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AGGIORNAMENTI NOTIZIE FINANZIARIE     

  • I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

    giugno 17, 2019, 07:25

    I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Luglio sono scambiati a 51,87 dollari americani per barile, valore che scende di 1,22% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 50,72 dollari e la resistenza a 53,45 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,00% per essere scambiato a 97,065 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é sceso di 1,66% per essere scambiato a 60,98 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 9,11 dollari per barile.
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  • I futures del Gas Naturale in ribasso durante la sessione U.S.A.

    giugno 17, 2019, 06:10

    I futures del Gas Naturale sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Lunedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Gas Naturale per Luglio sono scambiati a 2,382 dollari americani per un milione di British thermal units, valore che scende di 0,21% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per un milione di British thermal units, Il Gas Naturale era previsto trovare supporto a 2,320 dollari e la resistenza a 2,417 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,01% per essere scambiato a 97,060 dollari.

    Altrove su Nymex, Il Greggio, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,86% per essere scambiato a 52,06 dollari per barile mentre Il Gasolio, per la consegna di Luglio, é sceso di 1,30% per essere scambiato a 1,8056 dollari per gallone.
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  • Il nuovo calo del greggio stende i titoli petroliferi

    giugno 17, 2019, 11:42

    Investing.com - Ancora in calo i titoli di Piazza Affari legati al greggio, trascinati dalla flessione dei prezzi del petrolio.

    Il WTI scende sotto quota 52 dollari, seguito dal Brent scambiato a 61,33 dollari al barile. A Milano flessioni simili per Tenaris (MI:TENR) (-1,34%), Saipem (MI:SPMI), Saras (MI:SRS) e Eni (MI:ENI), mentre in Europa calano BP (LON:BP), Royal Dutch Shell (LON:RDSa) e Total (PA:TOTF).

    Si ferma, dunque, la breve corsa del petrolio dopo l’attacco alle petroliere in Oman dei giorni scorsi. “L’unica cosa ad essere schizzata dall’incidente di giovedì nel Golfo di Oman sono stati i costi assicurativi per le petroliere”, spiega Barani Krishnan, analista di Investing.com. “S&P Global Platts riporta che vene chiesto fino allo 0,4% del valore del carico per le spedizioni di greggio ora, rispetto al massimo precedente dello 0,02%. Quanto di tutto questo verrà messo in conto nei prezzi del greggio resta da vedere”, aggiunge Krishann.

    Il calo dei prezzi viene spiegato dalle deboli prospettive sulla crescita della domanda di greggio fornite dall’International Energy Agengy (IEA) per l’anno 2019.

    Il peggioramento delle condizioni del commercio globale hanno spinto l’IEA a ridurre al ribasso le previsioni fino di 100 mila barili, scendendo così la domanda a 1,2 milioni di barili al giorno (bpd). Un miglioramento, aggiunge l’agenzia, potrebbe arrivare nel 2020, grazie ad alcune misure di stimolo e alla crescita dei Paesi in via di sviluppo.

    Ad attirare le vendite sono state anche le parole del Ministro per l’Energi saudita Khalid al-Falih arrivate nel fine settimane. Secondo al-Falih, il mondo sarebbe “saturo di greggio”, esprimendo preoccupazione per le interruzioni delle forniture e per gli atti di terrorismo.

    “Sono fiducioso che, in fin dei conti, la comunità internazionale si riunirà per fare la cosa giusta e la sicurezza delle scorte proseguirà”, ha aggiunto al-Falih.

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  • Greggio giù; Arabia Saudita conferma rinvio vertice sul taglio della produzione

    giugno 17, 2019, 12:15

    Investing.com - I prezzi del greggio perdono terreno questo lunedì, il rinvio di un vertice chiave per la proroga dei tagli alla produzione da parte dei principali esportatori ha accresciuto l’incertezza riguardo all’accordo.

    I future del greggio West Texas Intermediate scambiati a New York scendono di 49 centesimi, o dello 0,9%, a 52,02 dollari al barile alle 8:10 ET (12:10 GMT), mentre i future del Brent, il riferimento per i prezzi al di fuori degli Stati Uniti, vanno giù di 53 centesimi, o dello 0,9%, a 61,48 dollari.

    “Speriamo di raggiungere un accordo sulla proroga del nostro patto quando ci incontreremo tra due settimane a Vienna”, ha riferito ai giornalisti il Ministro per l’Energia saudita Khalid al-Falih a margine del vertice dei ministri dell’energia e dell’ambiente del G20 in Giappone, secondo Reuters.

    Quando gli è stato chiesto quando si terrà il vertice, ha risposto: “Probabilmente nella prima settimana di luglio”.

    I commenti sembrano un passo indietro rispetto alle dichiarazioni di inizio giugno secondo cui i partecipanti all’accordo sui tagli alla produzione sarebbero stati “vicini” al raggiungimento di un’intesa.

    Una settimana fa Falih aveva indicato che la Russia, a capo dei membri non-OPEC, era l’unica indecisa.

    Il riferimento a luglio sembra confermare le settimane di speculazioni sul fatto che le date originali del vertice (25 giugno per l’OPEC ed il giorno successivo insieme ai non-membri) sarebbero state spostate per volere della Russia. L’OPEC non ha ancora cambiato ufficialmente il programma ufficiale.

    “Più a lungo l’OPEC rinvierà il vertice e più dubbi ci saranno a proposito del fatto che abbia abbastanza supporto da parte dei suoi membri ed alleati per prorogare i tagli tanto importanti per compensare parte di quelle scorte abbondanti di cui ha parlato Falih”, scrive l’analista senior per le materie prime di Investing.com Barani Krishnan.

    I prezzi del greggio sono sotto pressione per i segnali di indebolimento della domanda globale e di una produzione USA ai massimi storici. Il greggio USA è crollato di quasi il 22% dai massimi di aprile, mentre il Brent segna un tonfo di quasi il 19%.

    L’Agenzia Internazionale per l’Energia, nel suo report mensile di venerdì, ha avvertito che le prospettive sulla crescita della domanda di greggio nel 2019 sono diminuite per il peggioramento delle prospettive per il commercio mondiale. Nel fine settimana, il Segretario al Commercio USA Wilbur Ross ha ridimensionato le probabilità che il Presidente Donald Trump e la sua controparte cinese Xi Jinping raggiungano un accordo durante il vertice del G20 del 28 e 29 giugno. Ha ribadito che Trump è “pienamente soddisfatto” di attenersi all’attuale strategia di dazi.

    Stamane intanto l’Iran ha annunciato che infrangerà il limite sui livelli di uranio concordato a livello internazionale tra 10 giorni, a meno che l’Europa non intervenga ad aiutare il paese a compensare gli effetti delle sanzioni economiche USA.

    Teheran aveva in precedenza minacciato di sottrarsi all’accordo sul nucleare dopo che il governo Trump aveva fatto altrettanto l’anno scorso imponendo le sanzioni.

    Il Segretario di Stato USA Mike Pompeo ieri aveva affermato, prima dell’annuncio dell’Iran, che gli Stati Uniti stanno “considerando una serie di opzioni” in risposta all’aumento delle tensioni.

    Pompeo ha dichiarato che una risposta militare rientra tra queste, sebbene abbia sottolineato che Trump “non vuole entrare in guerra”.

    I future della benzina scendono dello 0,9% a 1,7165 dollari al gallone alle 8:12 ET (12:12 GMT), mentre il combustibile da riscaldamento va giù dello 0,8% a 1,8152 dollari al gallone.

    I future del gas naturale sono in discesa dello 0,8% a 2,367 dollari per milione di BTU.

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  • Le cinque cose da seguire sui mercati questo lunedì

    giugno 17, 2019, 09:44

    Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo lunedì 17 giugno:

    1. Draghi dà il via ad una settimana piena per le banche centrali

    Il Presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi terrà il discorso di apertura dei tre giorni di vertice dell’autorità monetaria della zona euro a Sintra, con i mercati che si preparano ad una settimana piena di eventi con le decisioni di politica monetaria della Federal Reserve, della Banca del Giappone e della Banca d’Inghilterra.

    Sebbene non siano previsti cambiamenti dei tassi di interesse questa settimana da parte di Fed, BoJ o BoE, il capo della banca centrale USA Jerome Powell sarà sotto i riflettori con gli investitori che si aspettano dei toni più cauti.

    2. Huawei lancia un profit warning mentre le tensioni commerciali si protraggono

    L’amministratore delegato di Huawei Technologies Ren Zhengf questa mattina ha reso noto che si aspetta che le vendite della compagnia crollino a circa 100 miliardi di dollari quest’anno ed il prossimo, dopo che gli Stati Uniti hanno vietato alle compagnie americane di fare affari con l’azienda cinese.

    Gli sviluppi commerciali resteranno sotto i riflettori con le udienze al Congresso USA sui dazi commerciali che cominceranno nel corso della giornata.

    Leggi anche: Gli utili di Broadcom mostrano che il tonfo dei titoli chip potrebbe peggiorare - Haris Anwar

    3. Borse globali su in vista delle decisioni di politica monetaria

    I mercati azionari globali registrano lievi rialzi nei primi scambi di questo lunedì, mentre gli investitori tengono gli occhi puntati sulle decisioni di politica monetaria di tre banche centrali.

    I titoli USA dovrebbero cambiare umore in apertura dopo la chiusura negativa di venerdì. Alle 5:43 ET (9:43 GMT), i future Dow salgono di 35 punti, o dello 0,1%, i future S&P 500 vanno su di 4 punti, o dello 0,1% mentre i future Nasdaq 100 sono in salita di 20 punti, o dello 0,3%.

    Il settore bancario europeo è stato supportato dai titoli della regione.

    I mercati asiatici tentano una timida ripresa vicino ai minimi di una settimana, con i trader in attesa della serie di decisioni sui tassi di interesse globali.

    4. Cominciano i processi per i 737 MAX mentre Boeing tenta di riconquistare la fiducia

    La Federal Aviation Administration potrebbe dare il via ai processi sul miglioramento della sicurezza per i 737 MAX di Boeing (NYSE:BA) già questa settimana, secondo fonti citate dal Wall Street Journal, anche se l’amministratore delegato della compagnia Dennis Muilenburg ha ammesso che sono stati compiuti degli errori con le spie luminose del modello.

    Mentre i trader seguono gli sviluppi sul 737 MAX, il settore resta sotto i riflettori con la compagnia tedesca Deutsche Lufthansa (DE:LHAG) che ha lanciato un profit warning per via della concorrenza delle low cost.

    5. L’Iran intende infrangere il limite dell’uranio fra 10 giorni

    Stamane l’Iran ha annunciato che infrangerà il limite sui livelli di uranio concordato a livello internazionale tra 10 giorni, a meno che l’Europa non intervenga ad aiutare il paese a compensare gli effetti delle sanzioni economiche USA.

    Teheran aveva in precedenza minacciato di sottrarsi all’accordo sul nucleare dopo che il governo Trump aveva fatto altrettanto l’anno scorso imponendo le sanzioni.

    -- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • Oggi tocca a Lufthansa trascinare giù i titoli delle compagnie aeree europee

    giugno 17, 2019, 08:37

    Di Geoffrey Smith

    Investing.com - I titoli delle compagnie aeree europee sono stati colpiti questo lunedì mattina quando la tedesca Lufthansa ha lanciato l’ultimo - e presumibilmente il peggiore - di una serie di profit warning del settore delle ultime settimane.

    Alle 04:30 ET (08:30 GMT), Lufthansa (DE:LHAG) crolla di oltre il 12%, dopo aver annunciato che la sussidiaria Eurowings perderà soldi quest’anno per via dell’aumento della sovraccapacità e dell’aspra concorrenza nel settore low-cost. Ha aggiunto che le operazioni cargo saranno meno redditizie del previsto. Persino i ricavi unitari del marchio core Luthansa, con i suoi voli a lungo raggio, dovrebbero ora scendere sull’anno fiscale di “una bassa percentuale a cifra singola”. Di conseguenza, sta ridimensionando i piani di espandersi in quest’area e prevede ora solo un’espansione “marginale” della capacità nella prossima stagione invernale.

    E ad aggiungere il danno alla beffa, la compagnia aerea di Francoforte ha dichiarato inoltre di aver messo da parte 340 milioni di euro per una possibile tassa per questioni di 18 anni fa.

    La notizia ha scatenato un’altra generale rivalutazione del settore: le rivali low-cost hanno sofferto di più con EasyJet (LON:EZJ) a -3,7%, Wizz Air (LON:WIZZ) giù del 2,6% e Ryanair Holdings PLC (LON:RYA) crollata del 3,6%, ma sono state colpite anche Air France KLM (PA:AIRF), con -3,5% ed International Airlines Group (LON:ICAG), compagnia madre di British Airways ed Iberia, giù del 2,8%.

    Segnano tutti una performance inferiore a quella dell’indice di riferimento Euro Stoxx 600, rimasto di fatto invariato a 378,92 punti. Il tedesco Dax segna -0,1%%, mentre il britannico FTSE sale di una percentuale simile all’inizio di una settimana in cui saranno al centro della scena i vertici di alcune importanti banche centrali.

    La tassa di Lufthansa ha aggiunto un ulteriore elemento di sorpresa ad una storia di sventure altrimenti prevedibile: i costi di Eurowings sono stati più difficili del previsto e la compagnia ha reso noto che annuncerà “a breve” altre misure di taglio dei costi; i costi per il carburante sono aumentati in linea con i prezzi del greggio e Lufthansa ora prevede che il conto per il carburante del gruppo per l’anno fiscale in corso ammonti a 550 milioni di euro (615 milioni di dollari) più del previsto; e l’economia europea si è indebolita (la Deutsche Bundesbank all’inizio del mese ha ridotto le previsioni di crescita sul 2019 per la Germania, la patria di Lufthansa, a solo lo 0,6%).

    Il rallentamento economico sta facendo sì che gli operatori europei a breve raggio la paghino per aver perso l’opportunità d’oro di rimuovere la capacità in eccesso dal mercato nel 2017, con il crollo di Air Berlin. Infatti, in un attacco collettivo di presunzione, c’era stata una lotta indecorosa per la partecipazione di mercato, in cui Lufthansa era stata una delle parti più colpevoli, comprando la maggior parte delle operazioni di Air Berlin al prezzo scontato di 210 milioni di euro.

    Le conseguenze ora saltano agli occhi di tutti: l’indice STOXX Europe Total Market Airlines registra un tonfo del 13% sull’anno, più di qualunque altro importante indice di settore.

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  • Dollaro stabile al massimo di 2 settimane, riflettori su vertice Fed

    giugno 17, 2019, 07:51

    Investing.com - Il dollaro è stabile vicino al massimo di due settimane contro il paniere delle valute questo lunedì, in vista del vertice della Federal Reserve durante il quale potrebbe essere segnalato un taglio dei tassi quest’anno, tra l’indebolimento delle prospettive di crescita globali e l’aumento delle tensioni commerciali.

    Sebbene si preveda che la banca centrale eviti di tagliare i tassi di interesse mercoledì, alcuni investitori si aspettano che il Presidente Jerome Powell possa approfittare del vertice per gettare le basi per un taglio nel corso dell’anno.

    L’indice del dollaro contro un paniere di sei principali valute è pressoché invariato a 97,058 alle 03:46 ET (07:46 GMT), dopo essere salito a 97,580 venerdì, il massimo dal 3 giugno.

    “Purché Powell non escluda un taglio dei tassi a breve termine, il dollaro avrà un baricentro alto dopo il vertice della Fed”, spiega Masafumi Yamamoto, esperto di strategie monetarie di Mizuho Securities.

    L’escalation dello scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina ha avuto ripercussioni sui processi globali di produzione e distribuzione pesando sugli investimenti delle imprese, la produzione industriale e la crescita mondiale.

    “Oltre ai dati USA positivi, il dollaro viene supportato dalla debolezza delle altre monete, soprattutto l’euro e quelle degli antipodi”, afferma Junichi Ishikawa, esperto senior di strategie forex di IG Securities a Tokyo.

    “La Fed potrebbe tagliare i tassi di interesse prima o poi, ma potrebbero farlo anche le banche degli antipodi e la BCE, e questa prospettiva pone il dollaro in vantaggio”.

    Nel corso della giornata, l’Ufficio del Rappresentante per il Commercio USA darà il via a sette giorni di testimonianze da parte delle compagnie USA circa il piano del Presidente Donald Trump di applicare dazi su altri 300 miliardi di dollari di prodotti cinesi.

    Alcuni trader seguiranno queste udienze, in quanto le lamentele delle aziende USA, che si fanno carico dei costi dei dazi sui beni che importano, potrebbero spingere Trump a rinviare ulteriori aumenti dei dazi.

    L’euro è pressoché invariato questo lunedì a 1,1210, dopo essere sceso di circa lo 0,6% venerdì, quando è sceso al minimo di otto giorni di 1,1203.

    Il dollaro australiano è scambiato a 0,6872, poco più del minimo di cinque mesi di 0,6862 dollari di venerdì, quando la moneta è scesa di circa lo 0,7%.

    Il dollaro neozelandese, crollato di oltre l’1% nella seduta precedente, è vicino al minimo di tre settimane di 0,6509.

    Il dollaro è invariato a 108,57 yen dopo essere salito dello 0,15% venerdì.

    --Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • Prezzo del greggio in salita tra le tensioni in Medio Oriente

    giugno 17, 2019, 05:29

    Investing.com - I prezzi del greggio salgono negli scambi asiatici di questo lunedì, in un clima di tensione in Medio Oriente.

    I future del greggio WTI salgono dello 0,1% a 52,83 dollari alle 1:05 ET (05:05 GMT). I future del Brent, il riferimento internazionale, vanno su dello 0,2% a 62,13 dollari.

    La notizia degli attacchi contro due petroliere nel Golfo di Oman continua a supportare il mercato petrolifero. I prezzi sono schizzati di ben il 4,5% giovedì dopo la notizia.

    Gli Stati Uniti hanno dato la colpa degli attacchi all’Iran, con il Segretario di Stato Mike Pompeo secondo cui è “inequivocabile” che l’Iran ne sia responsabile. I suoi commenti hanno scatenato smentite e critiche da parte di Teheran.

    “Non vogliamo la guerra. Abbiamo fatto il possibile per evitarla”, ha dichiarato Pompeo in un’intervista a Fox News, aggiungendo: “Gli iraniani dovrebbero capire bene che continueremo ad adottare delle azioni per impedire al paese di comportarsi in questo modo”.

    Malgrado il rialzo di giovedì, i prezzi del greggio hanno chiuso la scorsa settimana in calo di oltre il 2% tra le notizie di scorte petrolifere maggiori del previsto.

    Il report mensile dell’Agenzia Internazionale per l’Energia mostra che le prospettive per la crescita della domanda nel 2019 contribuiscono a pesare sui prezzi.

    Intanto, i riflettori sono puntati sul prossimo vertice dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di petrolio (OPEC). Il Ministro per l’Energia saudita, Khalid al-Falih, nel weekend ha affermato che il vertice probabilmente sarà spostato alla prima settimana di luglio, anziché a fine giugno come inizialmente previsto.

    Al-Falih ha aggiunto che spera che i membri dell’OPEC possano raggiungere un accordo sulla proroga dei tagli alla produzione.

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  • Facebook sbarca nelle cripto: sprinta in borsa e rilancia il Bitcoin

    giugno 14, 2019, 02:21

    Versione originale di Carlos R. Cózar – traduzione a cura di Investing.com

    Investing.com - Passo dopo passo, il Bitcoin ha preso slancio durante le ultime sessioni. Aveva bisogno di qualcosa come ‘la pioggia d’estate’ dopo i colpi subiti durante il mese di maggio, allontandosi dagli 8.000 dollari.

    Se la concorrenza è di solito vista come negativa, le criptovalute e gli investitori hanno ricevuto a braccia aperte un gigante tecnologico che entra nel mondo delle valute virtuali. Se fino a quale mese fa si trattava solo di un’ipotesi, stavolta lo sbarco di Facebook è molto più vicino e non è più un segreto.

    Secondo il Wall Street Journal, nel 2020 il social network avrà il suo asset virtuale e si chiamerà Libra, aspirando ad essere uno dei grandi standard delle transazioni su Internet.

    A tal fine, Facebook ha deciso di rafforzare i legami con importanti aziende del settore come Mastercard o Paypal e altre come Uber (NYSE:UBER). Secondo il WSJ, la prossima settimana ci sarà la sua presentazione ufficiale e ogni azienda potrebbe mettere sul tavolo circa 15 milioni di dollari per patecipare al nuovo business.

    La nuova criptovaluta verrebbe gestita attraverso il servizio Whatsapp, che come tutti sanno appartiene al social network.

    L'amore di Facebook per le monete cripto non è affatto nuovo. Alla fine dello scorso ottobre, grazie all'integrazione con questa piattaforma, è stato attivato l'invio e la ricezione di litecoin tramite Facebook Messenger.

    Nuovi arrivi in casa Facebook

    C’è grande movimento e il Financial Times afferma che il social network sta cercando professionisti importanti per gestire la criptovaluta. In particolare, si tratta dell'arrivo di Ed Bowles, direttore della banca britannica Standard Chartered (LON:STAN).

    Il ‘nuovo acquisto’ di Facebook si unisce a Nick Clegg, direttore della comunicazione globale ed ex vice primo ministro britannico come direttore della comunicazione globale. Il suo compito principale sarà quello di negoziare con le autorità di regolamentazione e i governi per raggiungere accordi.

    Salgono il Bitcoin e Facebook

    La notizia ha raggiunto gli investitori e sia la valuta di riferimento delle criptovalute che il social network stanno avendo significativi incrementi.

    Facebook Inc (NASDAQ:FB) è cresciuto del 2% con un aumento fino ai 181 dollari. Nell'ultima settimana, le azioni della società sono aumentate di oltre il 4%.

    Da parte sua, Bitcoin è ancora una volta sopra quota 8.000. Nelle ultime ore, la rivalutazione ha superato il 3% e ogni unità ha raggiunto gli 8.333 dollari. La capitalizzazione delle attività supera i 148.400 milioni di dollari.

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  • UE chiede nuove misure ma Tria rifiuta e va avanti: procedura a un passo

    giugno 14, 2019, 01:35

    Di Mauro Speranza

    Investing.com - Prosegue il dibattito tra l’Unione europea e l’Italia mentre proseguono i passi che portano alla procedura di infrazione per debito verso il nostro paese.

    L’attacco all’Italia è arrivato, in misure diverse, dai 18 ministri delle Finanze della zona euro, i quali hanno dato un messaggio chiaro al governo: nuove misure o la procedura andrà avanti.

    “L’Italia deve presentare interventi addizionali”, ha detto Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione UE. Tali misure, spiega Dombrovskis, potrebbero essere “tenute in considerazione prima di fare i prossimi passi della procedura”.

    "Non mi aspetto intenzioni, ma fatti, cifre e dati”, ha intimato Pierre Moscovici. “Siamo pronti, nel caso, ad andare avanti verso una procedura e siamo sulla buona strada. Ma la mia porta e' aperta, tutto è ancora evitabile", ha aggiunto.

    Stessa musica è arrivata dalla Francia, con il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, il quale ha invitato il governo a “chiarire nei prossimi giorni con l’Unione europea come intende evitare un’azione disciplinare sul debito da parte dell’Unione europea”.

    Gli interventi sono arrivati in risposta alle parole del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il quale negava la necessità di adottare nuove misure di bilancio per adempiere alle regole Ue.

    "Il negoziato è in corso, dimostreremo che abbiamo dei target di deficit che ci mettono in posizione di sicurezza. Non servono misure correttive", ha affermato Tria.

    "Dobbiamo raggiungere il deficit che ho indicato, che è anche compensativo del mancato raggiungimento dell'obiettivo del 2018. Pensiamo di raggiungerlo senza variazioni legislative", ha aggiunto Tria.

    Il prossimo passo è atteso per il 9 luglio quando si riunirà l’Ecofin. Senza misure 'sostanziali' di correzione dei conti per il 2019 e per il 2020, però, sarò sancirà l'apertura di una procedura contro l'Italia per violazione della regola del debito. Entro tre settimane al massimo dunque, senza nessun rinvio.

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  • Ftse resta debole con gli altri indici europei

    giugno 14, 2019, 12:54

    Investing.com - Prosegue il rosso fisso sui mercati europei. Il Ftse Mib resta sotto la parità, mentre maggiori sono le perdite del tedesco Dax, dello spagnolo Ibex 35, del francese Cac 40 e del britannico Ftse 100.

    I cattivi dati sulla produzione industriale cinese diffusi nella mattinata hanno spinto le vendite nel vecchio continente, dopo le perdite delle borse asiatiche.

    Deboli anche i dati italiani, con i nuovi ordinativi industriali in calo del 2,4% ad aprile, sulla stessa scia di quelli diffusi ieri. Rallenta anche l’inflazione, in discesa anche sia su base annuale che mensile.

    A Piazza Affari, intanto, il calo dello spread (257 punti) non sostiene il FTSE Italia All Share Banks, ancora in rosso, condizionati anche dalla situazione dei crediti in soffrenza in Europa. “Sembra che gli afflussi di nuovi Npl siano ancora elevati, soprattutto se si considera il ciclo economico", ha spiegato Andrea Enria, capo della Vigilanza della Bance centrale europea.

    "Sembra inoltre che alcune banche con elevati Npl stiano ancora segnalando tassi di insolvenza crescenti, cosa che ci preoccupa e che ci porta a sollecitare le banche a bloccare questa tendenza ripensando i loro criteri di concessione del credito e dialogando con i debitori indifficoltà", ha aggiunto.

    Tra i titoli finanziari peggiori troviamo Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI), FinecoBank (MI:FBK) e Unipol (MI:UNPI) in calo dell’1%, seguite da Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS), Ubi Banca (MI:UBI), Bper Banca (MI:EMII), Banca Mediolanum (MI:BMED), Mediobanca (MI:MDBI) e Banca IFIS (MI:IF), tutte in rosso.

    Tra le blue chips, passa in testa tra i negativi la Juventus (MI:JUVE), superando così STMicro, entrambe in flessione di oltre il 3%. Male anche Recordati (MI:RECI), in calo dell’1%, insieme ai titoli petroliferi sotto pressione a causa delle incertezze geopolitiche a seguito dell’attacco di ieri a due petroliere in Oman.

    Mantengono il verde Amplifon (MI:AMPF), Moncler (MI:MONC), Diasorin (MI:DIAS) e Prysmian (MI:PRY), in crescita dell’1%, seguite, tra le altre, da Enel (MI:ENEI), Italgas (MI:IG), Ferragamo (MI:SFER), Unicredit (MI:CRDI), Pirelli (MI:PIRC) e Intesa Sanpaolo (MI:ISP).

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  • I futures del Greggio in ribasso durante la sessione Europea

    giugno 14, 2019, 12:25

    I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione Europea di Venerdì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Luglio sono scambiati a 52,16 dollari americani per barile, valore che scende di 0,23% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 50,72 dollari e la resistenza a 54,84 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,09% per essere scambiato a 97,083 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é salito di 0,23% per essere scambiato a 61,45 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 9,29 dollari per barile.
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  • Scintille USA-Iran dopo attacco petroliere: rischio escalation militare

    giugno 14, 2019, 07:52

    Di Mauro Speranza

    Investing.com - L’attacco di ieri a due petroliere in Oman sta surriscaldando il clima geopolitico, con gli Stati Uniti che hanno accusato l’Iran di essere la responsabile del gesto.

    “Sono loro i responsabili, per colpire gli alleati degli Stati Uniti”, ha attaccato il segretario di stato americano Mike Pompeo. Gli USA, inoltre, sono pronti alla reazione, che sarà “economica”, ma “tutte le opzioni sono sul tavolo, inclusa quella militare”, affermano fonti dell’amministrazione riportate dai media americani.

    A prova delle accuse, il Pentagono da diffuso un video in cui si vede quella che viene descritta come una imbarcazione dove alcuni ‘Guardiani della Rivoluzione Iraniani (Pasdaran)’ sono intenti a rimuovere quella che appare essere una mina magnetica inesplosa, cercando, così, di coprire le prove del coinvolgimento del gruppo iraniano nell’attacco.

    La presenza di una unità iraniana nelle vicinanze è stata confermata anche dall’armatore giapponese di una delle due petroliere attaccate, il quale ha affermato che l’equipaggio avrebbe avvistato gli iraniani.

    Dall’altro lato, l’Iran ha respinto “categoricamente” le responsabilità di Teheran per gli attacchi. “Le invenzioni e le campagne di disinformazione, per incolpare vergognosamente gli altri, possono cambiare la realtà", ha affermato la missione iraniana all’Onu.

    L’Iran ha "espresso preoccupazione per gli incidenti alle petroliere", chiedendo poi "alla comunità internazionale di essere all'altezza delle sue responsabilità nel prevenire le politiche e le pratiche sconsiderate e pericolose degli Usa e dei suoi alleati che aumentano le tensioni nella regione".

    Nel frattempo, il prezzo del petrolio greggio è tornato a scendere, ripiegando sotto quota 52 dollari, superata dopo la diffusione della notizia dell’attacco di ieri. Calo anche del Brent.

    A Milano, invece, prosegue la crescita dei titoli energetici, con Italgas (MI:IG) che guadagna oltre l’1%, seguita da Tenaris (MI:TENR), Saipem (MI:SPMI), Eni (MI:ENI) e Saras (MI:SRS), tutte in verde.

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  • Dollaro misto, propensione al rischio ridotta in vista del weekend

    giugno 14, 2019, 07:34

    Investing.com - Il dollaro scende contro lo yen e l’euro negli scambi europei di questo venerdì mattina, ma sale contro indicatori di rischio come l’aussie, con i trader che evitano il rischio in vista di un fine settimana che si prospetta caratterizzato da tensioni geopolitiche.

    Alle 3:40 ET (07:40 GMT), l’indice del dollaro, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di sei principali valute, resta invariato a 96,995 ma le performance contro le singole valute sono state miste.

    Contro lo yen, il dollaro scende dello 0,2% a 108,20 avvicinandosi ad un nuovo minimo di 14 mesi, mentre l’euro sale a 1,1281 dollari.

    Lo yuan cinese si è indebolito ulteriormente nella seduta asiatica, un calo poi giustificato dai dati deludenti sulla produzione industriale e sugli investimenti fixed asset di maggio. A solo il 5,0%, la produzione industriale è cresciuta al tasso più lento dal 2002.

    La Cina ha inoltre annunciato le ultime contromisure nello scontro con gli USA, aumentando i dazi alle importazioni su alcune condotte in acciaio da USA ed UE di un fattore 10.

    Negli Stati Uniti, una lettera firmata da centinaia di compagnie tra cui Walmart (NYSE:WMT) e Target (NYSE:TGT) invita il Presidente Donald Trump a non procedere con l’applicazione di dazi su altri 325 miliardi di importazioni cinesi, in quanto peserebbero su imprese, coltivatori e famiglie americane.

    Il governo ieri sera aveva annunciato che avrebbe rinunciato ai dazi sui pannelli solari dall’Asia, in un allentamento simbolico delle tensioni in quanto questi pannelli rappresentano solo il 3% del mercato statunitense, secondo l’esperto di strategie di Deutsche Bank (DE:DBKGn) Ulrich Stephan.

    Il dollaro potrebbe vedere dei movimenti nel corso della giornata dopo una raffica di dati USA, tra cui le vendite al dettaglio di maggio alle 8:30 ET, la produzione industriale di maggio alle 9:15 ET e l’indice sul sentimento dei consumatori del Michigan alle 10 ET.

    La sterlina resta sotto pressione dopo il primo round della corsa alla leadership del partito Conservatore che ha lasciato Boris Johnson come chiaro favorito. La valuta britannica scende dello 0,1% sia contro il dollaro che contro l’euro, in attesa di un discorso del Governatore della Banca d’Inghilterra Mark Carney.

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  • La bolla di Beyond Meat comincia a sembrare ridicola

    giugno 13, 2019, 09:31

    Investing.com - Il titolo di Beyond Meat (NASDAQ:BYND) è schizzato di quasi il 500% da quando il produttore di alternative alla carne è stato lanciato in borsa a maggio, con una valutazione da quasi 8 miliardi di dollari che ha spinto qualcuno a paragonare l’euforica impennata ad una bolla.

    Il titolo della compagnia con sede a El Segundo, in California, ha registrato il massimo storico di 186,43 dollari il 10 giugno, dopo essere stato prezzato a soli 25 dollari nella sua offerta pubblica iniziale del 1° maggio.

    È rimbalzato di oltre il 12% ieri, chiudendo a 141,97 dollari, nelle aspettative di una forte accoglienza del suo Beyond Burger e di altri accordi con catene di fast-food e ristoranti.

    La compagnia ha riportato utili trimestrali per la prima volta dalla sua IPO la scorsa settimana, alimentando l’ottimismo degli investitori con previsioni di vendite superiori ai 210 milioni di dollari quest’anno, con un incremento di oltre il 100% dagli 88 milioni dell’anno scorso.

    Le prospettive rosee sono state accompagnate da straordinari risultati del primo trimestre. La compagnia ha riportato una perdita del primo trimestre di 14 centesimi ad azione, uno in meno rispetto ai 15 previsti dagli analisti, secondo le stime compilate da Investing.com.

    Malgrado le previsioni positive, i critici affermano che il valore di mercato di Beyond Meat non è giustificato visto che la compagnia non è ancora redditizia.

    Gli analisti cominciano a fare un passo indietro su Beyond Meat, con JPMorgan (NYSE:JPM) e Bernstein che hanno abbassato il rating questa settimana nei timori per la valutazione con la concorrenza nel settore in aumento.

    La rivale Impossible Foods di recente ha annunciato un’espansione con Burger King, mentre colossi del settore alimentare come Tyson Foods (NYSE:TSN) e Nestle starebbero lavorando su dei prodotti alternativi alla carne per conto loro.

    Per vedere le altre vignette settimanali di Investing.com, visita la pagina: https://it.investing.com/analysis/comics

    -- Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • L’uragano ‘Trump contro tutti’ spaventa il mondo

    giugno 13, 2019, 12:03

    Versione originale di Laura Sánchez – traduzione a cura di Investing.com

    Investing.com - Mercati tinti di verde in una sessione in cui permane una certa cautela di fronte ai continui colpi di scena della guerra commerciale. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri è tornato a dare 'un colpetto' al Messico assicurando che se il paese azteco non controllerà il flusso migratorio in 45 giorni, attiverà la "molto dura Fase 2" delle tariffe

    A proposito della Cina, Trump ha riconosciuto che sta ritardando l'accordo fino a quando il gigante asiatico non soddisferà i requisiti imposti dagli Stati Uniti.

    Come se non bastasse, ha anche lanciato nuove minacce, questa volta contro la Germania, per il gasdotto che sta costruendo con la Russia, annunciando anche eventuali sanzioni.

    I mercati, che non perdono di vista nessuno di questi tre fronti, si concentrano principalmente sul conflitto USA-Cina. "Tre settimane dopo il possibile incontro tra Trump e Xi, i preparativi per questo incontro sono stati minimi a causa del recente aumento della tensione verbale. Pertanto, non ci si attende che entrambi compiano progressi significativi: lo scenario migliore è la ripresa dei negoziati. I funzionari cinesi stanno cominciando a pensare che un mancato accordo è meglio di un cattivo accordo, e le differenze tra le due parti si stanno ampliando", avvertono da Link Securities.

    Queste tensioni non sono positive per l'economia e poiché Renta Markets sottolinea che, "alla luce dei recenti avvenimenti, gli economisti statunitensi hanno aggiornato le loro previsioni economiche e quelle relative alla Fed, rivedono al ribasso le prospettive di crescita per il 2019 all'1,9% e la loro previsione di inflazione all'1,8%. Inoltre, si aspettano che la Fed riduca i tassi di interesse fino a tre volte quest'anno, nelle riunioni di luglio, settembre e dicembre”.

    Anche il presidente della Banca centrale europea (BCE), Mario Draghi, e la direttrice del Fondo monetario internazionale (FMI), Christine Lagarde, hanno messo in guardia sulle conseguenze della guerra commerciale, avvertendo " che può peggiorare e influenzare la crescita dell'economia globale, incidendo fortemente sull'Europa, finora motore di crescita e stabilità, e sui paesi della regione, che basano gran parte della loro economia sulla produzione di veicoli”.

    Ricordiamo che Lagarde è recentemente salita alla ribalta per 'richiamare all'ordine' gli Stati Uniti, suggerendo la necessità di raggiungere un accordo con la Cina per il benessere della crescita economica globale.

    Ricordiamo che lo scorso maggio Trump ha concesso all'Europa una tregua di sei mesi per decidere se applicare o meno tariffe al settore automobilistico europeo.

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  • Aste Btp e spread aiutano i titoli bancari

    giugno 13, 2019, 11:02

    Investing.com - Indici europei tinti di verde nella giornata di oggi. Il Ftse Mib, infatti, guadagna lo 0,70%, sostenuto dal FTSE Italia All Share Banks che corre con un +1%. Positivi anche il tedesco Dax, lo spagnolo Ibex 35, il britannico Ftse 100 e il Cac 40.

    A Milano sprint di Banca Piccolo Credito Valtellinese (MI:PCVI), doBank (MI:DOB), Ubi Banca (MI:UBI), Monte dei Paschi di Siena (MI:BMPS), in crescita del 2%, mentre guadagnano l’1% Bper Banca (MI:EMII), Banca IFIS (MI:IF), Unipol (MI:UNPI) e Unicredit (MI:CRDI).

    Scende lo spread attestandosi a 262 punti, in un giorno caratterizzato dai buoni risultati delle aste di titoli di stato.

    Il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di euro complessivi in Btp, cifra che rappresenta il massimo possibile. I Btp triennali sono stati aggiudicati con un tasso medio dell’1,05% (il tasso precedente era di 1,24%) per un totale di 2,7 miliardi di euro.

    Il Btp a 7 anni (scadenza luglio 2026) è stato assegnato con un tasso medio dell’1,96%, collocando titoli per 1,5,08 miliardi, mentre quelli a 15 anni (marzo 2035) hanno visto un rendimento del 2,87%.

    La mattinata si è caratterizzata anche dai dati macroeconomici. L’Istat ha certificato un calo del tasso di disoccupazione su base trimestrale (10,4%), mentre ha sopreso la produzione industriale dell’eurozona, con un -0,4% migliore del precedente (-0,7%) e delle previsioni degli analisti (-0,5%).

    Nel pomeriggio sono attesi i dati provenienti dagli Stati Uniti. Alle 14:30 gli occhi saranno puntati sulle richieste di disoccupazione continua, l’indice dei prezzi all’esportazione e quelli all’importazione, a cui si aggiugneranno quelli sulle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione.

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  • Attacchi a due petroliere in Oman e il greggio schizza in alto

    giugno 13, 2019, 09:05

    Investing.com - Le preoccupazioni nell’area del Golfo persico tornano a movimentare il mercato del petrolio. Torna a crescere, infatti, il prezzo del greggio superando i 52 dollari al barile, accompagnato dal Brent che viene scambiato sopra quota 61 dollari.

    Secondo l’agenzia Reuters e l’iraniana Press Tv, due petroliere sarebbero in fiamme al largo dell’Oman. Si tratta della nave Altair, battente bandiera delle Isole Marshall, e della KoKuka, legata a Panama.

    Alle agenzie, si è unita la Quinta flotta degli Stati Uniti presso il Bahrein, la quale ha dichiarato di aver ricevuto una richiesta di aiuto da una delle due navi. Il comunicato della marina militare americana parla “di due allarmi distinti, uno alle 6.12 e l’altro alle 7 (ora locale)”.

    I sospetti sono caduti su un sabotaggio di matrice iraniana, ma da Teheran hanno smentito l’accaduto, anche se restano i pericoli di una escalation delle tensioni tra USA e Iran.

    Intanto, secondo quanto scrive il giornale Tradewinds, ulteriori tensioni sarebbero esplose negli Emirati Arabi, dove la nave norvegese Frontline sarebbe stata colpita da un siluro al largo del porto di Fujairah.

    Le tensioni seguono quelle già esistenti nell’area, dove il mese scorso erano state sabotate due petroliere saudite, con le conseguenti accuse di Riad e Washington verso l’Iran, accusata del gesto.

    A Milano, intanto, le azioni dei titoli petroliferi sono sostenute dalle notizie di cronaca. Italgas (MI:IG), infatti, guadagna oltre l’1%, seguita da Tenaris (MI:TENR), Saras (MI:SRS), Saipem (MI:SPMI) e Eni (MI:ENI), tutte positive.

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  • Disoccupazione in leggero calo in Italia ma l’Europa è ancora lontana

    giugno 13, 2019, 08:10

    Investing.com - Buone notizie dal fronte occupazionale per l’italia con il i dati trimestrali che hanno visto un tasso di disoccupazione scendere al 10,4%, rispetto al 10,6% precedente.

    "Nel primo trimestre 2019 si registra un lieve aumento dell’occupazione rispetto al trimestre precedente (+0,1%), in un contesto di calo della disoccupazione e dell’inattività", si legge nel comunicato dell'Istat diffuso stamattina. "Queste dinamiche congiunturali del mercato del lavoro riflettono il lieve aumento dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, in cui si registra una variazione positiva del Pil (+0,1%) dopo due trimestri di calo. Con riferimento all’input di lavoro, si osserva una crescita delle ore lavorate sia su base congiunturale (+0,7%) sia in termini tendenziali (+1,5%), ampiamente superiore a quella del Pil", spiega il comunicato.

    Il dato non si discosta di molto dalle previsioni di Bankitalia, le cui proiezioni economiche vedono un tasso di disoccupazione medio annuo del 10,5% per quest’anno e del 10,6% per il prossimo anno. Dopo aver rivisto al ribasso le stime sulla disoccupazione in Italia, gli esperti di Bankitalia avevano rivisto anche quelle sulla crescita del Pil.

    Il dato italiano resta, comunque, nettamente al di sopra della media dell’eurozona, scesa al 7,7%. “Abbiamo il tasso di disoccupazione più basso da moltissimi anni”, aveva detto Mario Draghi nel corso della conferenza stampa post meeting BCE della settimana scorsa “e abbiamo registrato una crescita dell'occupazione e un aumento delle retribuzioni”.

    “Certo”, aveva ammesso Draghi, “dobbiamo essere preparati e peraltro oggi il Consiglio direttivo ha riconosciuto che i rischi si stanno prolungando e sono in un certo senso aumentati. Ma è stata anche affermata chiaramente la disponibilità a intervenire rapidamente» con tutti gli strumenti a disposizione della Bce.

    Inoltre, il calendario economico di oggi prevede il dato sulla produzione industriale dell’eurozona, sia su base mensile che annuale, con l’euro da tenere sotto osservazione.

    “Il report sulla produzione industriale solitamente non ha un grande impatto sull’euro”, spiega Kathy Lien, Direttrice di FX Strategy per BK Asset Management, “ma la valuta è stata scambiata in range stretto negli ultimi 3 giorni e l’incapacità di salire ulteriormente potrebbe rendere il report di giovedì più influente del solito”.

    Sempre in tema di occupazione, per oggi sono attesi alle 14:30 i dati sulle richieste di disoccupazione continua negli Stati Uniti che potrebbero dare ulteriori indicazioni sullo stato dell’economia USA, dopo quelli arrivati la scorsa settimana.

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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

    giugno 13, 2019, 04:05

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Giovedì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.338,10 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,10% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.319,10 dollari e la resistenza a 1.347,70 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,03% per essere scambiato a 96,940 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,03% per essere scambiato a 14,748 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,30% per essere scambiato a 2,641 dollari per libbra.
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  • I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

    giugno 12, 2019, 07:25

    I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Mercoledì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Luglio sono scambiati a 51,14 dollari americani per barile, valore che scende di 4,00% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 50,73 dollari e la resistenza a 54,84 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é salito del 0,33% per essere scambiato a 96,963 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é sceso di 3,77% per essere scambiato a 59,94 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 8,80 dollari per barile.
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  • Tesla “non è sull’orlo della bancarotta”: Musk stavolta spinge il titolo

    giugno 12, 2019, 01:31

    Investing.com - Dopo aver spinto a fondo il titolo con i tanti tweet, stavolta Elon Musk “mette la testa a posto” parlando all’assemblea annuale degli azionisti.

    Le sue dichiarazioni, infatti, stanno sostenendo il titolo Tesla (NASDAQ:TSLA) in apertura a Wall Street, guadagnando oltre il 2%, confermando così il suo andamento nel pre-market USA.

    “Voglio essere chiaro: non c'è alcun problema di domanda. E non è vero" che Tesla è sull'orlo della bancarotta, ha annunciato Musk, cercando di rassicurare gli investitori. Musk si è spinto oltre, annunciando un trimestre record da tutti i punti di vista.

    “E’ difficile essere in utile con livelli di crescita come i nostri”, ha spiegato Musk, facendo riferimento alla crescita della produzione di auto di Tesla del 60-80%, raddoppiata rispetto allo scorso anno.

    Produzione, però, che resta sotto le richieste del mercato. “Le vendite hanno superato di gran lunga la produzione”, definita “buona” dal vulcanico fondatore di Tesla, il quale ha aggiunto che le vendite della Model 3 hanno superato di gran lunga quelle dei suoi principali concorrenti, sia in volume che in valore.

    Model 3 sulla quale la società sta investendo. “A breve l’autonomia non sarà un problema, in quanto gli ingegneri la porteranno presto alle 400 miglia (oltre 600 km) con un solo pieno energetico”, ha annunciato Musk.

    “Tesla non è vista come una storia di crescita”, scrive in una nota ai clienti Adam Jonas, analista di Morgan Stanley (NYSE:MS), in riferimento al recente calo fino a 179 dollari per azioni

    “Riteniamo che gli investitori sottovalutino l’attività di guida autonoma di Tesla”, ha aggiunto Jonas, spiegando che “molti investitori non includono esplicitamente l’attività di guida autonoma di Tesla nella valutazione dell’azienda”. Jonas stima che, da solo, il business valga $ 8,5 miliardi.

    Tra i settori di Tesla sottovalutati dagli investitori, aggiunge Jonas, vi sono la vasta infrastruttura concernente le stazioni di ricarica, i prodotti solari e di stoccaggio dell’energia, un potenziale business di vendita di batterie EV ad altri produttori automobilistici e le opportunità offerte dalla futura Semi truck. Jonas ha osservato che ognuna di queste aree ha “un potenziale valore commerciale oltre la produzione dei veicoli”.

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  • Tesla e Beyond Meat schizzano nei premarket; crollo di BAT

    giugno 12, 2019, 12:18

    Investing.com - Titoli azionari sotto i riflettori negli scambi pre-market di questo mercoledì:

    Il titolo di Tesla (NASDAQ:TSLA) rimbalza del 3,4% alle 8:15 ET (12:15 GMT), dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha reso noto che la compagnia “ha buone probabilità di un trimestre da record ad ogni livello”, in occasione del vertice annuale degli azionisti.

    Beyond Meat (NASDAQ:BYND) segna un’impennata del 5,2%, in ripresa dopo l’abbassamento del rating di JPMorgan (NYSE:JPM) che ne ha causato un crollo di quasi il 25% ieri. L’ultima versione di un suo hamburger arriverà nei negozi questa settimana. La compagnia ha affermato che il Beyond Burger rappresenta il nuovo passo in avanti nella sua visione di prodotti proteici.

    British American Tobacco (NYSE:BTI) registra un tonfo del 3,8% in seguito alle previsioni di un calo del 3,5% delle vendite delle sue sigarette (tra cui Lucky Strike e Dunhill), un aspetto che difficilmente sarà compensato, neanche dalla forte crescita dei suoi vaporizzatori e sigarette elettroniche.

    Medidata Solutions (NASDAQ:MDSO) crolla del 3,8%: il colosso tech francese Dassault Systemes (PA:DAST) ha reso noto che pagherà 92,25 dollari ad azione per al compagnia, poco meno delle speculazioni precedenti. L’accordo valuta Medidata 5,8 miliardi di dollari.

    Il titolo di Dave & Buster’s Entertainment (NASDAQ:PLAY) cola a picco con -19% dopo aver abbassato le previsioni sull’intero anno fiscale ed aver deluso le stime sugli utili e le entrate mentre la compagnia non riesce ad attirare clienti.

    Mattel (NASDAQ:MAT) schizza del 4,1%: il produttore di giocattoli ha respinto la seconda offerta di acquisizione da parte del fabbricante delle bambole Bratz MGA Entertainment, secondo quanto riporta Reuters.

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  • Procedura di infrazione per l’Italia, altro passo avanti dalla UE

    giugno 12, 2019, 10:50

    Investing.com - Nuovo passo avanti da parte dell’Unione europea sulla strada che porta all’avvio della procedura per deficit verso l’Italia. Il Comitato economico e finanziario (Efc) della UE, infatti, ha espresso il suo parere sulla situazione italiana, affermando che “il criterio debito non è rispettato”.

    L’Efc, inoltre, ha invitato l’Italia a “a prendere le misure necessarie per assicurare il rispetto delle indicazioni del Patto di stabilità in conformità con il processo della procedura Edp”, ovvero per debito eccessivo.

    Gli ‘sherpa’, dunque, “concordano con la Commissione sul fatto che il debito pubblico italiano resta una fonte principale di vulnerabilità per l’economia”, aggiungendo che la situazione può cambiare a causa di “possibilli rischi al rialzo al bilancio 2019 grazie a entrate più alte delle attese e spese minori sulle misure”.

    Preoccupazioni anche per il prossimo anno, quando “la deviazione dal cammino di aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine si allargherà nel 2020, in una situazione dove il deficit dell’italia sarà sopra il 3% a politiche correnti”.

    L’Efc, infine, resta fiduciosa che le autorità italiane rispetteranno l’impegno incluso nel programma di stabilità di “attuare misure alternative di finanziamento per assicurare gli obiettivi di deficit nominale e strutturale e hanno annunciato una spending review”.

    Nel caso in cui la procedura dovesse andare in porto, l’Italia rischia una multa fino a 9 miliardi di euro, corrispondente allo 0,5% del Pil, il congelamento dei fondi strutturali e la fine dei prestiti concessi dalla Banca centrale europea degli investimenti.

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  • L’oro sale dopo le parole di Trump sulla Cina, atteso indice IPC

    giugno 12, 2019, 10:42

    Investing.com - Il prezzo dell’oro sale negli scambi di questo mercoledì, con il Presidente USA Donald Trump che ha ammesso di stare ostacolando l’accordo commerciale con la Cina, mentre gli investitori attendono i dati sull’inflazione.

    I future dell’oro con consegna ad agosto sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange salgono di 7,55 dollari, o dell’0,6%, a 1.338,75 dollari l’oncia troy alle 6:39 ET (10:39 GMT).

    “Sono io al momento ad ostacolare l’accordo”, ha riferito Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, affermando di volere che Pechino accetti quattro o cinque “punti importanti”, senza specificare a cosa si riferiscano.

    I commenti di Trump hanno pesato sulla propensione al rischio, facendo scendere le borse globali ed avvantaggiando il metallo prezioso, tradizionale investimento rifugio.

    Le aspettative che i due leader raggiungano un accordo al summit del G20 del 28-29 giugno si riducono. Quando mancano meno di tre settimane, delle fonti hanno riferito a Reuters che ci sono stati pochi preparativi per un incontro faccia a faccia.

    Sebbene i fattori a breve termine abbiano contributo alla recente impennata, l’oro continua ad essere supportato dai pesanti acquisti delle banche centrali. La Banca Popolare Cinese ha aggiunto altri 510 milioni di once, o 15,7 tonnellate, alle sue riserve a maggio, secondo i dati di inizio settimana. Ne ha aggiunte 74 tonnellate da novembre, per l’aumento del rischio di uno scontro commerciale senza esclusioni di colpi.

    Sul fronte dei dati USA, gli investitori si focalizzeranno sulla pubblicazione dell’indice sui prezzi al consumo, in attesa di altri segnali per supportare l’idea che le ridotte pressioni sui prezzi costringeranno la Federal Reserve a tagliare i tassi già a giugno.

    “Il dato generale potrebbe scendere ed essere inferiore all’indice IPC core, con i prezzi della benzina che sono scesi a maggio”, scrive Petr Krpata, esperto di strategie forex di ING. “Se l’indice IPC core mostrasse nuovamente una sorpresa al ribasso, probabilmente ciò supporterà le aspettative dei mercati sull’allentamento della Fed”.

    Sebbene non siano previste modifiche ai tassi di interesse in occasione del vertice della prossima settimana, i future dei fondi fed indicano una probabilità dell’81% di un taglio di un quarto di punto a luglio.

    Intanto, i future dell’argento salgono dello 0,4% a 14,783 dollari l’oncia troy alle 6:40 ET (10:40 GMT).

    I future del palladio sono in calo dello 0,1% a 1.388,50 dollari l’oncia, mentre il platino sale dello 0,2% a 816,10 dollari.

    Tra le materie prime, il rame è in calo dell’1,2% a 2,639 dollari la libbra.

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  • Le cinque cose da seguire sui mercati questo mercoledì

    giugno 12, 2019, 09:50

    Investing.com - Ecco le cinque principali notizie da seguire sui mercati finanziari questo mercoledì 12 giugno.

    1. Proteste ad Hong Kong

    La polizia di Hong Kong ha sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro le enormi folle che protestano contro l’introduzione di una nuova legge secondo cui le persone potranno essere inviate nella Cina continentale per i processi. Questa erosione dei diritti giudiziari probabilmente peserà sulla fiducia degli investitori.

    L’indice Hang Seng è crollato dell’1,9%, molto più del calo dello 0,8% dell’indice di riferimento Shanghai Shenzhen CSI 300 della Cina continentale.

    2. Il prezzo del greggio crolla

    Il prezzo del greggio scende ancora tra i timori di un eccesso sui mercati globali, dopo che il governo USA ha rivisto al ribasso le previsioni sulla domanda petrolifera globale quest’anno di 160.000 barili al giorno.

    I future del greggio USA segnano un crollo del 2,8% a 51,80 dollari alle 5:45 ET (09:45 GMT), mentre i future del Brent, il riferimento internazionale, crollano del 2,6% a 60,67 dollari.

    Gli analisti si aspettano che i dati ufficiali mostrino un modesto calo delle scorte quando saranno pubblicati alle 10:30 ET (14:30 GMT).

    3. Wall Street punta ad un’apertura al ribasso; atteso indice IPC

    Wall Street si avvia ad aprire al ribasso, contagiata dal sentimento negativo del mercato petrolifero.

    Alle 5:50 ET, i future S&P 500 scendono di 10 punti, o dello 0,4%, i future Dow 30 vanno giù di 92 punti, o dello 0,4%, mentre i future Nasdaq 100 legati al settore tech sono in calo di 41 punti, o dello 0,5%.

    Con un taglio dei tassi di interesse della Federal Reserve ora messo ampiamente in conto per luglio, i tori sperano che l’inflazione al consumo di maggio alle 8:30 ET non renda più difficile alla banca giustificare una decisione simile.

    4. Musk prevede un trimestre da record per Tesla

    Il titolo di Tesla (NASDAQ:TSLA) si avvia a segnare +2% in apertura, dopo che l’amministratore delegato Elon Musk ha reso noto che la compagnia “ha buone probabilità di un trimestre da record ad ogni livello”, in occasione del vertice annuale degli azionisti.

    Il titolo di Tesla è ora schizzato del 15% dai minimi dopo l’annuncio di una raccolta di capitale da 2,7 miliardi di dollari, ma segna comunque un crollo del 30% sull’anno in corso.

    5. Il Dipartimento per la Giustizia mette in guardia i colossi tech

    Facebook (NASDAQ:FB), Google (NASDAQ:GOOGL) ed altri non possono sperare di scampare ai controlli antitrust solo perché offrono servizi gratuiti, ha spiegato il capo dell’antitrust del Dipartimento per la Giustizia USA Makan Delrahim.

    Delrahim, che si occuperà della regolamentazione di Apple (NASDAQ:AAPL) e Google in base alla recente divisione degli incarichi con la Federal Trade Commission, ha affermato che saranno valutate anche questioni come la libertà di parola e la privacy dei dati, con le autorità che cercano un modo per regolare meglio il settore.

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  • Dollaro vicino al minimo di 2 mesi nelle aspettative sui tassi della Fed

    giugno 12, 2019, 07:18

    Investing.com - Il dollaro è scambiato vicino al minimo di due mesi contro il paniere delle valute questo mercoledì, le aspettative che la Federal Reserve possa tagliare i tassi di interesse nei prossimi mesi in risposta alle conseguenze delle tensioni commerciali globali pesano sulla moneta.

    L’indice del dollaro contro il paniere di sei valute resta stabile a 96,698 alle 03:14 ET (07:14 GMT), non lontano dal livello di 96,459 di lunedì, il minimo dal 12 aprile.

    Sul biglietto verde pesa il brusco calo del rendimento dei Buoni del Tesoro USA a lungo termine, sceso al minimo di due anni venerdì sulla scia del report debole sull’occupazione statunitense che ha alimentato le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed.

    L’attenzione degli investitori è ora rivolta al prossimo vertice di politica monetaria della Fed del 18-19 giugno e su quali indizi potrebbe offrire la banca circa la direzione futura.

    “I mercati hanno messo in conto un taglio dei tassi da parte della Fed ad un livello significativo”, scrive Shinichiro Kadota, esperto senior di strategie di Barclays a Tokyo.

    “Perciò i mercati aspettano il vertice della Fed della prossima settimana per avere l’occasione di vedere di quanto e per quanto tempo è disposta ad allentare la politica monetaria”.

    Le aspettative di un taglio dei tassi della banca centrale quest’anno sono aumentate la scorsa settimana, dopo che vari funzionari della Fed, compreso il presidente Jerome Powell, hanno lasciato intendere di essere aperti ad un allentamento della politica monetaria.

    L’euro è stabile a 1,1332, a poca distanza dal massimo di tre mesi di 1,1348 di venerdì.

    Sulla moneta unica hanno pesato poco le accuse lanciate dal Presidente Donald Trump secondo cui l’Europa starebbe svalutando l’euro, salito di circa l’1,4% contro il dollaro finora a giugno.

    “L’euro e le altre valute sono svalutate rispetto al dollaro, ponendo gli Stati Uniti in grande svantaggio”, ha scritto ieri Trump su Twitter, senza però fornire alcuna prova.

    Il dollaro è in lieve calo contro lo yen a 108,34. Il biglietto verde si è staccato dal minimo di cinque mesi di 107,810 di una settimana fa, quando l’avversione al rischio sui mercati ha spinto la domanda dello yen come valuta rifugio.

    --Articolo realizzato con il contributo di Reuters

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  • Oro in salita nell’incertezza per lo scontro USA-Cina

    giugno 12, 2019, 05:20

    Investing.com - Il prezzo dell’oro come investimento rifugio sale negli scambi asiatici di questo mercoledì, in un clima di incertezza per gli sviluppi dello scontro commerciale fra Cina e Stati Uniti.

    I future dell’oro con consegna ad agosto sulla divisione Comex del New York Mercantile Exchange salgono dello 0,3% a 1,335,75 dollari l’oncia troy alle 1:15 ET (05:15 GMT).

    L’incertezza che circonda i rapporti commerciali Cina-USA continua a supportare il metallo prezioso, tradizionale asset rifugio.

    Il Presidente USA Donald Trump ieri ha annunciato che aumenterà ancora i dazi sulle importazioni cinesi se non riuscirà a compiere progressi nelle trattative commerciali con Xi in occasione del summit del G20 di questo mese. Un rappresentante di Xi ha rifiutato di confermare se il leader cinese incontrerà Trump al summit.

    Nella notte, Trump ha reso noto di stare tenendo sospeso l’accordo commerciale con la Cina e che non lo firmerà a meno che Pechino non ritorni ai termini precedentemente concordati all’inizio dell’anno.

    Nel frattempo, il presidente è tornato a prendere di mira la Federal Reserve ieri.

    “Tassi di interesse della Fed troppo alti, insieme a quel ridicolo inasprimento quantitativo! Non hanno la minima idea di quello che stanno facendo!” Ha scritto in un tweet.

    Trump ha poi twittato che gli Stati Uniti hanno un’inflazione bassa, definendola “una bella cosa”.

    L’attenzione dei trader si rivolge ora al vertice di politica monetaria della Fed del 18-19 giugno. Sebbene i mercati si aspettino che la banca lasci i tassi invariati la prossima settimana, c’è chi prevede che li taglierà prima della fine dell’anno, in quanto il Presidente Jerome Powell ha indicato che la Fed “agirà nel modo appropriato per sostenere l’espansione, con un mercato del lavoro forte ed un’inflazione vicina al nostro obiettivo simmetrico del 2%”.

    Le aspettative che la Fed possa dover tagliare i tassi di interesse sono state incoraggiate anche dalla pubblicazione dei dati sull’occupazione USA di maggio più deboli del previsto.

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  • I futures dell'Oro in rialzo durante la sessione Asiatica

    giugno 12, 2019, 04:05

    I futures dell'Oro sono in rialzo durante la sessione Asiatica di Mercoledì.

    Nel divisione Comex del New York Mercantile Exchange, I futures dell'Oro per Agosto sono scambiati a 1.336,15 dollari americani per oncia troy, valore che sale di 0,37% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più alto di dollari per oncia troy, L'Oro era previsto trovare supporto a 1.323,65 dollari e la resistenza a 1.347,70 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,01% per essere scambiato a 96,657 dollari.

    Altrove su Comex, L'Argento, per la consegna di Luglio, é salito di 0,25% per essere scambiato a 14,777 dollari per oncia troy mentre Il Rame, per la consegna di Luglio, é sceso di 0,15% per essere scambiato a 2,665 dollari per libbra.
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  • I futures del Greggio in ribasso durante la sessione U.S.A.

    giugno 11, 2019, 07:25

    I futures del Greggio sono in ribasso durante la sessione U.S.A. di Martedì.

    Nel New York Mercantile Exchange, I futures del Greggio per Luglio sono scambiati a 53,27 dollari americani per barile, valore che scende di 0,02% al momento della scrittura.

    Scambiato in precedenza al prezzo più basso di dollari per barile, Il Greggio era previsto trovare supporto a 50,60 dollari e la resistenza a 54,84 dollari.

    Future Indice del Dollaro, che traccia i risultati del dollaro americano in un paniere di altre sei maggiori valute, é sceso del 0,05% per essere scambiato a 96,662 dollari.

    Altrove su ICE, Il Petrolio Brent per la consegna di Agosto, é sceso di 0,03% per essere scambiato a 62,27 dollari per barile, mentre lo spread dei contratti tra Il Petrolio Brent e Il Greggio si attesta sui 9,00 dollari per barile.
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