di nominare un nuovo primo ministro entro 14 giorni", aggiungono da Renta 4.

    Anche così, non è chiaro se una nuova elezione si tradurrebbe in un Parlamento meno diviso sulla Brexit rispetto a quello attuale, secondo questi analisti. "Nemmeno lo svolgimento di un secondo referendum è escluso, per cui tutte le opzioni sono aperte e l'incertezza sul futuro del Brexit è massima".

    José Luis Cárpatos, CEO di Serenity Markets, aggiunge che "il mercato oggi sconta che, a fronte di una sconfitta di questo calibro, non si sprecherà più tempo in accordi impossibili, e anche se il caos di 'nessun accordo' è interamente possibile, la Brexit resta in ritardo per il momento, e potrebbe essere il caso che questa non entri mai in vigore o un secondo referendum resterebbe l’unica soluzione".

    E i mercati, cosa dicono?

    Nonostante la travolgente sconfitta di May, Renta Markets sottolinea che "il flusso di notizie è stato molto positivo per la sterlina, ma molti scenari possono ancora verificarsi”.

    José Luis Cárpatos aggiunge: "proprio l'opposto di quello che tutti si aspettavano, la sterlina è salita, dimostrando che aveva già scontato l’accaduto. Ricordate il detto "vendi sui rumors e compra sulla notizia".

    Tuttavia, come commenta Link Securities, "il processo si trova attualmente a un crocevia complesso, che tiene molti investitori fuori dai mercati, in attesa degli eventi. L'incertezza generata da questo caotico processo chiamato Brexit sta attualmente impedendo a molti investitori di scegliere di aumentare le loro posizioni di rischio e chiaramente optare per le azioni, nonostante il loro inizio fin qui positivo di anno.

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  • Sterlina stabile dopo la sconfitta del voto sulla Brexit; giù il dollaro

    gennaio 16, 2019, 09:04

    Investing.com - La sterlina si stabilizza questo mercoledì, in seguito al tonfo della notte quando il Parlamento britannico ha nettamente respinto l’accordo sulla Brexit del Primo Ministro Theresa May, alimentando le incertezze sul divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea.

    Il cambio GBP/USD si attesta a 1,2862 alle 03:54 ET (08:54 GMT) dopo essere sceso al minimo di 1,2667 ieri sera.

    Il Parlamento ieri ha votato con 432 voti a sfavore e 202 a favore l’accordo di May, la sconfitta parlamentare peggiore per un governo nella storia recente del paese.

    La sterlina è crollata di oltre l’1% contro il dollaro sulla scia del voto, prima di segnare una ripresa in quanto la sconfitta di May potrebbe costringere il paese a scegliere altre opzioni. Queste opzioni potrebbero comunque portare ad esiti radicalmente differenti, che vanno da un secondo referendum che annulli la Brexit ad uno sconvolgimento politico che comporterebbe un’uscita disordinata.

    “Sebbene il margine di sconfitta di May sia stato una sorpresa, la sconfitta in sé era stata messa in conto da tempo dai mercati e sembra che i partecipanti abbiano scelto lo short cover sulla sterlina dopo il voto”, afferma Yukio Ishizuki, esperto senior di strategie monetarie di Daiwa Securities.

    “Il mercato sta ora valutando la possibilità che la scadenza di marzo della Brexit venga posticipata. A lungo termine, potrebbe ridursi a due scenari: Brexit senza accordo o nessuna Brexit”.

    La scadenza della Brexit è fissata per il 29 marzo ma, con il tempo che scorre velocemente, sembra sempre più probabile che il Regno Unito cercherà di ottenere una proroga.

    La sterlina è stabile contro l’euro, con la coppia EUR/GBP a 0,8874.

    La moneta unica è invariata contro il biglietto verde, con il cambio EUR/USD a 1,1419.

    Lo yen, di solito scelto dagli investitori come rifugio nei periodi di difficoltà dell’economia o dei mercati, sale contro il dollaro, con la coppia USD/JPY giù dello 0,12% a 108,53.

    L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,18% a 95,50.

    Il biglietto verde resta sulla difensiva dopo che il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Robert Lighthizer ha affermato che secondo lui non ci sono stati progressi sulle questioni significative durante le trattative con la Cina della scorsa settimana.

    Gli investitori “sono perlopiù concentrati sull’esito delle trattative commerciali USA-Cina, ma potrebbe volerci più di un mese prima che venga chiarito”, afferma Ayako Sera, responsabile delle strategie di mercato di Sumitomo Mitsui Trust Bank.

    “È difficile per il sentimento dei mercati propendere in un senso o nell’altro, che sia una ripresa o un calo, fino a quando sarà incerto l’esito”.

    Sul dollaro pesa anche la riduzione delle aspettative che la Federal Reserve continui ad alzare i tassi quest’anno per via dell’indebolimento della crescita globale.

    Il Presidente della Fed di Kansas City Esther George ieri ha parlato di pazienza e cautela sull’aumento dei tassi di interesse per evitare di soffocare la crescita.

    I suoi commenti hanno fatto eco alle parole del Presidente della Fed di Dallas Robert Kaplan, secondo cui la banca centrale statunitense può concedersi il lusso di aspettare prima di alzare di nuovo i tassi e dovrebbe approfittarne.

    Kaplan e George sono solo gli ultimi funzionari della Fed ad esprimere supporto all’idea di lasciare i tassi invariati fino a quando non si risolveranno una serie di rischi economici diversi.

    -- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • I futures dell'Oro in ribasso durante la sessione Asiatica

    gennaio 16, 2019, 04:05

    I futures dell'Oro sono in ribasso durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Febbraio sono scambiati a 1.288,85 dollari americani per oncia troy, valore che scende di 0,03% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.286,70 dollari e la resistenza a 1.298,00 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,07% per essere scambiato a 95,607 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Marzo, é sceso di 0,08% per essere scambiato a 15,607 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Marzo, é salito di 0,42% per essere scambiato a 2,652 dollari per libbra.
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  • I futures del Greggio in rialzo durante la sessione U.S.A.

    gennaio 15, 2019, 07:25

    I futures del Greggio sono in rialzo durante la sessione U.S.A. di Martedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Febbraio sono scambiati a 52,06 dollari americani per barile, valore che sale di 3,07% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 49,71 dollari e la resistenza a 53,31 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,61% per essere scambiato a 95,785 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Marzo, é salito di 2,75% per essere scambiato a 60,61 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 8,55 dollari per barile.
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  • Netflix vola a Wall Street dopo rialzo prezzi in Usa e America Latina

    gennaio 15, 2019, 03:43

    Investing.com - Grande protagonista a Wall Street il titolo Netflix (NASDAQ:NFLX) che guadagna oltre il 5%, spingendo gli altri titoli tecnologici. Tesla (NASDAQ:TSLA) cresce del 3%, mentre Facebook (NASDAQ:FB), Twitter e Microsoft (NASDAQ:MSFT) crescono del 2% e Alphabet, Amazon (NASDAQ:AMZN) e Apple (NASDAQ:AAPL) seguono con guadagni superiori all’1%.

    Netflix ha deciso un aumento dei prezzi per i suoi abbonati negli Stati Uniti e per l’America Latina, esclusi Messico e Brasile.

    L’abbonamento alla piattaforma streaming potrà così costare tra il 13% e il 18% in più per i nuovi iscritti negli Stati Uniti e in altri 40 paesi.

    Per chi aveva già sottoscritto l’abbonamento, spiega l’azienda, l’aumento verrà applicato nei prossimi tre mesi.

    Si tratta del quarto aumento dei prezzi per Netflix negli Stati Uniti, con l’ultimo che era stato deciso alla fine del 2017.

    Se l’abbonamento base aveva un costo di 8 dollari mensili, ora questo è stato aumentato a 9 dollari, mentre quello premium passa ai 16 dollari, rispetto ai 14 precedenti.

    Nonostante l’aumento delle tariffe, il costo della sottoscrizione Netflix resta più economica della sua concorrente principale negli Usa, HBO, la quale arriva fino ai 15 dollari al mese.

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  • Prezzi alla produzione USA giù più del previsto a dicembre

    gennaio 15, 2019, 01:31

    Investing.com - L’inflazione dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti è scesa per la prima volta in quattro mesi a dicembre, mentre i prezzi core sono scesi inaspettatamente, in base ai dati ufficiali di questo martedì.

    I dati alimentano le aspettative che la Federal Reserve possa pazientare sui futuri aumenti dei tassi, considerato che l’inflazione resta stabile.

    I prezzi alla produzione sono scesi al tasso destagionalizzato dello 0,2% il mese scorso, secondo il Bureau of Labor Statistics, più dello 0,1% previsto.

    Su base annua, l’indice sui prezzi alla produzione è salito del 2,5%, in linea con le aspettative.

    L’indice sui prezzi alla produzione core è sceso al tasso destagionalizzato dello 0,1%, deludendo le previsioni di un aumento dello 0,2%.

    I prezzi alla produzione core sono saliti al tasso annuo del 2,7% il mese scorso, meno del 2,9% previsto.

    I prezzi core sono considerati dalla Federal Reserve un indicatore migliore delle pressioni inflazionarie a lungo termine poiché escludono i costi delle categorie volatili come alimenti ed energetici.

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  • Wells Fargo&Co battono previsioni degli analisti

    gennaio 15, 2019, 01:04

    Investing.com - Wells Fargo&Co ha rilasciato gli utili del quarto trimestre che hanno battuto le previsioni degli analisti in questo Martedì, con i ricavi che appena sotto le previsioni degli esperti.

    Il gruppo ha rilasciato anche gli utili per azione, che hanno toccato $1,21 con i ricavi che sono arrivati a $20,98B. Gli analisti interrogati da Investing.com si attendevano un utile per azione di $1,19 e un ricavo di $21,75B. Il confronto viene fatto con gli EPS del trimestre precedente, arrivati a $0,97 con ricavi di $24,90B dello stesso periodo precedente 1,21 . Gli utili per azione riportati dall'azienda erano di $1,13 e i ricavi di $21,94B nel trimestre precedente.

    Le azioni Wells Fargo&Co hanno visto un movimento del 0,45% con il prezzo a $48,20 nel corso del pre market del giorno successivo al report.

    Nel corso di quest'anno, le azioni Wells Fargo&Co sono in crescita del 5.08%, sovraperformando il S&P 500, il quale prosegue in crescita del 4% fino al momento della scrittura.

    Wells Fargo&Co resta in linea con le aziende principali del settore Finanziario nel corso di questo mese

    Il Martedì, JPMorgan ha rilasciato gli utili per azione del quarto trimestre, che sono risultati essere di $1,98, e i ricavi comunicati sono di $26,80B, con le previsioni che si aspettavano EPS per $2,20 mentre i ricavi sono risultati di $26,9B.

    Gli utili di UnitedHealth rilasciati il Martedì, hanno battuto le aspettative degli analisti, con gli EPS del quarto trimestre arrivati a $3,28, e i ricavi arrivati a $58,42B. Gli analisti interrogati da Investing.com si aspettavano che gli utili per azione arrivassero a $3,21, mentre i ricavi sono risultati essere di $57,93B.

    Segui quali aziende sono attese dai dati trimestrali nel calendario economico degli utili di Investing.com.

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